Top Menu

Camminando” nei percorsi di scrittura, pittura e poesia

La let­tu­ra di un libro a vol­te ripor­ta alla luce qual­co­sa che nul­la ha a che fare, in appa­ren­za, con quel­lo che l’autore sta rac­con­tan­do nel­le sue pagi­ne. Capi­ta, allo­ra, di inse­gui­re il filo di ricor­di e imma­gi­ni che spes­so affon­da­no nel­la nostra sfe­ra inte­rio­re, o di ripren­de­re la trac­cia che ci ha resti­tui­to fram­men­ti di un les­si­co fami­lia­re appar­te­nu­to al nostro pas­sa­to pros­si­mo.

Il libro in que­stio­ne si chia­ma “Cam­mi­nan­do”. L’autore è Davi­de Sapien­za. Si trat­ta di un testo minu­to, sud­di­vi­so in gior­na­te come nel­le pagi­ne di un dia­rio. La coper­ti­na mostra un pae­sag­gio di acqua, ter­ra e cie­lo. Tra le pagi­ne sono inse­ri­te foto­gra­fie in bian­co e nero con pae­sag­gi di mon­ta­gne sen­za ulte­rio­re spe­ci­fi­ca­zio­ne, nel­le qua­li a vol­te com­pa­re la figu­ra dell’autore o la sua ombra.

La scrit­tu­ra di Sapien­za anno­da e rie­la­bo­ra appun­ti di viag­gio, rico­struen­do nel­la men­te del let­to­re un per­cor­so nar­ra­ti­vo che non segue solo un iti­ne­ra­rio fisi­co nei luo­ghi di una map­pa geo­gra­fi­ca, ma scon­fi­na nel ter­ri­to­rio del­la coscien­za, che ha una pro­pria mor­fo­lo­gia altret­tan­to rico­no­sci­bi­le.

Il cam­mi­no non è qui inte­so come atti­vi­tà fisi­ca, ludi­ca o spor­ti­va che l’uomo rea­liz­za per con­se­gui­re un risul­ta­to o un tra­guar­do, quan­to piut­to­sto un eser­ci­zio insi­to nel­la gram­ma­ti­ca del nostro cor­po, tale da con­dur­lo a dia­lo­ga­re con lo spi­ri­to tra­mi­te il con­tat­to pro­fon­do con la natu­ra e il crea­to.

Per­ce­pi­re ogni for­ma di epi­fa­nia del pae­sag­gio è per­tan­to essen­zia­le per entra­re in comu­ni­ca­zio­ne con la pro­pria dimen­sio­ne inti­ma e spi­ri­tua­le, che si mani­fe­sta nel movi­men­to del cam­mi­no e del pen­sie­ro.
La paro­le dell’autore acqui­sta­no la fisio­no­mia di un det­ta­to di movi­men­ti psi­chi­ci con una sequen­za di rit­mo, suo­no e musi­ca­li­tà, anche in assen­za di colo­re: un trac­cia­to di segni che ha atti­nen­za con i “luo­ghi del­la men­te”, cui for­se appar­ten­go­no l’Ultratempo e l’Ognidove di cui ci par­la Davi­de Sapien­za.
Il testo ha un for­te pote­re evo­ca­ti­vo e sol­le­ci­ta il pen­sie­ro a tra­dur­re la scrit­tu­ra in imma­gi­ni che non si limi­ta­no a descri­ve­re quan­to vede l’occhio uma­no, ma van­no oltre il dato pura­men­te figu­ra­ti­vo, attin­gen­do diret­ta­men­te al flus­so di coscien­za. Appa­re per­tan­to natu­ra­le il col­le­ga­men­to a una con­ce­zio­ne dell’arte come mez­zo di espres­sio­ne del­la “mate­ria” del­lo spi­ri­to, nel qua­le il “visi­bi­le par­la­re” tra­du­ce in for­me e colo­ri quel­lo che potrem­mo defi­ni­re il flus­so inte­rio­re dell’anima.

Ci rife­ria­mo, in par­ti­co­la­re, alla poe­ti­ca di Was­si­ly Kan­din­sky e Franz Marc, che ela­bo­ra­no un nuo­vo modo di inten­de­re l’espressione arti­sti­ca, spie­ga­to negli scrit­ti auto­gra­fi che con­no­ta­no “Der Blaue Rei­ter”, il mani­fe­sto teo­ri­co e al tem­po stes­so il movi­men­to intor­no al qua­le si aggre­ga­no per con­so­nan­za di pen­sie­ro diver­si scrit­to­ri, musi­ci­sti e arti­sti.

Muta com­ple­ta­men­te il pun­to di osser­va­zio­ne pri­vi­le­gia­to dell’artista, rivol­to ora a dare vita a ciò che si mani­fe­sta spon­ta­nea­men­te nel vis­su­to inte­rio­re, tra­mi­te la tec­ni­ca e le for­me più con­ge­nia­li affin­ché il sog­get­to del “sen­ti­re” pren­da cor­po in una libe­ra asso­cia­zio­ne di pen­nel­la­te, suo­ni e colo­ri asse­con­dan­do le emo­zio­ni spon­ta­nee del­la sfe­ra spi­ri­tua­le.

Que­sta sor­ta di “scrit­tu­ra intui­ti­va” si può coglie­re in manie­ra sem­pli­ce e imme­dia­ta nel­le ope­re di Kan­din­sky e Marc, i qua­li non si limi­ta­no più a una fede­le regi­stra­zio­ne del con­te­sto sto­ri­co, del dato natu­ra­le o di ico­no­gra­fie pre­co­sti­tui­te, supe­ran­do gli anti­chi retag­gi dell’educazione acca­de­mi­ca e del­la bel­lez­za idea­liz­za­ta. I prin­ci­pi impar­ti­ti per seco­li agli arti­sti sono ora per­ce­pi­ti come costri­zio­ni che obbli­ga­no a limi­ta­re e deli­mi­ta­re il sog­get­to entro linee di con­tor­no e for­me chiu­se, irreg­gi­men­tan­do il lin­guag­gio all’osservanza di rego­le che impon­go­no la rap­pre­sen­ta­zio­ne del dato rea­le.

La pit­tu­ra è inve­ce inte­sa come una del­le arti sorel­le, con il tea­tro, la musi­ca e la poe­sia, che insie­me com­pon­go­no spar­ti­ti di gran­de impat­to emo­ti­vo, in cui la tec­ni­ca divie­ne lo stru­men­to per tra­smet­te­re la bel­lez­za e l’armonia in una libe­ra asso­cia­zio­ne di colo­ri puri e suo­ni che si uni­sco­no spes­so in mac­chie e linee destrut­tu­ra­te, tra­smet­ten­do all’osservatore un’espressione vita­le di ener­gia e sere­ni­tà.

Anche gli ani­ma­li che popo­la­no i qua­dri di Franz Marc non sono iden­ti­fi­ca­bi­li secon­do ele­men­ti pura­men­te figu­ra­ti­vi, in quan­to appa­io­no esse­ri viven­ti qua­si sopran­na­tu­ra­li, carat­te­riz­za­ti da colo­ri e movi­men­ti che sono fil­tra­ti dal­la libe­ra mani­fe­sta­zio­ne di sta­ti d’animo.

In que­sto sen­so, l’arte agi­sce nel pro­fon­do come la let­te­ra­tu­ra e la musi­ca, instau­ran­do con cia­scu­no di noi un dia­lo­go che fa emer­ge­re imma­gi­ni e pen­sie­ri appar­te­nen­ti alla dimen­sio­ne del­la coscien­za, nel­la sua acce­zio­ne più alta.

Bibliografia

  • Davi­de Sapien­za, Cam­mi­nan­do, Lubri­na Edi­to­re, Ber­ga­mo 2014 ; illu­stra­to b/n (dispo­ni­bi­le in ebook, Zoom Fel­tri­nel­li: http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/camminando-1–2/
  • Franz Marc, Beni spi­ri­tua­li, in Was­si­ly Kan­din­sky e Franz Marc, Il cava­lie­re azzur­ro, com­men­to e note di Klaus Lan­kheit, tra­du­zio­ne di Giu­sep­pi­na Zoz­zi­ni Cal­zec­chi One­sti, “Sag­gi e docu­men­ti del Nove­cen­to”, Mila­no 1998, SE Edi­to­re, pp. 14–19.
  • Franz Marc, Due qua­dri, in Was­si­ly Kan­din­sky e Franz Marc, Il cava­lie­re azzur­ro, com­men­to e note di Klaus Lan­kheit, tra­du­zio­ne di Giu­sep­pi­na Zoz­zi­ni Cal­zec­chi One­sti, “Sag­gi e docu­men­ti del Nove­cen­to”, Mila­no 1998, SE Edi­to­re, pp. 27–33.
  • Arnold Schön­berg, Il rap­por­to con il testo, in Was­si­ly Kan­din­sky e Franz Marc, Il cava­lie­re azzur­ro, com­men­to e note di Klaus Lan­kheit, tra­du­zio­ne di Giu­sep­pi­na Zoz­zi­ni Cal­zec­chi One­sti, “Sag­gi e docu­men­ti del Nove­cen­to”, Mila­no 1998, SE Edi­to­re, pp. 55–65.
  • Was­si­ly Kan­din­sky, Il pro­ble­ma del­le for­me, in Was­si­ly Kan­din­sky e Franz Marc, Il cava­lie­re azzur­ro, com­men­to e note di Klaus Lan­kheit, tra­du­zio­ne di Giu­sep­pi­na Zoz­zi­ni Cal­zec­chi One­sti, “Sag­gi e docu­men­ti del Nove­cen­to”, Mila­no 1998, SE Edi­to­re, pp. 121–156.
  • Was­si­ly Kan­din­sky, Sul­la com­po­si­zio­ne sce­ni­ca, in Was­si­ly Kan­din­sky e Franz Marc, Il cava­lie­re azzur­ro, com­men­to e note di Klaus Lan­kheit, tra­du­zio­ne di Giu­sep­pi­na Zoz­zi­ni Cal­zec­chi One­sti, “Sag­gi e docu­men­ti del Nove­cen­to”, Mila­no 1998, SE Edi­to­re, pp. 159–173.

 

Cite this article as: Debora Tosato, Camminando” nei percorsi di scrittura, pittura e poesia, in "STORIEDELLARTE.com", 8 settembre 2015; accessed 5 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/09/camminando-nei-percorsi-di-scrittura-pittura-e-poesia.html.

,

No comments yet.

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: