Top Menu

Fattori” Padova, Palazzo Zabarella (24 ottobre 2015–28 marzo 2016)

È visi­ta­bi­le a Pado­va la nuo­va mostra alle­sti­ta a Palaz­zo Zaba­rel­la: una mono­gra­fi­ca che vede pro­ta­go­ni­sta Gio­van­ni Fat­to­ri (Livor­no, 1825 – Firen­ze, 1908).

Giovanni Fattori, Autoritratto, 1854, olio su tela, cm 59x47, Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti.

Gio­van­ni Fat­to­ri, Auto­ri­trat­to, 1854, olio su tela, cm 59x47, Firen­ze, Gal­le­ria d’arte moder­na di Palaz­zo Pit­ti.

L’esposizione è un nuo­vo tas­sel­lo nel pro­gram­ma di valo­riz­za­zio­ne dell’Ottocento ita­lia­no mes­so in atto dal­la Fon­da­zio­ne Bano, che si affi­da alla pro­fes­sio­na­li­tà di Fer­nan­do Maz­zoc­ca affian­ca­to dai mag­gio­ri stu­dio­si del perio­do per risco­pri­re i gran­di mae­stri, come Gio­van­ni Bol­di­ni (2005), Tele­ma­co Signo­ri­ni (2011–2012) o Giu­sep­pe de Nit­tis (2013), e per pun­ta­re i riflet­to­ri su alcu­ni nomi meno noti al gran­de pub­bli­co, come Vit­to­rio Cor­cos (2013–2014).

L’antologica su Fat­to­ri nasce dal­la sfi­da di riva­lu­ta­re un genio rico­no­sciu­to, mas­si­mo ver­ti­ce con Fran­ce­sco Hayez del­la pit­tu­ra ita­lia­na del XIX seco­lo, aggior­nan­do gli stu­di e le ricer­che e ragio­nan­do nuo­va­men­te sul­la cro­no­lo­gia dopo l’ultima retro­spet­ti­va del 1987 (Firen­ze, Palaz­zo Pit­ti).

La gran­de mostra, che met­te in sce­na più di cen­to dipin­ti pro­ve­nien­ti da col­le­zio­ni pub­bli­che e pri­va­te, è l’occasione per riper­cor­re­re la lun­ga car­rie­ra di Fat­to­ri e sco­pri­re la varie­tà del­la sua pit­tu­ra: non solo i famo­si temi mili­ta­ri, ma anche pae­sag­gi, ritrat­ti, fram­men­ti di esi­sten­za quo­ti­dia­na. Un arti­sta che non lascia qua­si mai l’amata Firen­ze, capa­ce di guar­da­re agli altri rima­nen­do sem­pre fede­le a se stes­so. La for­ma­zio­ne sul­le ope­re di Giot­to, di Pao­lo Uccel­lo, di Bea­to Ange­li­co, degli arti­sti del Tre-Quat­tro­cen­to fio­ren­ti­no, tra­spa­re da una rap­pre­sen­ta­zio­ne che ten­de alla sem­pli­ci­tà natu­ra­li­sti­ca, da un saper guar­da­re la natu­ra con occhi nuo­vi. A dif­fe­ren­za dei con­tem­po­ra­nei come Segan­ti­ni e Bol­di­ni che abbrac­cia­no una dimen­sio­ne euro­pea amma­lia­ti dal fasci­no pari­gi­no, Fat­to­ri resta fede­le alla sua ter­ra, la Marem­ma tosca­na, e diven­ta il mag­gio­re inter­pre­te dei muta­men­ti sto­ri­ci e socia­li che han­no tra­sfor­ma­to il nostro Pae­se. Fon­ti con­tem­po­ra­nee lo defi­ni­sco­no «sogna­to­re soli­ta­rio», «poe­ta sem­pre gio­va­ne», «comu­ni­ca­to­re instan­ca­bi­le con il vol­to sere­no di un sol­da­to cer­to del­la vit­to­ria».

Giovanni Fattori, Garibaldi a Palermo, 1860-61, olio su tela, Brescia, collezione privata

Gio­van­ni Fat­to­ri, Gari­bal­di a Paler­mo, 1860–61, olio su tela, Bre­scia, col­le­zio­ne pri­va­ta

2

Gio­van­ni Fat­to­ri, Sol­da­ti abban­do­na­ti, 1873 ca., olio su tavo­la, col­le­zio­ne pri­va­ta

Sono pro­prio i sol­da­ti e la pit­tu­ra di bat­ta­glia a ren­der­lo famo­so in vita e a costel­la­re tut­ta la sua pro­du­zio­ne. È pos­si­bi­le coglie­re un’evoluzione sen­ti­men­ta­le nel­la rap­pre­sen­ta­zio­ne di que­sti sol­da­ti, pri­ma rico­no­sciu­ti eroi del­la patria nel­le gran­di tele che apro­no la mostra, come nel dipin­to con Gari­bal­di a Paler­mo, poi soli e dimen­ti­ca­ti nei Sol­da­ti abban­do­na­ti. In que­sti capo­la­vo­ri Fat­to­ri si fa luci­do inter­pre­te di una nazio­ne, usci­ta dal Risor­gi­men­to, che non ha sapu­to rea­liz­za­re que­gli idea­li di giu­sti­zia socia­le in cui le gio­va­ni gene­ra­zio­ni ave­va­no cre­du­to. Con­te­nu­ta e pol­ve­ro­sa è la tavo­loz­za per que­ste sce­ne, fon­da­ta sull’utilizzo di ocra e bian­chi, con l’occhio dell’artista sem­pre rivol­to al vero. Sog­get­ti che diven­ta­no una fisio­no­mia rico­no­sci­bi­le per Fat­to­ri, allo stes­so modo del­le bal­le­ri­ne di Degas.

Giovanni Fattori, La Rotonda di Palmieri, 1866, olio su tavola, cm 12×35, Firenze, Galleria d'Arte Moderna

Gio­van­ni Fat­to­ri, La Roton­da di Pal­mie­ri, 1866, olio su tavo­la, cm 12×35, Firen­ze, Gal­le­ria d’Arte Moder­na di Palaz­zo Pit­ti

Agli anni del­la fre­quen­ta­zio­ne del­lo sto­ri­co Caf­fè Miche­lan­gio­lo a Firen­ze risa­le la sua ade­sio­ne alla cosid­det­ta “rivo­lu­zio­ne del­la mac­chia”, a quel prin­ci­pio di veri­tà che spin­ge l’artista a immer­ger­si com­ple­ta­men­te nel­la vita quo­ti­dia­na per espri­me­re il sen­ti­men­to più pro­fon­do sot­te­so all’esistenza uma­na, affi­da­to ai pic­co­li for­ma­ti del­le cele­bri tavo­let­te raf­fi­gu­ran­ti la costa livor­ne­se, come la famo­sis­si­ma Roton­da di Pal­mie­ri. Ope­re nel­le qua­li ogni ele­men­to è descrit­to per mac­chie di colo­re, in un’alternanza di luci e ombre, chia­ri e scu­ri, con l’uso di pen­nel­la­te roton­de e stri­scia­te irre­go­la­ri che ripro­du­co­no con­tor­ni mor­bi­di. Dipin­ti mol­to cele­bri che han­no con­sa­cra­to Fat­to­ri, nel pie­no di una gio­va­ni­le “urgen­za crea­ti­va”, a mas­si­mo espo­nen­te dei Mac­chia­io­li.

Giovanni Fattori, Riposo in Maremma, 1875 ca., olio su tela, cm 35x72,5

Gio­van­ni Fat­to­ri, Ripo­so in Marem­ma, 1875 ca., olio su tela, cm 35x72,5

Par­ti­co­lar­men­te sen­ti­ti e nume­ro­si i qua­dri di sog­get­to marem­ma­no, imma­gi­ni rura­li e cora­li del­le cam­pa­gne tosca­ne dopo l’Unità d’Italia che dipin­go­no una ter­ra aspra e sel­vag­gia, popo­la­ta da uomi­ni e ani­ma­li in armo­nia con la natu­ra. Il per­cor­so espo­si­ti­vo per­met­te di coglie­re appie­no l’evoluzione che dal­la splen­di­da pit­tu­ra a mac­chie del­le tavo­let­te gio­va­ni­li, giun­ge alle visio­ni più dram­ma­ti­che e poten­ti dei dipin­ti del­la matu­ri­tà, sino alla defor­ma­zio­ne del­le ulti­me ope­re che sem­bra­no anti­ci­pa­re le avan­guar­die del Nove­cen­to.

Giovanni Fattori, La donna del Gabbro, acquaforte su zinco

Gio­van­ni Fat­to­ri, La don­na del Gab­bro, acqua­for­te su zin­co

All’interno del­la mostra si è pre­sta­ta atten­zio­ne anche alla pro­du­zio­ne gra­fi­ca: acque­for­ti su zin­co che rac­con­ta­no anco­ra una vol­ta i pro­ta­go­ni­sti del­la vita rea­le, con­ta­di­ni o sol­da­ti, attor­nia­ti da una natu­ra inda­ga­ta con gran­de par­te­ci­pa­zio­ne. Que­sti fogli atte­sta­no la capa­ci­tà di Fat­to­ri di rag­giun­ge­re ver­ti­ci altis­si­mi dal pun­to di vista tec­ni­co e sti­li­sti­co anche attra­ver­so l’utilizzo di mez­zi espres­si­vi diver­si dal­la pit­tu­ra.

L’esposizione per­met­te di immer­ger­si nel rac­con­to di un’epoca del­la sto­ria ita­lia­na, del­la qua­le Fat­to­ri è riu­sci­to a inter­pre­ta­re con gran­de respi­ro i valo­ri uni­ver­sa­li, come l’eroismo, il lavo­ro, la pie­tà e la mor­te.

Cata­lo­go edi­to da Mar­si­lio Edi­to­ri, a cura di Fran­ce­sca Dini, Giu­lia­no Mat­teuc­ci e Fer­nan­do Maz­zoc­ca.

Info: http://www.zabarella.it/mostre/le-prossime-mostre/fattori/

Cite this article as: Barbara Ceccato, Fattori” Padova, Palazzo Zabarella (24 ottobre 2015–28 marzo 2016), in "STORIEDELLARTE.com", 4 novembre 2015; accessed 26 luglio 2017.
http://storiedellarte.com/2015/11/fattori-padova-palazzo-zabarella-24-ottobre-2015-28-marzo-2016.html.

, , , , ,

Trackbacks/Pingbacks

  1. Fattori a Palazzo Zabarella | Road to Venice - 9 gennaio 2016

    […] ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni riguar­do l’artista e la mostra in atto clic­ca­te su bit.ly/1mEwX53 […]

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: