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#santidelgiorno Matteo e l’angelo

21 set­tem­bre: festi­vi­tà di San Mat­teo. L’iconografia del san­to ispi­ra­to dall’angelo ci con­sen­te di pre­sen­ta­re die­ci dipin­ti tra Cin­que­cen­to e Sei­cen­to e di pro­por­re una serie di con­fron­ti attor­no a due capo­la­vo­ri di Cara­vag­gio. Si par­te con arti­sti che Cara­vag­gio può aver osser­va­to duran­te la sua for­ma­zio­ne: Gio­van Giro­la­mo Savol­do (1530 cir­ca), Simo­ne Peter­za­no pres­so la cui bot­te­ga si for­mò Cara­vag­gio (1578), Ambro­gio Figi­no (1588 cir­ca), Vin­cen­zo Cam­pi (1588). Si pre­sen­ta poi una pala di Gero­la­mo Muzia­no (1565?) che fu for­se com­mis­sio­na­ta per la cap­pel­la Con­ta­rel­li dove poi ope­rò Cara­vag­gio (come ipo­tiz­za­to in una mostra recen­te).
Si pro­se­gue con le due ver­sio­ni dipin­te da Cara­vag­gio per la cap­pel­la in San Lui­gi dei Fran­ce­si a Roma: del­la pri­ma (1599), rifiu­ta­ta dal­la com­mit­ten­za, acqui­sta­ta dal mar­che­se Vin­cen­zo Giu­sti­nia­ni, pas­sa­ta ai musei di Ber­li­no e distrut­ta duran­te la secon­da guer­ra mon­dia­le, si pre­sen­ta una rico­stru­zio­ne digi­ta­le dei colo­ri; la secon­da, tut­to­ra sull’altare del­la cap­pel­la, risa­le al 1602.
Dif­fe­ren­ti rispo­ste alla lezio­ne cara­vag­ge­sca si indi­vi­dua­no nel­la tela del cara­vag­ge­sco Nico­las Régnier, che segue di pochi anni i dipin­ti del mae­stro, e in quel­le di Guer­ci­no (1615 cir­ca) e Rem­brandt (1661).

 


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Cite this article as: Giovanna Ragionieri, #santidelgiorno Matteo e l’angelo, in "STORIEDELLARTE.com", 21 settembre 2016; accessed 24 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2016/09/27266.html.

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