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Il furto al Museo di Castelvecchio di Verona: testimonianze e significati delle opere d’arte

Antonio di Puccio Pisano, detto Pisanello (Pisa? ante 1395 – Roma? 1455 circa), Madonna con il Bambino, detta “Madonna della quaglia” (particolare), Verona, Museo di Castelvecchio (inv. 164 – 1B90), 54 x 32 cm, tempera su tavola

Anto­nio di Puc­cio Pisa­no, det­to Pisa­nel­lo (Pisa? ante 1395 – Roma? 1455 cir­ca), Madon­na con il Bam­bi­no, det­ta “Madon­na del­la qua­glia” (par­ti­co­la­re), Vero­na, Museo di Castel­vec­chio (inv. 164 – 1B90), 54 x 32 cm, tem­pe­ra su tavo­la

Il fur­to del­le dicias­set­te ope­re d’arte al Museo di Castel­vec­chio ha con­qui­sta­to gli spa­zi tele­vi­si­vi, la car­ta stam­pa­ta e l’universo vir­tua­le. Il museo è entra­to anche nel­le case degli ita­lia­ni. Mol­te per­so­ne han­no visto, for­se per la pri­ma vol­ta, le imma­gi­ni dei qua­dri ruba­ti a Vero­na, ascol­tan­do il nome di auto­ri più o meno cele­bri. Imma­gi­ni di ope­re tra­fu­ga­te e vio­la­te.

Il pri­mo pen­sie­ro è di indi­gna­zio­ne e fer­ma con­dan­na per il gesto vio­len­to, di soli­da­rie­tà e con­for­to per le per­so­ne minac­cia­te e trau­ma­tiz­za­te dal­la rapi­na. Il nostro soste­gno e sen­ti­men­to di vici­nan­za si esten­de a tut­to il per­so­na­le del museo, che da anni custo­di­sce con cura e dedi­zio­ne, e al tem­po stes­so pro­muo­ve la cul­tu­ra del patri­mo­nio sto­ri­co e arti­sti­co nel­la cit­tà sca­li­ge­ra.

Dispia­ce con­sta­ta­re come l’attenzione dei media si atti­vi ormai per even­ti trau­ma­ti­ci e dolo­ro­si, quan­do inve­ce sareb­be più che mai neces­sa­rio esse­re quo­ti­dia­na­men­te vigi­li e pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio e nel vis­su­to del­le isti­tu­zio­ni cul­tu­ra­li, da anni impe­gna­te meri­to­ria­men­te – spes­so nel silen­zio – a garan­ti­re un ser­vi­zio pub­bli­co di qua­li­tà anche in caren­za di risor­se eco­no­mi­che e uma­ne.

Ci pre­me ricor­da­re il valo­re del­le ini­zia­ti­ve pro­mos­se dal­la dire­zio­ne del Museo di Castel­vec­chio, che si è sem­pre atti­va­ta sia nel­la didat­ti­ca che nell’organizzazione di mostre e con­ve­gni lega­ti alle col­le­zio­ni del museo, affin­ché fos­se­ro valo­riz­za­ti i beni cul­tu­ra­li di memo­ria civi­ca.

Quan­to è suc­ces­so non può esse­re inte­so solo come un gra­ve epi­so­dio di cro­na­ca nera o quan­ti­fi­ca­to in ter­mi­ni eco­no­mi­ci e di mer­ca­to. Sareb­be bene non dimen­ti­ca­re mai che le ope­re d’arte rive­sto­no un signi­fi­ca­to altis­si­mo, a pre­scin­de­re dal­la qua­li­tà e dal nome dell’autore. Esse han­no un valo­re imma­te­ria­le che inte­ra­gi­sce con il pro­fon­do di cia­scu­no di noi, poi­ché da seco­li soprav­vi­vo­no per testi­mo­nia­re la bel­lez­za, la cono­scen­za e la mera­vi­glia del crea­to. La loro esi­sten­za si rin­no­va ogni gior­no, acqui­stan­do valo­re nel­le esi­sten­ze stes­se di colo­ro che vi rico­no­sco­no un’appartenenza, col­ti­van­do lo stu­dio, il restau­ro, la foto­gra­fia, la didat­ti­ca o sem­pli­ce­men­te dedi­can­do un po’ di tem­po all’osservazione, fat­ta di comu­nio­ne attra­ver­so gli occhi e lo spi­ri­to.

Le ope­re d’arte con­ser­va­te nei musei civi­ci e nei musei sta­ta­li han­no, inol­tre, il pre­gio del­la testi­mo­nian­za di una sto­ria col­let­ti­va, dal­la qua­le pro­ve­nia­mo e nel­la qua­le sia­mo radi­ca­ti per rico­no­scer­ci in valo­ri comu­ni e dare un sen­so al nostro vis­su­to di indi­vi­dui e di cit­ta­di­ni.

Ogni atten­ta­to, dan­no o fur­to ai beni cul­tu­ra­li risul­ta per­tan­to una feri­ta che col­pi­sce tut­ta la comu­ni­tà. Que­sto aspet­to signi­fi­ca­ti­vo deve esse­re pre­va­len­te, se voglia­mo con­ti­nua­re dav­ve­ro a tute­la­re con for­za i beni cul­tu­ra­li. Il con­su­mi­smo cre­scen­te del­la socie­tà ha inva­so anche la cul­tu­ra dell’arte, mol­ti­pli­can­do a dismi­su­ra l’offerta di mostre e lo spo­sta­men­to con­ti­nuo di ope­re, che spes­so viag­gia­no in nome del pro­fit­to eco­no­mi­co di pochi, e non per la rea­liz­za­zio­ne di auten­ti­ci pro­get­ti scien­ti­fi­ci.

Que­sto siste­ma moder­no ha inde­bo­li­to i mec­ca­ni­smi di dife­sa dei musei stes­si, svuo­ta­ti di sen­so in pri­mo luo­go da colo­ro che avreb­be­ro dovu­to fare da garan­ti in nome di una mis­sio­ne isti­tu­zio­na­le, e che han­no inve­ce pre­fe­ri­to segui­re la moda pre­va­len­te del­le mostre di suc­ces­so o inve­sti­re in altri set­to­ri più red­di­ti­zi da un pun­to di vista eco­no­mi­co.

Il pri­mo pas­so ver­so la sal­va­guar­dia del­le ope­re d’arte e dei musei – veri e pro­pri tem­pli e case del­la cul­tu­ra pub­bli­ca – deve anda­re neces­sa­ria­men­te in que­sta dire­zio­ne, ver­so il pie­no rico­no­sci­men­to del valo­re del­la cul­tu­ra, affin­ché i cit­ta­di­ni pos­sa­no riap­pro­priar­si dei beni cul­tu­ra­li, impe­gnan­do­si per­so­nal­men­te nel­la loro dife­sa e in nuo­vo approc­cio alla frui­zio­ne.

Antonio di Puccio Pisano, detto Pisanello (Pisa? ante 1395 – Roma? 1455 circa), Madonna con il Bambino, detta “Madonna della quaglia”, Verona, Museo di Castelvecchio (inv. 164 – 1B90), 54 x 32 cm, tempera su tavola

Anto­nio di Puc­cio Pisa­no, det­to Pisa­nel­lo (Pisa? ante 1395 – Roma? 1455 cir­ca), Madon­na con il Bam­bi­no, det­ta “Madon­na del­la qua­glia”, Vero­na, Museo di Castel­vec­chio (inv. 164 – 1B90), 54 x 32 cm, tem­pe­ra su tavo­la

Antonio di Puccio Pisano, detto Pisanello (Pisa? ante 1395 – Roma? 1455 circa), Madonna con il Bambino, detta “Madonna della quaglia” (particolare), Verona, Museo di Castelvecchio (inv. 164 – 1B90), 54 x 32 cm, tempera su tavola

Anto­nio di Puc­cio Pisa­no, det­to Pisa­nel­lo (Pisa? ante 1395 – Roma? 1455 cir­ca), Madon­na con il Bam­bi­no, det­ta “Madon­na del­la qua­glia” (par­ti­co­la­re), Vero­na, Museo di Castel­vec­chio (inv. 164 – 1B90), 54 x 32 cm, tem­pe­ra su tavo­la

Infor­ma­zio­ni

Sito uffi­cia­le del Museo di Castel­vec­chio

 

 

Cite this article as: Debora Tosato, Il furto al Museo di Castelvecchio di Verona: testimonianze e significati delle opere d’arte, in "STORIEDELLARTE.com", 21 novembre 2015; accessed 5 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/11/il-furto-al-museo-di-castelvecchio-di-verona-testimonianze-e-significati-delle-opere-darte.html.

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One Response to Il furto al Museo di Castelvecchio di Verona: testimonianze e significati delle opere d’arte

  1. Jessica Consalvi 22 novembre 2015 at 22:24 #

    Io pro­vo indi­gna­zio­ne ver­so la guar­dia giu­ra­ta

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