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Jack London, Le strade dell’Uomo. Fotografie, diari e reportage

Il volu­me “Jack Lon­don Le stra­de dell’uomo. Foto­gra­fie, dia­ri e repor­ta­ge”, a cura di Ales­sia Taglia­ven­ti con intro­du­zio­ne di Davi­de Sapien­za, resti­tui­sce al pub­bli­co un ine­di­to ritrat­to del­lo scrit­to­re, costrui­to sul­la for­za evo­ca­ti­va del rac­con­to let­te­ra­rio e visi­vo di alcu­ni suoi viag­gi, che rivi­vo­no nel­le nar­ra­zio­ni, nei repor­ta­ge e nel­le foto­gra­fie ori­gi­na­li dell’epoca.

La fama di Jack Lon­don è lega­ta soprat­tut­to ai libri d’avventura, dive­nu­ti con gli anni veri e pro­pri clas­si­ci, tut­ta­via chiun­que sia sta­to affa­sci­na­to dai suoi roman­zi non potrà tra­scu­ra­re ciò che egli ha docu­men­ta­to come cor­ri­spon­den­te di guer­ra, invia­to di viag­gio e foto­gra­fo, poi­ché que­ste testi­mo­nian­ze per­met­to­no di entra­re in con­tat­to con il vis­su­to dell’autore, impa­ran­do a rico­no­scer­ne la ricer­ca del vero e lo sguar­do sul­la natu­ra uma­na.

I testi sele­zio­na­ti dal­la cura­tri­ce han­no un’estensione “par­lan­te” nel­le imma­gi­ni in bian­co e nero, ripro­dot­te a pagi­na inte­ra, a testi­mo­nian­za di una pra­ti­ca costan­te nel lavo­ro di Lon­don, che viag­gia­va con­ti­nua­men­te con la mac­chi­na foto­gra­fi­ca e la mac­chi­na da scri­ve­re, stru­men­ti com­ple­men­ta­ri di uno stes­so meto­do d’indagine.

Dia­lo­ghi, let­te­re, espe­rien­ze e vicen­de di cro­na­ca costi­tui­sco­no l’ossatura dei bra­ni ripor­ta­ti nel libro, dai qua­li tra­spa­re l’acuto spi­ri­to di osser­va­zio­ne di Jack Lon­don, che par­la spes­so in pri­ma per­so­na facen­do uso di un lin­guag­gio asciut­to e inci­si­vo, fon­da­men­ta­le per crea­re una sor­ta di istan­ta­nei­tà spa­zio tem­po­ra­le nel­la men­te di chi leg­ge, invi­ta­to a visi­ta­re luo­ghi che non appar­ten­go­no solo alla memo­ria, ma entra­no in rela­zio­ne con la nostra dimen­sio­ne quo­ti­dia­na.

Il libro si com­po­ne di quat­tro par­ti, inti­to­la­te “Il popo­lo dell’abisso”, “La guer­ra rus­so-giap­po­ne­se”, “Il ter­re­mo­to di San Fran­ci­sco” e “La cro­cie­ra del­lo Snark”.

Il pri­mo viag­gio risa­le all’estate del 1902, quan­do Lon­don com­pie un’autentica immer­sio­ne nell’East End di Lon­dra, viven­do a stret­to con­tat­to con la popo­la­zio­ne di uno dei quar­tie­ri più pove­ri del­la cit­tà. Il suo inten­to è quel­lo di osser­va­re libe­ra­men­te sen­za esse­re nota­to o distin­to, eli­mi­nan­do qual­sia­si trac­cia che lo fac­cia per­ce­pi­re come estra­neo, tan­to da deci­de­re di indos­sa­re gli stes­si abi­ti logo­ri degli abi­tan­ti. Ne con­se­gue un reso­con­to cru­do, ric­co di uma­ni­tà e total­men­te pri­vo di giu­di­zio, con­trad­di­stin­to dall’incanto sia nell’osservazione del­la mise­ria del­la gen­te che dor­me per stra­da, sia nel­la descri­zio­ne dei trat­ti di ele­gan­za e vita­li­tà gio­co­sa dei bam­bi­ni.

Il secon­do viag­gio comin­cia nel gen­na­io del 1904, all’epoca in cui l’autore si tra­sfe­ri­sce in Corea per docu­men­ta­re il con­flit­to tra Rus­sia e Giap­po­ne negli arti­co­li da invia­re al quo­ti­dia­no “The San Fran­ci­sco Exa­mi­ner”. Egli rac­con­ta le disav­ven­tu­re con la poli­zia, che eser­ci­ta limi­ta­zio­ni e cen­su­re al libe­ro mestie­re del gior­na­li­sta, inter­ro­ga­to e trat­te­nu­to con­tro ogni logi­ca, fino a subi­re il seque­stro del­la mac­chi­na foto­gra­fi­ca per ave­re scat­ta­to inno­cue foto­gra­fie alla popo­la­zio­ne loca­le. La sua inda­gi­ne riguar­da sen­za distin­zio­ne di sor­ta tut­ti colo­ro che subi­sco­no gli effet­ti e i con­di­zio­na­men­ti del­la guer­ra, con inten­si ritrat­ti del­la quo­ti­dia­ni­tà di uomi­ni, don­ne e bam­bi­ni.

Il ter­zo viag­gio avvie­ne nell’aprile del 1906 – a poca distan­za da casa – nel­la cit­tà di San Fran­ci­sco, col­pi­ta da un vio­len­to ter­re­mo­to.

Le imma­gi­ni testi­mo­nia­no la memo­ria di una metro­po­li gran­dio­sa, che anco­ra soprav­vi­ve negli sche­le­tri degli edi­fi­ci sto­ri­ci, gra­ve­men­te lesio­na­ti. La deso­la­zio­ne del disa­stro si può toc­ca­re con mano dal­le paro­le di Lon­don, che rac­con­ta­no la fati­ca e la dispe­ra­zio­ne degli abi­tan­ti, costret­ti a tra­spor­ta­re i pro­pri ave­ri in bau­li pesan­tis­si­mi, per poi abban­do­nar­li a cau­sa del­lo sfor­zo ecces­si­vo o per le avver­se con­di­zio­ni cli­ma­ti­che.

Mai come in que­sto caso assi­stia­mo alla cro­na­ca cupa di uno sta­to di disfa­ci­men­to anco­ra in atto, cui con­cor­re anche l’opera di deva­sta­zio­ne del fuo­co.

Il quar­to e ulti­mo viag­gio può esse­re inte­so come la rea­liz­za­zio­ne di un sogno, che si con­cre­tiz­za con la crea­zio­ne del­lo “Snark”, la bar­ca usa­ta da Lon­don per l’esplorazione di pae­si e popo­la­zio­ni qua­si sco­no­sciu­te. Que­sta sto­ria ha per pro­ta­go­ni­sti Jack e la moglie Char­mian, che par­to­no con un ridot­to equi­pag­gio, visi­tan­do Tahi­ti, Samoa, le Iso­le Mar­che­si, le Iso­le Salo­mo­ne e altri luo­ghi.

Anche il rac­con­to di que­sta avven­tu­ra è con­trad­di­stin­to dal­la spon­ta­nei­tà e dall’entusiasmo nel­la descri­zio­ne del­le usan­ze dei popo­li, che diven­go­no i costu­mi quo­ti­dia­ni anche per i coniu­gi Lon­don, por­ta­ti a con­di­vi­de­re con natu­ra­lez­za ciò che vie­ne loro quo­ti­dia­na­men­te offer­to in dono dal­le espe­rien­ze e dagli incon­tri con le comu­ni­tà indi­ge­ne.

La let­tu­ra e la visio­ne del­le imma­gi­ni sono accom­pa­gna­te dal sag­gio intro­dut­ti­vo di Davi­de Sapien­za, da anni atten­to cono­sci­to­re e tra­dut­to­re del­le ope­re di Lon­don. Le sue paro­le con­tri­bui­sco­no a cuci­re le varie par­ti del testo, trac­cian­do un per­cor­so par­te­ci­pa­ti­vo che attra­ver­sa la vita dell’autore, con l’ausilio di fon­ti biblio­gra­fi­che e docu­men­ta­rie, in pri­mis il ric­chis­si­mo epi­sto­la­rio lon­do­nia­no.

Il libro

london_rep-1Jack Lon­don, Le stra­de dell’uomo. Foto­gra­fie, dia­ri, repor­ta­ge

a cura di Ales­sia Taglia­ven­ti
intro­du­zio­ne di Davi­de Sapien­za
Con­tra­sto Edi­to­re, Roma 2015
196 pagi­ne, 70 foto­gra­fie in bian­co e nero
Euro 19.90

Pre­fa­zio­ne, p. 7
Jack Lon­don, “io pre­fe­ri­sco vive­re, di Davi­de Sapien­za, p. 9I
l popo­lo dell’abisso, p. 37
La guer­ra rus­so-giap­po­ne­se, p. 71
Il ter­re­mo­to di San Fran­ci­sco.
Il reso­con­to di un testi­mo­ne ocu­la­re, p. 115
La cro­cie­ra del­lo Snark, p. 167
Bio­gra­fia, p. 193

Video

Cite this article as: Debora Tosato, Jack London, Le strade dell’Uomo. Fotografie, diari e reportage, in "STORIEDELLARTE.com", 6 gennaio 2016; accessed 8 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2016/01/jack-london-le-strade-delluomo-fotografie-diari-e-reportage.html.

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One Response to Jack London, Le strade dell’Uomo. Fotografie, diari e reportage

  1. priaruggia 21 gennaio 2016 at 17:57 #

    sie­te sem­pre più bra­vi, com­pli­men­ti !
    mol­to uti­le la segna­la­zio­ne del sito del­la Biblio­te­ca di New York, gra­zie.

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