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Una nuova risorsa online: le ‘Mostre d’arte antica in Italia dal 1861 al 1945’

In gran­de (e total­men­te imme­ri­ta­ta) sor­di­na è sta­ta inse­ri­ta in rete agli ini­zi di set­tem­bre una nuo­va e pre­zio­sis­si­ma risor­sa onli­ne, dedi­ca­ta alle Mostre d’arte anti­ca tenu­te­si in Ita­lia tra il 1861 e il 1945. Idea­ta e coor­di­na­ta da Ceci­lia Pre­te, dell’Università di Urbi­no, rea­liz­za­ta da un team di (eroi­ci) volon­ta­ri coor­di­na­ti da Eli­sa Pen­se­ri­ni, ospi­ta­ta sul ser­ver dell’Università di Udi­ne, la risor­sa è un mira­co­lo del­la ricer­ca ita­lia­na. Que­sto post non è solo una recen­sio­ne del pro­get­to, ma un invi­to a tut­ti a col­la­bo­rar­vi e a con­tri­bui­re (sia chia­ro, sen­za gua­da­gnar­ci un euro) al com­ple­ta­men­to del data­ba­se.

Roma, Mostra d'arte italiana a Palazzo Venezia. Associazione nazionale per il restauro dei monumenti danneggiati dalla guerra, Stab. Danesi, 1945.

Roma, Mostra d’arte ita­lia­na a Palaz­zo Vene­zia. Asso­cia­zio­ne nazio­na­le per il restau­ro dei monu­men­ti dan­neg­gia­ti dal­la guer­ra, Stab. Dane­si, 1945.

Si trat­ta del “pri­mo, siste­ma­ti­co cen­si­men­to a livel­lo nazio­na­le del­le espo­si­zio­ni aven­ti per ogget­to l’arte ita­lia­na a par­ti­re dall’inizio del seco­lo XV fino alla fine del XVIII, dal­le espo­si­zio­ni cosid­det­te ‘retro­spet­ti­ve’ e gene­ri­ca­men­te defi­ni­te d’arte anti­ca dai loro stes­si orga­niz­za­to­ri, alle mostre mono­gra­fi­che e tema­ti­che”. Il perio­do del­le espo­si­zio­ni va dal 1861 al 1945, ovve­ro dall’Unità d’Italia alla fine del­la Secon­da Guer­ra Mon­dia­le.

La ricer­ca è sta­ta fat­ta sul cam­po, andan­do negli archi­vi e nel­le biblio­te­che, recu­pe­ran­do cata­lo­ghi, mate­ria­le illu­stra­ti­vo, recen­sio­ni del­le mostre. Cre­do dove­ro­so ripor­ta­re i nomi di chi, fisi­ca­men­te, si è fat­to cari­co del lavo­ro. Si trat­ta di Clau­dia Alfa­rè, Maria Chia­ra Can­tuc­ci, Fabio Fra­ter­na­li, More­no Pan­zo­li­ni, Eli­sa Pen­se­ri­ni, Auro­ra Rosci­ni Vita­li, Lui­sa Tori. Qua­li e quan­te mostre sono sta­te sche­da­te? Tro­va­te l’elenco com­ple­to in fon­do alla pagi­na di pre­sen­ta­zio­ne del pro­get­to.

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Pro­get­to che – sia chia­ro – è anco­ra un can­tie­re aper­to. In par­ti­co­la­re i coor­di­na­to­ri fan­no pre­sen­te che sono alla ricer­ca di col­la­bo­ra­to­ri per scan­da­glia­re biblio­te­che ed archi­vi di alcu­ne zone dell’Italia meri­dio­na­le (ad esem­pio, la Puglia). Chiun­que fos­se inte­res­sa­to può scri­ve­re a cecilia.prete@uniurb.it o a penserinielisa@gmail.com.

 

DATABASE SPARTANOCONTENUTI STRABILIANTI

Pro­prio per­ché anco­ra in una ver­sio­ne prov­vi­so­ria, le masche­re di ricer­ca del data­ba­se, sia nel­la ver­sio­ne ricer­ca sem­pli­ce, sia in quel­la avan­za­ta, risul­ta­no esse­re del tut­to spar­ta­ne. Non ho nes­su­na dif­fi­col­tà a far pre­sen­te che mol­to si può miglio­ra­re. La ricer­ca per data, ad esem­pio, non è anco­ra affi­da­bi­le (pro­ba­bil­men­te in segui­to alla man­ca­ta uni­for­ma­zio­ne pre­ven­ti­va dei dati). Quel­lo che sto dicen­do, insom­ma, è che è neces­sa­ria un po’ di pazien­za per pren­der­ci la mano. I risul­ta­ti otte­nu­ti, però, sono stra­bi­lian­ti e si rive­la­no pre­zio­sis­si­mi per qual­sia­si stu­dio­so. Ho scel­to per voi due mostre, a tito­lo di esem­pio.

La pri­ma è la mostra sul Set­te­cen­to ita­lia­no tenu­ta­si a Vene­zia al Palaz­zo del­le Espo­si­zio­ni pres­so i Giar­di­ni del­la Bien­na­le (e in altre sedi secon­da­rie) nel 1929.

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Sia­mo in pie­no fasci­smo e il regi­me orga­niz­za una mostra epo­ca­le, con più di 2500 pez­zi espo­sti, pro­ve­nien­ti anche da Dre­sda, Pari­gi, Ber­li­no e Vien­na. Per ogni mostra (non solo per que­sta) il data­ba­se for­ni­sce tito­lo, data, loca­li­tà, indi­ca­zio­ne sul­la pre­si­den­za, dire­zio­ne, comi­ta­to d’onore e scien­ti­fi­co, non­ché una lun­ga sche­da che illu­stra l’allestimento del­la mede­si­ma (quan­do noto), i moti­vi salien­ti che la carat­te­riz­za­no e la for­tu­na cri­ti­ca. Seguo­no infor­ma­zio­ni sul cata­lo­go e rife­ri­men­ti biblio­gra­fi­ci su altre pub­bli­ca­zio­ni dedi­ca­te alla mostra. Infi­ne, com­pa­re la sezio­ne dei link, quan­do dispo­ni­bi­le. Nel caso spe­ci­fi­co, qui ne sono pre­sen­ti due: uno por­ta alla recen­sio­ne del­la mostra pub­bli­ca­ta all’epoca sul­la rivi­sta ‘Empo­rium’ e l’altro alla tesi di lau­rea di Mar­ti­na Troi­lo sull’esposizione (2014).

La secon­da espo­si­zio­ne che vor­rei segna­la­re è inve­ce roma­na, e si tie­ne in una data par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­va. Sia­mo a fine ago­sto 1944. Roma è sta­ta libe­ra­ta da tre mesi e a Palaz­zo Vene­zia (una scel­ta che non è cer­ta­men­te casua­le, e sta a signi­fi­ca­re riap­pro­pria­zio­ne di un luo­go sim­bo­li­co) si tie­ne la mostra ‘Capo­la­vo­ri del­la pit­tu­ra euro­pea, seco­li XV-XVII.

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Orga­niz­za­ta dal­la Divi­sio­ne per i Monu­men­ti, Bel­le Arti e Archi­vi (Monu­men­ts, Fine Arts and Archi­ves Sub­com­mis­sion) del­la IV Regio­ne del Gover­no Mili­ta­re Allea­to, è una mostra irri­pe­ti­bi­le. Si chia­ri­sce nel­la pre­mes­sa al cata­lo­go: “Essen­do sta­to por­ta­to a Roma da tut­te le par­ti d’Italia, e depo­sto in custo­dia nel­la Cit­tà del Vati­ca­no, un gran nume­ro di teso­ri d’arte, si è avu­ta la pos­si­bi­li­tà di met­te­re insie­me mol­ti qua­dri che, in con­di­zio­ni nor­ma­li, non si sareb­be­ro for­se potu­ti ave­re per una sola mostra. E poi­ché que­sti non furo­no più espo­sti dal prin­ci­pio del­la guer­ra, è quin­di la pri­ma vol­ta che una espo­si­zio­ne di Capo­la­vo­ri di Arte Ita­lia­na vie­ne aper­ta sul suo­lo dell’Italia libe­ra­ta”. Solo per cita­re alcu­ne ope­re: Pie­ro del­la Fran­ce­sca con la “Madon­na di Seni­gal­lia” e la “Fla­gel­la­zio­ne” di Urbi­no e con la “Pala Mon­te­fel­tro” di Bre­ra, Anto­nel­lo da Mes­si­na con la “Nun­cia­ta” del Museo Nazio­na­le di Paler­mo. E anco­ra Gior­gio­ne (“La tem­pe­sta”), Bel­li­ni e i suoi qua­dri dell’Accademia di Vene­zia, Raf­fael­lo con “Lo spo­sa­li­zio del­la Ver­gi­ne” di Bre­ra, la “For­na­ri­na” e la “Depo­si­zio­ne”, Tizia­no con l’”Amor sacro e l’amor pro­fa­no” e deci­ne di altri capo­la­vo­ri. L’Italia rina­sce dopo le tra­ge­die del­la guer­ra.

Anco­ra poche righe per aggiun­ge­re che i mate­ria­li lin­ka­ti a vol­te sono costi­tui­ti anche da rifles­si fil­ma­ti. La Mostra del Set­te­cen­to bolo­gne­se si ten­ne fra mag­gio e novem­bre del 1935, in coin­ci­den­za con la Mostra Nazio­na­le dell’Agricoltura e la Fie­ra al Lit­to­ria­le (l’attuale Sta­dio Rena­to Dall’Ara).

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Visi­tan­do la rela­ti­va sche­da nel data­ba­se, andan­do in fon­do, è pos­si­bi­le clic­ca­re sul link che per­met­te di vede­re la visi­ta del re negli archi­vi dell’Istituto Luce.

Cosa vole­va­te di più?

 

Mostre d’arte anti­ca in Ita­lia, 1861–1945
Indi­riz­zo Inter­net: http://edvara2.uniud.it/esposizioni-arte-antica/

 

Cite this article as: Giovanni Mazzaferro, Una nuova risorsa online: le ‘Mostre d’arte antica in Italia dal 1861 al 1945’, in "STORIEDELLARTE.com", 20 settembre 2016; accessed 25 luglio 2017.
http://storiedellarte.com/2016/09/una-nuova-risorsa-online-le-mostre-darte-antica-in-italia-dal-1861-al-1945.html.

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