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Jacopo Bassano: il ritorno della predella di Civezzano

La Provincia autonoma di Trento ha acquistato sul mercato antiquario un dipinto di Jacopo Bassano già conservato nella parrocchiale di Civezzano.
La tela fungeva da predella per la pala di Sant’Antonio Abate ed era scomparsa dalla chiesa oltre un secolo fa, in circostanze mai chiarite.
Pubblicata nel 1975 allorché si trovava in collezione privata britannica, l’opera era ricomparsa il 21 aprile scorso al Dorotheum di Vienna.

1. Jacopo Bassano, Le tentazioni di Sant’Antonio abate, olio su tela, 1575 circa. L’opera, proveniente dalla chiesa di Civezzano, è stata recentemente acquistata dalla Provincia autonoma di Trento a un’asta del Dorotheum

1. Jacopo Bassano, Le tentazioni di Sant’Antonio abate, olio su tela, 1575 circa. L’opera, proveniente dalla chiesa di Civezzano, è stata recentemente acquistata dalla Provincia autonoma di Trento a un’asta del Dorotheum

LA CHIESA PARROCCHIALE DI CIVEZZANO custodisce uno dei più importanti cicli pittorici del Cinquecento presenti nel Trentino. Si tratta di sette tele eseguite intorno al 1575 da Jacopo dal Ponte detto il Bassano e da suo figlio Francesco. In origine, come attestano le fonti storiche, i dipinti erano otto: quattro pale d’altare e altrettante tele di taglio orizzontale poste in calce ai dipinti maggiori – le cosiddette predelle – destinate, queste ultime, a completare la narrazione figurata con episodi della vita del santo titolare. Mancava all’appello una delle predelle, quella raffigurante Le tentazioni di Sant’Antonio Abate, come aveva notato per primo Sergio Bettini in un pionieristico studio apparso nel 1931 sulla “Rivista d’Arte”. La tela scomparve dalla chiesa nel corso dell’Ottocento o forse già nel secolo precedente, quando vennero eretti i due altari laterali attuali. La sua esistenza è tuttavia attestata da Giambattista Verci, biografo dei Bassano, che nel 1775 scriveva: “Civizzano, Terra vicina a Trento. Fece Giacomo per essa quattro Tavole… Nella terza si vede S. Antonio Abbate in atto di leggere: alla destra S. Vigilio, alla sinistra P. Girolamo, e a piedi il Santo Abbate tentato da’ Diavoli”. La pala citata è oggi appesa sopra la porta d’ingresso della chiesa, mentre la predella fu ritrovata e riconosciuta in una collezione privata inglese dallo storico dell’arte Ludovico Borgo, che la pubblicò nel 1975 sul “Burlington Magazine”.

Ora questo dipinto di 52 x 135 cm, che negli ultimi quarant’anni solo pochi specialisti hanno potuto esaminare, è di nuovo in Trentino. La Provincia autonoma di Trento lo ha infatti acquistato, attraverso un mediatore, a un’asta del Dorotheum tenutasi a Vienna il 21 aprile 2015. L’opera è in buone condizioni, presenta una rifoderatura recente ed è priva di cornice. Vi è raffigurato il santo eremita che, accasciato a terra, subisce l’assalto di tre diavoli. Il resto della composizione è occupato da un ampio scenario naturale immerso nella luce del crepuscolo e percorso da un bagliore soprannaturale proveniente dal cielo: all’estremità sinistra della tela è visibile la spelonca abitata dal santo, con il fuoco acceso nel mezzo, mentre in primo piano è raffigurato un rustico tavolo sopra il quale sono sistemati un libro, una clessidra e un calamaio; a destra si apre un paesaggio montuoso – che allude certamente alla Valsugana – con alcune capanne, una chiesa, un gregge di pecore guidato dai pastori e, di nuovo in primo piano, un pavone.

L’intonazione cromatica, che fa di questo dipinto quasi un “notturno”, è la stessa della bella pala con Sant’Antonio Abate in trono e i santi Vigilio e Girolamo. Quest’ultima fu commissionata con ogni probabilità dal canonico Girolamo Roccabruna, personalità di spicco della Trento madruzziana, la cui famiglia era originaria di Fornace, località non lontana da Civezzano. Dalla critica più recente è considerata un’opera magistrale, anche se si ritiene eseguita in collaborazione tra Jacopo e il primogenito Francesco, i quali lasciarono la loro firma congiunta su altre due tele della stessa serie.

Il ritorno a casa della predella bassanesca – che rischiava di perdersi nuovamente nel mare magnum del collezionismo internazionale – rappresenta decisamente una buona notizia per la storia dell’arte. Ora l’unità del ciclo è idealmente ricomposta e nei prossimi mesi la Soprintendenza per i beni culturali di Trento potrà valutare con agio la collocazione migliore da assegnare alla tela recuperata. Il passo fondamentale da compiere era la sua acquisizione al patrimonio pubblico e la Provincia di Trento – cui lo statuto di autonomia assegna le funzioni di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio artistico del Trentino – ha dato prova, una volta tanto, di sapersi muovere tempestivamente, rispondendo a un appello partito alla vigilia dell’asta da alcuni storici dell’arte e dal bibliotecario di Civezzano.

3. La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Civezzano

3. La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Civezzano

2. La pala di Sant’Antonio Abate di Jacopo e Francesco Bassano conservata nella chiesa di Civezzano

2. La pala di Sant’Antonio Abate di Jacopo e Francesco Bassano conservata nella chiesa di Civezzano

Cite this article as: Roberto Pancheri, Jacopo Bassano: il ritorno della predella di Civezzano, in "STORIEDELLARTE.com", 10 dicembre 2015; accessed 25 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2015/12/jacopo-bassano-il-ritorno-della-predella-di-civezzano.html.

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