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#santidelgiorno Cerbone e le oche selvatiche 

Il 10 otto­bre si cele­bra San Cer­bo­ne, vis­su­to nel VI seco­lo, ori­gi­na­rio dell’Africa, vesco­vo di Popu­lo­nia rifu­gia­to­si poi all’isola d’Elba dopo esse­re scam­pa­to all’uccisione decre­ta­ta da Toti­la, re dei Goti: avreb­be dovu­to esse­re sbra­na­to da un orso, che inve­ce lo rispar­miò. E’ patro­no di Mas­sa Marit­ti­ma, dove la sede vesco­vi­le e la sal­ma del patro­no furo­no tra­sfe­ri­te dal­la costa nell’XI seco­lo. Un attri­bu­to del san­to sono le oche, per­ché, recan­do­si a Roma, Cer­bo­ne avreb­be amman­si­to alcu­ne oche sel­va­ti­che per donar­le al papa; tut­ta­via, con un suc­ces­si­vo mira­co­lo, le rese sel­va­ti­che e le fece fug­gi­re dopo aver­le mostra­te al pon­te­fi­ce. La sce­na si vede in uno dei rilie­vi dell’arca del san­to, scol­pi­ta da Goro di Gre­go­rio e con­ser­va­ta a Mas­sa Marit­ti­ma, men­tre i pen­nu­ti sono raf­fi­gu­ra­ti come attri­bu­to nel­la Mae­stà di Ambro­gio Loren­zet­ti: il gran­de pit­to­re, però, li mostra ai pie­di del san­to, come ani­ma­li dome­sti­ci, con una del­le gran­di solu­zio­ni che con­fe­ri­sco­no real­tà alle sue sce­ne. La pre­sen­za di ope­re così impor­tan­ti si spie­ga con il ruo­lo stra­te­gi­co del­la cit­tà e del­la sua pro­du­zio­ne mine­ra­ria per Sie­na, che la assog­get­tò defi­ni­ti­va­men­te nei pri­mi decen­ni del Tre­cen­to.


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Cite this article as: Giovanna Ragionieri, #santidelgiorno Cerbone e le oche selvatiche , in "STORIEDELLARTE.com", 10 ottobre 2016; accessed 6 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2016/10/santidelgiorno-cerbone-e-le-oche-selvatiche.html.

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