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Il legno nell’arte della pittura e dell’intaglio: tecniche, materiali e immagini dal XV al XVIII secolo. Un percorso al Museo Civico di Belluno

IOCCASIONE del Festi­val Oltre le Vet­te, in pro­gram­ma a Bel­lu­no dal 2 all’11 otto­bre 2015 e dedi­ca­to al tema “Mito­lo­gia degli albe­ri”, abbia­mo strut­tu­ra­to un iti­ne­ra­rio di viag­gio alla risco­per­ta del legno nell’arte del­la pit­tu­ra e dell’intaglio, per esa­mi­na­re le ope­re d’arte a par­ti­re dal­la cono­scen­za del­la cul­tu­ra mate­ria­le e dei pro­ce­di­men­ti arti­gia­na­li che sono alla base del­la loro crea­zio­ne e del loro vis­su­to.

L’indagine pren­de in con­si­de­ra­zio­ne alcu­ne pit­tu­re su tavo­la, scul­tu­re e cor­ni­ci in espo­si­zio­ne al Museo Civi­co di Bel­lu­no, nel­le cui rac­col­te si con­ser­va­no ope­re di Simo­ne da Cusi­ghe, Mat­teo Cesa e Andrea Bru­sto­lon, mae­stri che lascia­ro­no testi­mo­nian­ze signi­fi­ca­ti­ve anche nel­le chie­se del­la cit­tà e del ter­ri­to­rio bel­lu­ne­se.

La rice­zio­ne dei dipin­ti è spes­so lega­ta all’immagine che pren­de for­ma nei nostri occhi, a secon­da del­le moda­li­tà con cui sia­mo abi­tua­ti a “guar­da­re”: pos­sia­mo per­tan­to “leg­ge­re” i qua­dri come imma­gi­ni che rac­con­ta­no una sto­ria, rico­no­sce­re la mano di un arti­sta di talen­to, o anco­ra esse­re impres­sio­na­ti dal­le for­me e dai colo­ri che l’autore è riu­sci­to a com­por­re e sin­te­tiz­za­re nel qua­dro.

Lo svi­lup­po del­la foto­gra­fia e del­la comu­ni­ca­zio­ne on line ha favo­ri­to una più rapi­da e capil­la­re dif­fu­sio­ne del­le raf­fi­gu­ra­zio­ni, tut­ta­via la cono­scen­za dell’opera d’arte non può pre­scin­de­re dall’osservazione de visu, fon­da­men­ta­le per esa­mi­na­re tut­ti gli aspet­ti “mate­ria­li” che una foto­gra­fia può solo sug­ge­ri­re: la tipo­lo­gia e la fisio­no­mia del sup­por­to, la super­fi­cie pit­to­ri­ca e la sua con­ser­va­zio­ne, la tec­ni­ca uti­liz­za­ta dall’artista a par­ti­re dal­la pre­pa­ra­zio­ne del sup­por­to fino alla ste­su­ra fina­le del­la ver­ni­ce.

Le arti e i mestie­ri, le tec­ni­che di lavo­ra­zio­ne e le tipo­lo­gie del legno più adat­te alla pit­tu­ra e all’intaglio sono anti­ca­men­te tra­man­da­te nel Libro dell’arte di Cen­ni­no Cen­ni­ni, uti­liz­za­to spes­so dagli stu­di moder­ni come manua­le o ricet­ta­rio, ma piut­to­sto da anno­ve­ra­re tra le fon­ti sto­ri­che e docu­men­ta­rie per la cono­scen­za del­le bot­te­ghe nel Tre­cen­to e nel Quat­tro­cen­to. 

Simone da Cusighe, Sant’Antonio abate in trono tra i santi Gioatà, Gottardo, Bartolomeo e Antonio da Padova, 1400 circa. Belluno, Museo Civico

Simo­ne da Cusi­ghe, Sant’Antonio aba­te in tro­no tra i san­ti Gioa­tà, Got­tar­do, Bar­to­lo­meo e Anto­nio da Pado­va, 1400 cir­ca. Bel­lu­no, Museo Civi­co

Matteo Cesa, Madonna con il Bambino, 1500 circa. Belluno, Museo Civico © Museo Civico di Belluno

Mat­teo Cesa, Madon­na con il Bam­bi­no, 1500 cir­ca. Bel­lu­no, Museo Civi­co © Museo Civi­co di Bel­lu­no

Andrea Brustolon, Cornice con putti, primo decennio del XVIII secolo (particolare). Belluno, Museo Civico © Museo Civico di Belluno

Andrea Bru­sto­lon, Cor­ni­ce con put­ti, pri­mo decen­nio del XVIII seco­lo (par­ti­co­la­re). Bel­lu­no, Museo Civi­co © Museo Civi­co di Bel­lu­no

Cen­ni­no ripor­ta come legno miglio­re quel­lo “povo­la­re che ssia ben gien­ti­le, o tiglio, o sali­gha­ro”, ovve­ro il legno di piop­po, di tiglio e di sali­ce: il pri­mo risul­ta in asso­lu­to il più impie­ga­to nel­la pit­tu­ra su tavo­la, men­tre il secon­do è con­ge­nia­le alla scul­tu­ra lignea. I pit­to­ri di scuo­la fiam­min­ga pre­di­li­go­no, inve­ce, il legno di quer­cia.

Esi­sto­no tut­ta­via rari casi in cui l’artista ha impie­ga­to nel­la stes­sa ope­ra assi di legno di diver­sa spe­cie, cau­san­do suo mal­gra­do ulte­rio­ri pro­ble­ma­ti­che di con­ser­va­zio­ne nel cor­so dei seco­li.

Il legno è mate­ria viva, per­tan­to appa­re fon­da­men­ta­le per la sua con­ser­va­zio­ne garan­ti­re una tem­pe­ra­tu­ra e una umi­di­tà costan­ti, affin­ché le tavo­le non si muo­va­no in manie­ra repen­ti­na, ecces­si­va e incon­trol­la­ta, mani­fe­stan­do ten­sio­ni, strap­pi e rot­tu­re. Que­sto acca­de quan­do il retro dei dipin­ti su tavo­la è sta­to fis­sa­to con un siste­ma di anco­rag­gio rigi­do – come si usa­va un tem­po – pro­prio per impe­di­re i movi­men­ti del legno.

Lo stu­dio del sup­por­to e dei vari siste­mi usa­ti per tene­re con­giun­te le assi (chio­di, tra­ver­se, far­fal­le, par­chet­ta­tu­ra, ecce­te­ra) risul­ta quin­di basi­la­re per com­pren­de­re l’origine del­le pro­ble­ma­ti­che che pos­so­no com­por­ta­re, in casi estre­mi, gli strap­pi e la cadu­ta del­la pel­li­co­la pit­to­ri­ca nei pun­ti di giun­tu­ra del­le assi, dove i movi­men­ti sono sta­ti in qual­che misu­ra fre­na­ti e irreg­gi­men­ta­ti da siste­mi di chiu­su­ra che impe­di­sco­no il movi­men­to fisio­lo­gi­co del legno.

Non è indi­spen­sa­bi­le rad­driz­za­re le tavo­le che gene­ral­men­te s’incurvano ver­so l’interno, poi­ché sono natu­ral­men­te por­ta­te a “imbar­car­si”, come si dice in lin­guag­gio tec­ni­co. Tut­ta­via, i restau­ra­to­ri in pas­sa­to sono spes­so inter­ve­nu­ti sen­za capir­ne le cau­se, met­ten­do in atto tut­te le ope­ra­zio­ni che col tem­po han­no inde­bo­li­to le tavo­le, assot­ti­glian­do­ne lo spes­so­re, spia­nan­do­ne il fon­do diso­mo­ge­neo e ridu­cen­do­ne in manie­ra for­za­ta il movi­men­to, con l’esito di un dan­no per­ma­nen­te, nono­stan­te fos­se­ro mos­si dal­le miglio­ri inten­zio­ni.

Esi­ste inol­tre un equi­li­brio sot­ti­le che lega la mate­ria del legno a tut­ti gli stra­ti sovrap­po­sti fino a rag­giun­ge­re la super­fi­cie pit­to­ri­ca, in osse­quio alla tra­di­zio­ne tre­cen­te­sca e quat­tro­cen­te­sca tipi­ca del pro­ces­so crea­ti­vo dell’artista: una ste­su­ra di ges­so e col­la, una impri­mi­tu­ra, un dise­gno o abboz­zo, inci­sio­ni e final­men­te la pel­li­co­la pit­to­ri­ca, sul­la qua­le poi il pit­to­re inter­vie­ne con una fini­tu­ra di ver­ni­ce più o meno pig­men­ta­ta, spes­so fun­zio­na­le ad armo­niz­za­re le tin­te.

Gli anti­chi dipin­ti su tavo­la sono spes­so con­ce­pi­ti come ardi­te mac­chi­ne di arti­co­la­ta costru­zio­ne, in quan­to i polit­ti­ci han­no ori­gi­ne dall’assemblaggio del­le nume­ro­se tavo­le con la cor­ni­ce lignea, che non assol­ve solo alla fun­zio­ne di ele­men­to orna­men­ta­le a deli­mi­ta­re e rac­chiu­de­re l’immagine, quan­to piut­to­sto a quel­la di inte­la­ia­tu­ra a inta­glio dora­to e poli­cro­mo, atta a sal­da­re insie­me le varie par­ti in un pro­dot­to omo­ge­neo, frut­to di una raf­fi­na­ta e com­ples­sa lavo­ra­zio­ne arti­gia­na­le.

Si ram­men­ta che alcu­ni rino­ma­ti mae­stri bel­lu­ne­si del Quat­tro­cen­to, come Simo­ne de Cusi­ghe e Mat­teo Cesa, era­no al tem­po stes­so pit­to­ri e inta­glia­to­ri, come testi­mo­nia­no le fon­ti docu­men­ta­rie e le iscri­zio­ni sul­le ope­re anco­ra esi­sten­ti o per­du­te: si trat­ta di testi­mo­nian­ze signi­fi­ca­ti­ve, che atte­sta­no una con­so­li­da­ta tra­di­zio­ne per l’arte dell’intaglio, all’epoca rite­nu­ta allo stes­so livel­lo del­la pit­tu­ra, in osse­quio a un’attività che cele­bra­va i fasti del legno in una ter­ra natu­ral­men­te ric­ca di tale mate­ria pri­ma.

Gra­zie a que­sta spe­ci­fi­ci­tà cul­tu­ra­le, nel cor­so dei seco­li si è con­so­li­da­ta una scuo­la di arti­sti che ha tra­man­da­to la mae­stria nel­la lavo­ra­zio­ne del legno, var­can­do i con­fi­ni ter­ri­to­ria­li fino a rag­giun­ge­re la cit­tà di Vene­zia, da sem­pre con­si­de­ra­ta luo­go d’elezione per colo­ro che desi­de­ra­va­no eser­ci­ta­re la pit­tu­ra e la scul­tu­ra. La per­so­na­li­tà di mag­gio­re rilie­vo è quel­la di Andrea Bru­sto­lon, che attri­bui­sce nuo­vo impul­so al lin­guag­gio baroc­co, pla­sman­do il legno di cir­mo­lo e di bos­so come se fos­se stuc­co, pie­tra o mar­mo a secon­da del­la tipo­lo­gia del manu­fat­to e del­la sua desti­na­zio­ne fina­le.

Il genio di Bru­sto­lon si può apprez­za­re sul pic­co­lo e gran­de for­ma­to, sia negli inta­gli fan­ta­sio­si, biz­zar­ri e a vol­te grot­te­schi che carat­te­riz­za­no gli alta­ri lignei del­la pri­ma atti­vi­tà, sia nel­le cor­ni­ci di put­ti e nel­le scul­tu­re di sog­get­to alle­go­ri­co e sacro, che fece­ro la sua for­tu­na pres­so la com­mit­ten­za pub­bli­ca e pri­va­ta. Valen­ti­no Pan­cie­ra Besa­rel ne rac­col­se l’eredità nell’Ottocento, con­tri­buen­do a vivi­fi­ca­re l’arte dell’intaglio nel­la sua valen­za arti­gia­na­le e di alta crea­zio­ne intel­let­tua­le, in una dimen­sio­ne che scon­fi­na dall’ambito del­le arti appli­ca­te.

Bibliografia

  • Giu­sep­pi­na Peru­si­ni, Il restau­ro dei dipin­ti e del­le scul­tu­re lignee. Sto­ria, teo­rie e tec­ni­che, Udi­ne 1989.
  • Mar­co Ciat­ti, Il restau­ro dei sup­por­ti lignei dei dipin­ti come pro­ble­ma di meto­do, in Restau­ro dei dipin­ti su tavo­la. I sup­por­ti, a cura di Lui­sa Maset­ti Bian­chi, Fie­so­le 1999, pp. 11–20.
  • Ciro Castel­li, Tec­ni­che di costru­zio­ne dei sup­por­ti lignei dipin­ti, in Restau­ro dei dipin­ti su tavo­la. I sup­por­ti, a cura di Lui­sa Maset­ti Bian­chi, Fie­so­le 1999, pp. 21–51.
  • Andrea San­ta­ce­sa­ria, I fat­to­ri di degra­do dei sup­por­ti lignei dipin­ti, in Restau­ro dei dipin­ti su tavo­la. I sup­por­ti, a cura di Lui­sa Maset­ti Bian­chi, Fie­so­le 1999, pp. 53–71.
  • Mau­ro Par­ri, Il restau­ro ligneo, in Restau­ro dei dipin­ti su tavo­la. I sup­por­ti, a cura di Lui­sa Maset­ti Bian­chi, Fie­so­le 1999, pp. 73–92.
  • Cesa­re Paglie­ro, Stu­dio dei movi­men­ti e del­le defor­ma­zio­ni del sup­por­to ligneo di un dipin­to su tavo­la, in Restau­ro dei dipin­ti su tavo­la. I sup­por­ti, a cura di Lui­sa Maset­ti Bian­chi, Fie­so­le 1999, pp. 93–139.
  • Cen­ni­no Cen­ni­ni, Il libro dell’arte, a cura di Fabio Frez­za­to, Vicen­za 2003.
  • A Nord di Vene­zia. Scul­tu­ra e pit­tu­ra nel­le val­li dolo­mi­ti­che tra Goti­co e Rina­sci­men­to, cata­lo­go del­la mostra a cura di Anna Maria Spiaz­zi, Gio­van­na Galas­so, Rita Ber­ni­ni, Luca Majo­li (Bel­lu­no, Palaz­zo Cre­pa­do­na, 30 otto­bre 2004 – 22 feb­bra­io 2005), Cini­sel­lo Bal­sa­mo 2004.
  • Andrea Bru­sto­lon 1662 – 1732 Il Miche­lan­ge­lo del legno, cata­lo­go del­la mostra a cura di Anna Maria Spiaz­zi, Mas­si­mo De Gras­si, Gio­van­na Galas­so (Bel­lu­no, Palaz­zo Cre­pa­do­na, 28 mar­zo – 12 luglio 2009), Mila­no 2009.

Informazioni

Il legno nell’arte del­la pit­tu­ra e dell’intaglio: tec­ni­che, mate­ria­li e imma­gi­ni dal XV al XVIII seco­lo, per­cor­so nel museo a cura di Debo­ra Tosa­to

Mar­te­dì 6 otto­bre 2015, ore 16.00 pres­so il Museo Civi­co

Piaz­za Duo­mo, 16 – 32100 Bel­lu­no

Pre­no­ta­zio­ne obbli­ga­to­ria fino al rag­giun­gi­men­to di 25 posti (ingres­so gra­tui­to)

(museo@comune.belluno.it – tel. 0437913282, ore 9.00–12.00).

Il Museo Civico di Belluno

http://museo.comune.belluno.it/

https://www.facebook.com/Museo-Civico-di-Belluno-663431963721094/timeline/

Pro­gram­ma del Festi­val Oltre le Vet­te 2015 (vedi file pdf in alle­ga­to)

I luo­ghi di Andrea Bru­sto­lon:

https://www.youtube.com/watch?v=l2uFxvIlqsY

Andrea Brustolon, Cornice con putti, primo decennio del XVIII secolo. Belluno, Museo Civico © Museo Civico di Belluno

Andrea Bru­sto­lon, Cor­ni­ce con put­ti, pri­mo decen­nio del XVIII seco­lo. Bel­lu­no, Museo Civi­co © Museo Civi­co di Bel­lu­no

Andrea Brustolon, Crocifisso, 1720 circa. Belluno, Museo Civico © Museo Civico di Belluno

Andrea Bru­sto­lon, Cro­ci­fis­so, 1720 cir­ca. Bel­lu­no, Museo Civi­co © Museo Civi­co di Bel­lu­no

Intagliatore veneziano, Asta processionale con la Madonna, l’angelo annunciante, santa Margherita e angeli, prima metà del XVIII secolo. Belluno, Museo Civico © Museo Civico di Belluno

Inta­glia­to­re vene­zia­no, Asta pro­ces­sio­na­le con la Madon­na, l’angelo annun­cian­te, san­ta Mar­ghe­ri­ta e ange­li, pri­ma metà del XVIII seco­lo. Bel­lu­no, Museo Civi­co © Museo Civi­co di Bel­lu­no

Valentino Panciera Besarel, Cornice con putti, 1901. Belluno, Museo Civico © Museo Civico di Belluno

Valen­ti­no Pan­cie­ra Besa­rel, Cor­ni­ce con put­ti, 1901. Bel­lu­no, Museo Civi­co © Museo Civi­co di Bel­lu­no

Cite this article as: Debora Tosato, Il legno nell’arte della pittura e dell’intaglio: tecniche, materiali e immagini dal XV al XVIII secolo. Un percorso al Museo Civico di Belluno, in "STORIEDELLARTE.com", 2 ottobre 2015; accessed 5 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/10/il-legno-nellarte-della-pittura-e-dellintaglio-tecniche-materiali-e-immagini-dal-xv-al-xviii-secolo-un-percorso-al-museo-civico-di-belluno.html.

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