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Il culto di San Martino: testimonianze iconografiche del rinascimento veneto e lombardo

L’11 novem­bre ricor­re la festi­vi­tà di San Mar­ti­no, rito di lun­ga e anti­ca memo­ria che si lega alle con­sue­tu­di­ni del mon­do rura­le e alla fine del lavo­ro nei cam­pi.

Bartolomeo Vivarini, San Martino e il povero; San Giovanni Battista; San Sebastiano (Trittico di San Martino), 1491, Bergamo, Accademia Carrara, tempera e olio su tavola.

Bar­to­lo­meo Viva­ri­ni, San Mar­ti­no e il pove­ro; San Gio­van­ni Bat­ti­sta; San Seba­stia­no (Trit­ti­co di San Mar­ti­no), 1491, Ber­ga­mo, Acca­de­mia Car­ra­ra, tem­pe­ra e olio su tavo­la.

Mar­ti­no di Tours, vesco­vo cri­stia­no (316 cir­ca – 397), è gene­ral­men­te ricor­da­to come il cava­lie­re che donò un lem­bo del suo man­tel­lo al men­di­can­te, affin­ché si ripa­ras­se dal fred­do: l’episodio resta impres­so nell’immaginario popo­la­re per la fre­quen­za con cui com­pa­re nell’iconografia cri­stia­na, a iden­ti­fi­ca­re la figu­ra stes­sa del san­to.

In que­sta occa­sio­ne abbia­mo illu­stra­to le imma­gi­ni di alcu­ni dipin­ti del rina­sci­men­to vene­to e lom­bar­do, per docu­men­ta­re la for­tu­na del cul­to, che ha sin­go­la­re radi­ca­men­to nel­le comu­ni­tà di abi­tan­ti dei cen­tri di ter­ra­fer­ma.

Vittore Carpaccio, San Martino e il povero, scomparto centrale del Polittico di Zara, 1490 circa, Zara, Museo d’arte sacra della cattedrale di Sant’Anastasia, olio su tavola.

Vit­to­re Car­pac­cio, San Mar­ti­no e il pove­ro, scom­par­to cen­tra­le del Polit­ti­co di Zara, 1490 cir­ca, Zara, Museo d’arte sacra del­la cat­te­dra­le di Sant’Anastasia, olio su tavo­la.

Ne rima­ne trac­cia anche nel­le cit­tà di Ber­ga­mo e Zara, che col tem­po diven­go­no un baci­no di affluen­za per le ope­re di arti­sti vene­zia­ni come Bar­to­lo­meo Viva­ri­ni e Vit­to­re Car­pac­cio, la cui pro­du­zio­ne pit­to­ri­ca più tar­da – vota­ta a un lin­guag­gio descrit­ti­vo e nar­ra­ti­vo – incon­tra il gusto di com­mit­ten­ze anco­ra­te alla tra­di­zio­ne.

Ugual­men­te signi­fi­ca­ti­vo è il caso del Polit­ti­co di San Mar­ti­no nel­la Basi­li­ca di San Mar­ti­no e San­ta Maria Assun­ta a Tre­vi­glio – pic­co­lo comu­ne ber­ga­ma­sco – da con­si­de­ra­re il capo­la­vo­ro di Ber­nar­di­no Buti­no­ne e Ber­nar­do Zena­le.

La colos­sa­le “mac­chi­na” sce­no­gra­fi­ca, com­po­si­ti­va e pro­spet­ti­ca mostra un impres­sio­nan­te spet­ta­co­lo di per­so­nag­gi e reper­to­rio orna­men­ta­le, che si avva­le dell’apporto pre­zio­so dei colo­ri e dell’oro.

Lo scom­par­to cen­tra­le del regi­stro infe­rio­re è domi­na­to dal­la figu­ra del san­to a caval­lo, con­ce­pi­to secon­do una sin­te­si del­le for­me e un rigo­re pro­spet­ti­co e spa­zia­le di gusto rina­sci­men­ta­le, ma al tem­po stes­so memo­re del­la raf­fi­na­tez­za di gusto cor­te­se nei lus­suo­si fini­men­ti del caval­lo e nell’abito del cava­lie­re.

Bernardino Butinone e Bernardo Zenale, Polittico di San Martino, 1485-1488, Treviglio, Basilica di San Martino e Santa Maria Assunta, tempera su tavola.

Ber­nar­di­no Buti­no­ne e Ber­nar­do Zena­le, Polit­ti­co di San Mar­ti­no, 1485–1488, Tre­vi­glio, Basi­li­ca di San Mar­ti­no e San­ta Maria Assun­ta, tem­pe­ra su tavo­la.

Appar­tie­ne, inve­ce, a un cli­ma cul­tu­ra­le com­ple­ta­men­te diver­so il Trit­ti­co di Navo­lè di Giam­bat­ti­sta Cima da Cone­glia­no, in cui l’ambientazione pae­sag­gi­sti­ca con­fe­ri­sce un’atmosfera di fami­lia­ri­tà e natu­ra­lez­za alla sce­na prin­ci­pa­le, domi­na­ta dal­la figu­ra del cava­lie­re, che rinun­cia all’aura di fred­da sacra­li­tà per assu­me­re le sem­bian­ze di un gio­va­ne dell’epoca.

Giambattista Cima da Conegliano, San Martino e il povero; San Giovanni Battista; San Pietro (Trittico di Navolè), 1500 circa, Vittorio Veneto (Treviso), Museo Diocesano d’Arte Sacra “Albino Luciani”, tempera e olio su tavola.

Giam­bat­ti­sta Cima da Cone­glia­no, San Mar­ti­no e il pove­ro; San Gio­van­ni Bat­ti­sta; San Pie­tro (Trit­ti­co di Navo­lè), 1500 cir­ca, Vit­to­rio Vene­to (Tre­vi­so), Museo Dio­ce­sa­no d’Arte Sacra “Albi­no Lucia­ni”, tem­pe­ra e olio su tavo­la.

Cite this article as: Debora Tosato, Il culto di San Martino: testimonianze iconografiche del rinascimento veneto e lombardo, in "STORIEDELLARTE.com", 11 novembre 2015; accessed 8 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/11/il-culto-di-san-martino-testimonianze-iconografiche-del-rinascimento-veneto-e-lombardo.html.

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