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C’è “Speranza” per Giorgio Vasari alle Gallerie dell’Accademia di Venezia! Raccolta fondi per l’ultimo grande pannello del soffitto di Ca’ Corner Spinelli (1542)

È stata presentata il 12 ottobre, nei laboratori di restauro della Scuola della Misericordia a Venezia, la campagna di raccolta fondi promossa da Venetian Heritage per acquisire un dipinto di Giorgio Vasari raffigurante l’Allegoria della Speranza. È il pezzo mancante (insieme ad un putto ancora non rintracciato) che permetterebbe di completare il soffitto di Ca’ Corner Spinelli.

Il dipinto, di proprietà degli eredi Weidenfeld, è stato affidato a Christie’s e proposto a partire da 600.000,00 sterline.

Giusto tre anni fa abbiamo avuto occasione di segnalare l’acquisizione dell’Allegoria della Fede e il suo ingresso alle Gallerie dell’Accademia, dove raggiungeva le altre tavole del soffitto già qui conservate dagli anni ’80 del secolo scorso.

Si tratta, come rammenta il comunicato stampa ufficiale, di un importante capitolo della storia dell’arte in laguna e di una vicenda di storia collezionistica iniziata dopo la caduta della Serenissima:

Giorgio Vasari, Ricostruzione del soffitto di Palazzo Corner-Spinelli a Venezia, 1542

Giorgio Vasari, Ricostruzione del soffitto di Palazzo Corner-Spinelli a Venezia, 1542

La storia del ciclo ha inizio il 1 dicembre 1541, data in cui lo stesso Giorgio Vasari pone il suo arrivo a Venezia, in risposta agli inviti del banchiere Francesco Lioni e soprattutto di Pietro Aretino. Attraverso lo stesso Aretino Vasari conosce l’architetto Michele Sanmicheli, il quale intercede per fargli ottenere la commissione per la realizzazione del soffitto cassettonato di un ambiente del palazzo di Giovanni Corner alla Corte dell’Albero a Sant’Angelo, affacciato sul Canal Grande.Vasari, giovane e ambizioso, è intenzionato a stupire e conquistare la città, e realizza per il soffitto cinque virtù e quattro putti con tabelle: “in uno di mezzo la Carità … in quattro quadri la fede, la speranza e la giustizia et la pazienza…. e di più 4 quadri drentoviquatro putti né canti” (Del Vita 1929, p. 39). Il tema del soffitto a cassettoni è la celebrazione delle virtù del padrone di casa che aveva voluto in posizione dominante la Carità, al centro e di dimensioni superiori. Le figure, proiettate su di un cielo aperto e luminoso, costruite con scorci molto arditi, in atteggiamenti e posture studiate e complesse, destarono grande effetto sugli artisti locali. I dettagli, ricchi e accurati, sono rappresentati attraverso una tecnica attenta e precisa, e dai pagamenti a Vasari, ai suoi collaboratori, agli altri artigiani e ai fornitori, si evince la preziosità dei materiali usati - quali il blu ultramarino per due dipinti e l’oro destinato ai “fusaroli”, foglie e “soaze” (cornici) - e il grandioso aspetto che il soffitto nel suo insieme dovette avere (Romanelli 1999, pp. 48-53).

Non si conosce la data della rimozione del complesso dalla sua sede e della relativa dispersione del ciclo. Tuttavia due avvenimenti possono fornire indizi per la ricostruzione della vicenda: nel 1740 il palazzo, di proprietà della commissaria Corner, passa in affitto alla famiglia Spinelli (Olivato, Puppi 1977, p. 205), mentre qualche anno dopo, con la morte di Giovanni di Francesco il 27 ottobre 1798, si estinguono i Corner di San Polo. L’ultimo discendente ha due eredi: Elisabetta, che aveva sposato Almorò Grimani, e Laura, moglie di Alvise Mocenigo I di San Stae (Lauber 2011, pp. 73-96, p. 86).

Quattro tavole, la Giustizia, la Pazienza e due dei Putti con tabelle, rimangono in Italia, pur attraverso diversi passaggi di proprietà, costituendosi come un nucleo unitario dell’originario soffitto. Saranno infine acquistate dallo Stato nel 1987 da Giovanna di Capua, e destinate al patrimonio delle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Una dispersione frammentaria tocca, invece, alle altre cinque a cominciare da la Carità, che ricompare a Milano dove sarà ceduta, nel 1819, alla Pinacoteca di Brera, che la concederà a sua volta in depositò alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, riunendola agli altri comparti acquistati. Se di un Putto con tabella abbiamo perso le tracce, la Fede, la Speranza nonché un altro Putto con tabella, prendono invece la strada dell’estero, venendo tuttavia rintracciati negli anni grazie al contributo di diversi studiosi italiani e stranieri. L'ultima scomparto in ordine di tempo ad esser stato acquisito, nel 2013, è quello raffigurante la Fede che si trovava presso la collezione di Lady Kennet a Londra.

La campagna fondi è stata lanciata in questi giorni ufficialmente da Paola Marini, direttrice delle Gallerie dell’Accademia, affiancata dal registra James Ivory, membro onorario della Fondazione Venetian Heritage. Sembra che il regista americano partecipi con un contributo economico per tentare di innescare una reazione a catena per raggiungere la somma necessaria per l’acquisizione. Speriamo l'operazione riesca ancora e che presto si possa studiare il soffitto vasariano in un nuovo e adeguato allestimento.


Raccolta fondi per acquisire la «Speranza» di Vasari | Gallerie dell'Accademia, Venezia

Cite this article as: Sergio Momesso, C’è “Speranza” per Giorgio Vasari alle Gallerie dell’Accademia di Venezia! Raccolta fondi per l’ultimo grande pannello del soffitto di Ca’ Corner Spinelli (1542), in "STORIEDELLARTE.com", 23 ottobre 2016; accessed 29 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2016/10/ce-speranza-per-giorgio-vasari-alle-gallerie-dellaccademia-di-venezia-raccolta-fondi-per-lultimo-grande-pannello-del-soffitto-di-ca-corner-spinel.html.

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One Response to C’è “Speranza” per Giorgio Vasari alle Gallerie dell’Accademia di Venezia! Raccolta fondi per l’ultimo grande pannello del soffitto di Ca’ Corner Spinelli (1542)

  1. Jessica Consalvi 4 novembre 2016 at 19:09 #

    Spe­ria­mo che rie­sca­no, ma non ho capi­to per chi sareb­be la rac­col­ta fon­di, ovve­ro dove si done­reb­be

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