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Un nuovo esemplare postillato delle ‘Vite’ vasariane: l’Anonimo della Biblioteca Marciana di Venezia

postilleter1-3Dopo il pri­mo cen­si­men­to del­le Vite vasa­ria­ne postil­la­te che abbia­mo segna­la­to qual­che tem­po fa, con­ti­nua la ricer­ca di nuo­vi esem­pla­ri intra­pre­sa da Gio­van­ni Maz­za­fer­ro (letteraturartistica.blogspot.com) che si arric­chi­sce ora di un inte­res­san­tis­si­mo volu­me con­ser­va­to alla Biblio­te­ca Mar­cia­na di Vene­zia. La curio­si­tà è mol­ta per­ché —come ricor­da Maz­za­fer­ro— l’anonimo auto­re del­le postil­le con­di­sce le sue anno­ta­zio­ni con la gra­zia di un dise­gna­to­re. Anno­ta­to­re intel­li­gen­te, del resto, pro­ba­bil­men­te tar­do-cin­que­cen­te­sco e lega­to al con­te­sto tosca­no:

Sono tre le postil­le in cui l’autore sem­bra aggiun­ge­re un appor­to per­so­na­le. Vedia­mo­le sin­go­lar­men­te:
a p. 557 (nel­la vita dedi­ca­ta a Ben­ve­nu­to Garo­fa­lo, ma dedi­ca­ta anche ad arte­fi­ci emi­lia­ni e lom­bar­di) Vasa­ri scri­ve a pro­po­si­to di Pro­spe­ro Cle­men­ti che era uno scul­to­re mode­ne­se. L’annotatore cor­reg­ge dicen­do (cor­ret­ta­men­te) che era di Reg­gio Emi­lia;
a p. 558, sem­pre nell’ambito del­lo stes­so bio­gra­fia, ma que­sta vol­ta par­lan­do degli arte­fi­ci man­to­va­ni, Vasa­ri cita un Gio­van Bat­ti­sta Man­to­va­no, inta­glia­to­re di stam­pe, che ebbe tre figli, di cui una fem­mi­na, chia­ma­ta Dia­na che “inta­glia anch’ella tan­to bene, che è cosa mara­vi­glio­sa”. Il postil­la­to­re anno­ta nel mar­gi­ne destro “Not­ta di una don­na che inta­glia chia­ma­ta Dia­na dela qua­le ne ho [n.d.r ma potreb­be esse­re anche un “ha”] una cer­ta car­ta a Roma”. Dia­na Man­to­va­na, in effet­ti, si spo­stò a Roma nel 1575 cir­ca dopo le noz­ze con Fran­ce­sco da Vol­ter­ra e qui godet­te di buo­na noto­rie­tà;
a p. 564, anco­ra una vol­ta nel­la bio­gra­fia “col­let­ti­va” del Garo­fa­lo, Vasa­ri cita Lat­tan­zio Gam­ba­ro (o Gam­ba­ra, come è chia­ma­to oggi) come il miglior pit­to­re bre­scia­no con­tem­po­ra­neo. L’annotatore aggiun­ge: “Di que­sto Latan­tio sono di mol­te bele ope­re nel Duo­mo di par­ma. La vita di Cri­sto et pas­sio­ne”, segna­lan­do quin­di la pre­sen­za degli affre­schi dell’artista ese­gui­ti a Par­ma fra 1567 e 1573, che ovvia­men­te non com­pa­io­no nel­la Giun­ti­na (pub­bli­ca­ta nel 1568 e aggior­na­ta per Par­ma al 1566).

Infi­ne, per chi voles­se assag­gia­re meglio qual­che det­ta­glio del volu­me e, maga­ri, cimen­tar­si, nel­la cac­cia all’autore, gra­zie all’interesse di Eli­sa­bet­ta Sciar­ra (Respon­sa­bi­le per il Libro Anti­co del Dipar­ti­men­to Cata­lo­ga­zio­ne e Svi­lup­po del­le Col­le­zio­ni in Mar­cia­na), nel sito del­la Biblio­te­ca Mar­cia­na sono sta­te pub­bli­ca­te buo­na par­te del­le postil­le.

 

Anco­ra un nuo­vo esem­pla­re postil­la­to del­le ‘Vite’ vasa­ria­ne: l’Anonimo del­la Biblio­te­ca Mar­cia­na di Vene­zia | let­te­ra­tu­ra arti­sti­ca

Cite this article as: Sergio Momesso, Un nuovo esemplare postillato delle ‘Vite’ vasariane: l’Anonimo della Biblioteca Marciana di Venezia, in "STORIEDELLARTE.com", 19 luglio 2016; accessed 25 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2016/07/un-nuovo-esemplare-postillato-delle-vite-vasariane-lanonimo-della-biblioteca-marciana-di-venezia.html.

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