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La Reggia di Carditello: la memoria ritrovata

Per Tom­ma­so Cestro­ne e Mas­si­mo Bray, i due ange­li custo­di di Car­di­tel­lo

Dopo anni e anni  di abban­do­no, con­ti­nue raz­zie, degra­do e disca­ri­che abu­si­ve, nel­la gior­na­ta di oggi, 29 otto­bre 2016, la Reg­gia di Car­di­tel­lo ria­pre par­te dei suoi incan­te­vo­li spa­zi al pub­bli­co;  sono spa­zi di cui si sta com­ple­tan­do il recu­pe­ro pre­vi­sto da un deli­ca­to pro­get­to di restau­ro con­ser­va­ti­vo e di manu­ten­zio­ne.

Il pro­get­to per la Reg­gia, ubi­ca­ta nel Comu­ne di San Tam­ma­ro (CE) Stra­da Pro­vin­cia­le 229, fu com­mis­sio­na­to da Car­lo di Bor­bo­ne (Madrid, 20 gen­na­io 1716 – Madrid, 14 dicem­bre 1788)  con la pre­ci­sa volon­tà di crea­re un luo­go di deli­zie, dedi­to  alla cac­cia e all’allevamento di caval­li che, in segui­to, per volon­tà di Fer­di­nan­do IV di Bor­bo­ne (Napo­li, 12 gen­na­io 1751 – Napo­li, 4 gen­na­io 1825) si tra­dus­se per mano e inge­gno dell’architetto Fran­ce­sco Col­le­ci­ni (Roma, 1723 – Caser­ta, 24 dicem­bre 1804), allie­vo di Lui­gi Van­vi­tel­li (Napo­li, 12 mag­gio 1700 – Caser­ta, 1º mar­zo 1773),  in una fat­to­ria model­lo per la col­ti­va­zio­ne del gra­no e l’allevamento di raz­ze pre­gia­te di caval­li e bovi­ni. La Rea­le tenu­ta di Car­di­tel­lo face­va par­te di un grup­po di 22 siti del­la dina­stia rea­le dei Bor­bo­ne di Napo­li che com­pren­de­va anche il Palaz­zo Rea­le di Napo­li, la Reg­gia di Por­ti­ci, la Reg­gia di Capo­di­mon­te e la Reg­gia di Caser­ta.

Dopo varie vicis­si­tu­di­ni, la reg­gia per­se cen­tra­li­tà e l’antica qua­dre­ria disper­sa in vari musei ed enti sta­ta­li (stu­dia­ta e rico­strui­ta in segui­to dal­la sto­ri­ca dell’arte Maria Car­me­la Masi) e nel secon­do dopo­guer­ra entò a far par­te del Con­sor­zio gene­ra­le di boni­fi­ca del baci­no infe­rio­re del Vol­tur­no. In segui­to, con ordi­nan­za del 27 gen­na­io 2011, il Tri­bu­na­le di San­ta Maria Capua­ve­te­re ne dispo­se la ven­di­ta all’asta  asse­gnan­do dirit­to di pre­la­zio­ne al Comu­ne, alla Pro­vin­cia, alla Regio­ne e al MiBAC.

Per la Reg­gia si avviò così un lun­go iter per la sua ven­di­ta con aste giu­di­zia­rie anda­te tut­te deser­te: la pri­ma, sen­za incan­to, base d’asta 20 milio­ni (28 otto­bre 2011), la secon­da con incan­to (10 novem­bre 2011), poi base d’asta di 15 milio­ni (29 mar­zo 2011), poi di 10 milio­ni il 18 gen­na­io 2012 e infi­ne il 31 gen­na­io 2013.

Tom­ma­so Cestro­ne e Mas­si­mo Bray

Tra il 2011 e il 2013, la reg­gia bor­bo­ni­ca è sta­ta accu­di­ta e pro­tet­ta  dai sac­cheg­gia­to­ri e dai camor­ri­sti, a tito­lo volon­ta­rio, da Tom­ma­so Cestrone,pastore di quei luo­ghi, che ave­va diver­se vol­te cer­ca­to di invi­ta­re le Isti­tu­zio­ni e la clas­se poli­ti­ca a pren­de­re a cuo­re le sor­ti del complesso.Il 26 otto­bre 2013 l’ex Mini­stro dei Beni e del­le Atti­vi­tà cul­tu­ra­li e del turi­smo, Mas­si­mo Bray ha visi­ta­to la Rea­le Tenu­ta di Car­di­tel­lo accom­pa­gna­to da Tom­ma­so Cestro­ne che gli ricor­dò le pro­mes­se mai man­te­nu­te: “Paro­le poli­ti­che, davan­ti a tele­vi­sio­ni; paro­le d’aria” come le  defi­ni­va Tom­ma­so , che non han­no por­ta­to mai ad alcu­na solu­zio­ne.  Pur­trop­po Tom­ma­so Cestro­ne è sta­to ritro­va­to due anni fa sen­za vita,colto da infar­to, la not­te di Nata­le e non ha avu­to modo di vede­re il suo sogno rea­liz­zar­si.

Mas­si­mo Bray con tena­cia e deter­mi­na­zio­ne ha man­te­nu­to però la pro­mes­sa:  “Car­di­tel­lo è chiu­sa da trop­po tem­po. Cer­che­rò una solu­zio­ne per­ché tor­ni alla sua bel­lez­za e sia aper­ta a tut­ti…”. 

Così Il 9 gen­na­io 2014 il Mini­ste­ro dei Beni e del­le Atti­vi­tà Cul­tu­ra­li e del Turi­smo ha final­men­te annun­cia­to l’acquisizione del­la pro­prie­tà del Real Sito di Car­di­tel­lo, con­fer­man­do così il suo impe­gno non solo per il recu­pe­ro monu­men­ta­le dell’intero com­ples­so, ma soprat­tut­to per la rina­sci­ta di un inte­ro ter­ri­to­rio:

L’avvio dei lavo­ri ci per­met­te di guar­da­re con otti­mi­smo al futu­ro di Car­di­tel­lo. Mi addo­lo­ra solo che Tom­ma­so Cestro­ne, il custo­de volon­ta­rio di que­sto luo­go sim­bo­lo de la cul­tu­ra che vin­ce, che ave­va sogna­to que­sto momen­to, non sia con noi a gioi­re” ( Mas­si­mo Bray, 4 dicem­bre 2014).

Con l’acquisizione del­la Reg­gia di Car­di­tel­lo si è avvia­to un per­cor­so vir­tuo­so di rina­sci­ta che ha por­ta­to alla nasci­ta del­la Fon­da­zio­ne  che si è  impe­gna­ta per garan­ti­re la mas­si­ma frui­bi­li­tà del sito e per rilan­cia­re pro­get­ti basa­ti sul­la tra­spa­ren­za, sul­la cul­tu­ra del­la lega­li­tà e sul­la valo­riz­za­zio­ne del­le risor­se distri­bui­te sul ter­ri­to­rio.

Come non ricor­da­re, a con­clu­sio­ne, le paro­le di Mas­si­mo Bray che rac­chiu­do­no i sogni e le spe­ran­ze di riscat­to per il pre­sen­te e soprat­tut­to per il futu­ro di Car­di­tel­lo e di tut­to il Mez­zo­gior­no:

Que­sta not­te non ho dor­mi­to. Ho pen­sa­to a lun­go alle minac­ce rice­vu­te a Car­di­tel­lo.

Quan­do sono arri­va­to all’ingresso del Real Sito e ho visto che i lavo­ri di con­so­li­da­men­to era­no ini­zia­ti, ero feli­ce per­ché pen­sa­vo che tut­ti i nostri sfor­zi si sta­va­no rea­liz­zan­do.

La reg­gia era bel­lis­si­ma, mostra­va la sua impo­nen­za, il suo splen­do­re, la voglia di tor­na­re a esse­re uno dei luo­ghi più ama­ti da sovra­ni e cit­ta­di­ni.

Ero dav­ve­ro com­mos­so pen­san­do al fat­to che pro­prio Car­di­tel­lo può esse­re il sim­bo­lo di riscat­to del Mez­zo­gior­no.

Il Sud del mio pae­se, del mio ama­tis­si­mo pae­se, non ha biso­gno di gran­di pro­cla­mi, di gran­di pro­mes­se, ma solo di fidu­cia.

Per que­sto ho sem­pre imma­gi­na­to Car­di­tel­lo come luo­go del­le buo­ne pra­ti­che: ho pen­sa­to ad una fon­da­zio­ne capa­ce di coor­di­na­re il lavo­ro di gio­va­ni ricer­ca­tri­ci e ricer­ca­to­ri che stu­di­no l’ambiente, la sto­ria dell’arte, le inno­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che.

Un luo­go sim­bo­li­co capa­ce di rac­con­ta­re un’Italia dif­fe­ren­te, dove ognu­no fa la sua par­te per rag­giun­ge­re un obiet­ti­vo comu­ne. Le uni­ver­si­tà, gli enti loca­li, lo Sta­to e tut­te le asso­cia­zio­ni che in que­sti anni han­no tenu­ta viva l’attenzione su un ter­ri­to­rio così mal­trat­ta­to.

Un luo­go dove dare digni­tà e iden­ti­tà alle mol­tis­si­me don­ne e ai mol­tis­si­mi uomi­ni che si bat­to­no per la cul­tu­ra, per la tute­la del pae­sag­gio e dei beni sto­ri­co arti­sti­ci.

Un luo­go di attra­zio­ne, un model­lo di turi­smo cul­tu­ra­le con­sa­pe­vo­le del valo­re e del rispet­to che occor­re dare a que­sto mera­vi­glio­so pae­se.

Un luo­go capa­ce di indi­ca­re uno svi­lup­po dif­fe­ren­te e soste­ni­bi­le. 

Una sfi­da ita­lia­na ed euro­pea per usci­re da una cri­si con la capa­ci­tà di ave­re visio­ne, di imma­gi­na­re come il nostro mez­zo­gior­no vor­rem­mo che fos­se nei pros­si­mi anni.

Sogna­vo lo sfor­zo del Mini­ste­ro dei Beni Cul­tu­ra­li, dell’Ambiente, dell’Agricoltura per recu­pe­ra­re un pae­sag­gio detur­pa­to, supe­ra­re la feri­ta del­la disca­ri­ca e ren­de­re fer­ti­le e viva quel­la ter­ra capa­ce di incan­ta­re i viag­gia­to­ri, di ispi­ra­re i dipin­ti di gran­di arti­sti.

Sogna­vo una fer­ma­ta dell’alta velo­ci­tà pro­pe­deu­ti­ca a crea­re un tour del­la reg­ge bor­bo­ni­che, per­cor­si sto­ri­co arti­sti­ci, eno-gastro­no­mi­ci tra i beni cul­tu­ra­li, i pro­fu­mi e i sapo­ri di una Cam­pa­nia felix.

Uno sfor­zo col­let­ti­vo e con­sa­pe­vo­le del biso­gno di scri­ve­re una sto­ria dif­fe­ren­te, ma soprat­tut­to di imma­gi­na­re un futu­ro dif­fe­ren­te per i nostri figli, per noi tut­ti che in quel mez­zo­gior­no sia­mo nati e da cui nes­su­no, con nes­su­na for­ma di vio­len­za, potrà mai allon­ta­nar­ci.

Vor­rei che que­sti miei pen­sie­ri not­tur­ni non fos­se­ro un sogno, ma una real­tà, una real­tà rifor­ma­tri­ce, una real­tà del­la buo­na poli­ti­ca, una real­tà di ascol­to e di rispet­to ver­so i cit­ta­di­ni del Mez­zo­gior­no”.

(Mas­si­mo Bray, 3 ago­sto 2015)

 

https://www.facebook.com/madeinnapleslibro/videos/1016264131818561/

Cite this article as: Angelica Lugli, La Reggia di Carditello: la memoria ritrovata, in "STORIEDELLARTE.com", 29 ottobre 2016; accessed 26 luglio 2017.
http://storiedellarte.com/2016/10/la-reggia-di-carditello-la-memoria-ritrovata.html.

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One Response to La Reggia di Carditello: la memoria ritrovata

  1. Jessica Consalvi 4 novembre 2016 at 19:00 #

    A Fra­sca­ti, Mas­si­mo Bray ha pro­mos­so anche l’apertura del­la vil­la rina­sci­men­ta­le Fal­co­nie­ri, che era tra­scu­ra­ta

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