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Gli ‘Archives of American Arts’: 20 milioni di documenti per le fonti dell’arte americana

2016-10-25

Chiun­que voglia appro­fon­di­re le pro­prie cono­scen­ze sui pro­ta­go­ni­sti dell’arte ame­ri­ca­na non può fare a meno di par­ti­re dagli ‘Archi­ves of Ame­ri­can Art’ (www.aaa.si.edu). Di che si trat­ta? Di un archi­vio che rac­co­glie e met­te a dispo­si­zio­ne dei let­to­ri milio­ni (se ne dichia­ra­no più di ven­ti) di docu­men­ti, let­te­re, foto­gra­fie, dia­ri di arti­sti che han­no ope­ra­to negli Sta­ti Uni­ti.

Gli ‘Archi­ves of Ame­ri­can Art’ sono uno stru­men­to gesti­to dal­la Smi­th­so­nian Insti­tu­tion. Lo Smi­th­so­nian ha sede a Washing­ton, è finan­zia­to diret­ta­men­te dal gover­no degli Sta­ti Uni­ti e in real­tà rac­co­glie sot­to un’unica ‘eti­chet­ta’ una real­tà com­po­sta da 19 musei, 9 cen­tri di ricer­ca e mol­to altro anco­ra. Fra que­sto mol­to altro ci sono appun­to gli ‘Archi­ves’, fon­da­ti in real­tà nel 1954 a Detroit con l’idea di rac­co­glie­re in micro­film i docu­men­ti del loca­le isti­tu­to d’arte e poi assur­ti col tem­po a vera e pro­pria “memo­ria sto­ri­ca” dell’arte nor­da­me­ri­ca­na.

Impos­si­bi­le rias­su­me­re in poche righe que­sto auten­ti­co regno del­le fon­ti. Si può ten­ta­re di sem­pli­fi­ca­re, distin­guen­do fra tre tipi di docu­men­ti:

A — oltre 125 rac­col­te com­ple­ta­men­te digi­ta­liz­za­te e di libe­ro acces­so. Alcu­ni nomi? Josef Albers, Ale­xan­der Cal­der, Jack­son Pol­lock, John Sin­ger Sar­gent, James McNeill Whi­stler. La rac­col­ta dei docu­men­ti di Jack­son Pol­lock e di sua moglie Lee Kra­sner, a puro tito­lo di esem­pio, ammon­ta a oltre 15.000 fra let­te­re e foto­gra­fie che copro­no cir­ca ottant’anni di sto­ria ame­ri­ca­na (ma il nucleo prin­ci­pa­le va, natu­ral­men­te, dai pri­mi anni ’40 al 1984, anno del­la mor­te del­la vedo­va Pol­lock).

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B — gli ‘Archi­ves’ non si limi­ta­no al solo mate­ria­le scrit­to. Un ruo­lo asso­lu­ta­men­te pri­ma­rio svol­ge la rac­col­ta di miglia­ia di testi­mo­nian­ze ora­li, inter­vi­ste, col­lo­qui, discor­si di cri­ti­ci e arti­sti che è pos­si­bi­le repe­ri­re nel­la sezio­ne deno­mi­na­ta ‘Oral Histo­ry Inter­views’. Sie­te inte­res­sa­ti all’intervista a Roy Lich­ten­stein del novem­bre 1963? Basta sele­zio­nar­la e avre­te modo di leg­ge­re la tra­scri­zio­ne o ascol­tar­la in MP3.

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C — la ter­za sezio­ne di que­sto enor­me archi­vio, pur non poten­do­si dichia­ra­re esau­sti­va nei con­fron­ti del­la mas­sa com­ples­si­va dei mate­ria­li (come i cura­to­ri ten­go­no a pre­ci­sa­re) è orga­niz­za­ta per mate­ria. Esi­ste ad esem­pio una sezio­ne (bel­lis­si­ma) dedi­ca­ta a tut­te le gal­le­rie d’arte ame­ri­ca­ne e ai mate­ria­li che testi­mo­nia­no sto­ri­ca­men­te la loro atti­vi­tà. Si inti­to­la ‘Art Gal­le­ry Records’.

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Non è qui il caso di fare para­go­ni sull’Italia, e su come da noi man­chi una strut­tu­ra simi­le che si occu­pi di “con­ser­va­re la memo­ria”, a vol­te rischian­do anche di ren­der­la acca­de­mi­ca, se si vuo­le, ma garan­ten­do­ne l’esistenza.

Mol­to più sem­pli­ce­men­te, ciò che si vuo­le è segna­la­re l’esistenza e l’importanza del sito a tut­ti colo­ro che, per un moti­vo o per l’altro, si deb­ba­no con­fron­ta­re con la real­tà ame­ri­ca­na dell’arte (spe­cial­men­te se con­tem­po­ra­nea). Comin­cia­re con­sul­tan­do gli ‘Archi­ves of Ame­ri­can Art’ può esse­re un modo per rispar­mia­re dav­ve­ro mol­to tem­po.


Archi­ves of Ame­ri­can Art | Home Page

Cite this article as: Giovanni Mazzaferro, Gli ‘Archives of American Arts’: 20 milioni di documenti per le fonti dell’arte americana, in "STORIEDELLARTE.com", 26 ottobre 2016; accessed 25 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2016/10/gli-archives-of-american-arts-20-milioni-di-documenti-per-le-fonti-dellarte-americana.html.

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