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Novità in libreria

bull_specchioMal­com Bull, Lo spec­chio degli dei. La mito­lo­gia clas­si­ca nell’arte rina­sci­men­ta­le, Einau­di 2015

L’insegnante di Arte e Sto­ria del­le idee alla Ruskin School of Art di Oxford ana­liz­za in que­sto sag­gio diver­se divi­ni­tà (Dia­na, Apol­lo, Erco­le, Vene­re, Bac­co, Gio­ve), attra­ver­so un’iconografia non solo lega­ta a pit­tu­ra e scul­tu­ra, ma anche con l’intento di rico­strui­re l’orizzonte cul­tu­ra­le dell’uomo rina­sci­men­ta­le. Nel Rina­sci­men­to fino all’età baroc­ca le divi­ni­tà del mon­do clas­si­co, oscu­ra­te da seco­li di fede cri­stia­na, tor­na­ro­no a nuo­va vita per decli­na­re in infi­ni­te varia­zio­ni fan­ta­sie ero­ti­che e tra­sfi­gu­ra­zio­ni poli­ti­che. Il cri­stia­ne­si­mo ave­va can­cel­la­to le reli­gio­ni dell’antica Gre­cia e di Roma e la mag­gior par­te degli euro­pei rite­ne­va che la distru­zio­ne dell’arte clas­si­ca fos­se espres­sio­ne del giu­di­zio di Dio sul mon­do paga­no. Eppu­re, nel cor­so dei tre seco­li suc­ces­si­vi, dèi e divi­ni­tà del­la mito­lo­gia rie­mer­se­ro nel bel mez­zo dell’Europa cri­stia­na in capo­la­vo­ri qua­li “La nasci­ta di Vene­re” di Bot­ti­cel­li o il “Par­na­so” di Raf­fael­lo.

Nel­lo Spec­chio degli dèi, si rico­strui­sce nel­la sua inte­rez­za la rina­sci­ta degli anti­chi miti. Ogni capi­to­lo cer­ca di rico­strui­re il mon­do vis­su­to e pro­get­ta­to dall’uomo rina­sci­men­ta­le, un uni­ver­so nel qua­le i per­so­nag­gi del­la mito­lo­gia pote­va­no com­pa­ri­re su car­ri alle­go­ri­ci, nei ban­chet­ti o per­fi­no sot­to for­ma di pupaz­zi di neve e fuo­chi d’artificio. I ric­chi e poten­ti prin­ci­pi d’Europa pote­va­no iden­ti­fi­car­si con le divi­ni­tà paga­ne e il mito dive­ni­va un doci­le stru­men­to in mano all’artista per rac­con­ta­re la sto­ria del suo tem­po. Un feno­me­no che dal XV seco­lo giun­ge all’età baroc­ca, quan­do le scan­da­lo­se sto­rie degli dèi del­la let­te­ra­tu­ra clas­si­ca ven­ne­ro rein­ven­ta­te dai prin­ci­pa­li arti­sti. Mal­colm Bull get­ta quin­di una luce del tut­to ine­di­ta e non con­ven­zio­na­le sull’epoca più alta dell’arte occi­den­ta­le, ripor­tan­do una vasta appen­di­ce di tra­du­zio­ni illu­stra­te di Ovi­dio e foca­liz­zan­do l’attenzione su ope­re di Dome­ni­chi­no, Cor­reg­gio, Perin del Vaga, Tizia­no, Giu­lio Roma­no, Bron­zi­no e Rubens.

ISBN: 9788806223625
Edi­to­re: Einau­di
Data di pub­bli­ca­zio­ne: mar­zo 2015
Pagi­ne: XX – 506
Euro: 36,00

vossilla_michelangeloSer­gio Risa­li­ti e Fran­ce­sco Vos­sil­la, Miche­lan­ge­lo e la Pie­tà Vati­ca­na, Bom­pia­ni 2015

Cer­to è un mira­co­lo che un sas­so, da prin­ci­pio sen­za for­ma nes­su­na, si sia mai ridot­to a quel­la per­fe­zio­ne, che la natu­ra a fati­ca suol for­mar nel­la car­ne”, scris­se Vasa­ri nel 1568, trat­tan­do del­la “Pie­tà” vati­ca­na di Miche­lan­ge­lo. In que­sto testo del­la Bom­pia­ni, Risa­li­ti, sto­ri­co dell’arte, e Vos­sil­la, lau­rea­to in Museo­lo­gia, han­no volu­to rico­strui­re le vicis­si­tu­di­ni del­la notis­si­ma scul­tu­ra, con­cen­tran­do­si in par­ti­co­lar modo sul­la figu­ra di Jean Bilhè­res de Lagrau­las che com­mis­sio­nò “una Ver­gi­ne Maria vesti­ta con Cri­sto mor­to, nudo in brac­cio” per abbel­li­re l’antica roton­da di San­ta Petro­nil­la. In un anno appe­na, tra il 1498 e il 1499, Miche­lan­ge­lo vin­se “la natu­ra” e si avvi­ci­nò a Dio, cavan­do dal mar­mo la “Pie­tà”. Gli stu­di sull’arte di Miche­lan­ge­lo han­no scar­sa­men­te affron­ta­to i rap­por­ti tra l’artista e i suoi com­mit­ten­ti, per met­te­re in pri­mo pia­no il ful­go­re genia­le del mae­stro fio­ren­ti­no; Risa­li­ti e Vos­sil­la han­no pro­prio il meri­to di affron­ta­re que­sto aspet­to, arric­chen­do la trat­ta­zio­ne con diver­si con­fron­ti, ad esem­pio con i com­pian­ti su Cri­sto mor­to di Nic­co­lò dell’Arca e di Gui­do Maz­zo­ni, con la spet­ta­co­la­re “Pie­tà” di Erco­le de’ Rober­ti con­ser­va­ta a Liver­pool, oltre che con la “Pie­tà” di Bel­li­ni a Bre­ra. Riguar­do al tema del­la Pie­tà, gli auto­ri spie­ga­no quan­to le ope­re di Maz­zo­ni rispon­des­se­ro ad un gusto cor­te­se inter­na­zio­na­le, lati­niz­za­to in un cer­to sen­so dal medium del­la ter­ra­cot­ta che evo­ca­va i tem­pi anti­chi del­la pri­ma arte roma­na e di quel­la etru­sca; nei com­pian­ti veni­va usa­ta que­sta mate­ria pla­sti­ca al fine di poter pro­por­re una vasta gam­ma di pro­po­ste emo­zio­ni inten­se, adat­te alle rap­pre­sen­ta­zio­ni fune­bri.

L’indagine per­met­te, inol­tre, di appro­fon­di­re alcu­ni degli aspet­ti più ori­gi­na­li del­la raf­fi­gu­ra­zio­ne miche­lan­gio­le­sca: la “sospen­sio­ne del­la mor­te”, la subli­ma­zio­ne degli aspet­ti più dram­ma­ti­ci dell’evento attra­ver­so la bel­lez­za del nudo di Gesù e la gra­zia del vol­to di Maria, la stu­dia­ta ana­to­mia e l’arduo tema dell’incarnazione. Ma gli stu­dio­si apro­no anche alcu­ni inte­res­san­ti dub­bi: dove fu posi­zio­na­ta la scul­tu­ra in Vati­ca­no? Per­ché Maria appa­re così gio­va­ne? Cosa ha spin­to Miche­lan­ge­lo a fir­ma­re l’opera?

ISBN: 9788845276859
Edi­to­re: Bom­pia­ni
Data di pub­bli­ca­zio­ne: mar­zo 2015
Pagi­ne: 124
Euro: 15,00

controluceAles­san­dra Oddi Baglio­ni, Con­tro­lu­ce. Alber­to Bur­ri. Una vita d’artista, Don­zel­li 2015

 “Il qua­dro ti con­du­ce, è vero, però al tem­po stes­so sei tu che lo con­du­ci sem­pre”, scri­ve­va Bur­ri in La misu­ra e il feno­me­no. Se c’è un arti­sta con­tem­po­ra­neo ita­lia­no cele­bra­to in tut­to il mon­do, que­sti è senz’altro Alber­to Bur­ri. Dal Cen­tre Pom­pi­dou di Pari­gi al Gug­ge­n­heim di New York, dal­la Tate Gal­le­ry di Lon­dra alla Bien­na­le di Vene­zia, pas­san­do per Chi­ca­go, Los Ange­les, Lisbo­na, Madrid, non c’è gran­de museo del mon­do che non gli abbia dedi­ca­to spa­zi e anto­lo­gi­che di pre­sti­gio inter­na­zio­na­le.

L’autrice riper­cor­re le tap­pe del­la vita arti­sti­ca e uma­na di Bur­ri, basan­do­si sui fat­ti noti e anche inte­gran­do con la fan­ta­sia, pur sen­za usci­re dal­le sue linee essen­zia­li. Ven­go­no per esem­pio con­si­de­ra­te alcu­ne let­te­re che Bur­ri scris­se a Cesa­re Bran­di e le imma­gi­ni di alcu­ne poe­sie da que­sti scrit­te per il polie­dri­co umbro. I suoi cret­ti, le gigan­te­sche ope­re in ter­re e vina­vil, cam­peg­gia­no da Gibel­li­na a Los Ange­les, e i suoi cel­lo­tex sono ormai voci essen­zia­li del les­si­co dell’arte con­tem­po­ra­nea. Quel­lo che però meno si cono­sce è il Bur­ri pri­va­to, il bur­be­ro medi­co che, par­ti­to per la guer­ra in Afri­ca, si ritro­va cata­pul­ta­to in un cam­po di pri­gio­nia nel deser­to del Texas e che, gra­zie ai car­to­ni e i pen­nel­li avu­ti in dono da un lun­gi­mi­ran­te capo­ra­le dell’esercito ame­ri­ca­no, sco­pre il suo talen­to di pit­to­re. Dagli epi­so­di di quei gior­ni di sten­ti nel West ai pri­mi pas­si da arti­sta una vol­ta tor­na­to in Ita­lia nel dopo­guer­ra, pren­de le mos­se il rac­con­to di Ales­san­dra Oddi Baglio­ni, che da umbra e appas­sio­na­ta d’arte rico­strui­sce il lato inti­mo del cele­ber­ri­mo con­ter­ra­neo, seguen­do il filo dell’immaginazione ma basan­do­si sul­le let­te­re pri­va­te, le testi­mo­nian­ze e i ricor­di dei tan­ti che lo han­no cono­sciu­to. Gli ami­ci di Cit­tà di Castel­lo, le ami­che, le don­ne che han­no attra­ver­sa­to la sua vita, sul cui sfon­do ha sem­pre cam­peg­gia­to l’enigmatica moglie Min­sa, bal­le­ri­na ame­ri­ca­na. Tut­te que­ste don­ne sono sta­te immor­ta­la­te da Bur­ri con l’obiettivo di una del­le sue tren­ta mac­chi­ne foto­gra­fi­che, altra pas­sio­ne di una vita, fino­ra rima­sta sco­no­sciu­ta e per la pri­ma vol­ta sve­la­ta in que­sto libro, che ripro­du­ce le sue foto pri­va­te, scat­ta­te agli ami­ci più inti­mi.

 ISBN: 9788868431846
Edi­to­re: Don­zel­li
Data di pub­bli­ca­zio­ne: mar­zo 2015
Pagi­ne: 135
Euro: 17,00

lenciDanie­le San­gui­ne­ti, Cera­mi­che Len­ci. Espo­si­zio­ni sto­ri­che, cata­lo­ghi e récla­me, Sagep 2015

Il nome Len­ci rie­vo­ca l’originale pro­du­zio­ne, nata a Tori­no all’inizio del 1919 per mano di Ele­na König e dal mari­to Enri­co Sca­vi­ni, di favo­lo­se bam­bo­le, di arre­di rivol­ti al mon­do infan­ti­le e, soprat­tut­to, di magni­fi­che cera­mi­che. Infat­ti, il 23 apri­le di quell’anno, Sca­vi­ni depo­si­tò a Tori­no il mar­chio di fab­bri­ca “LUDUS EST NOBIS CONSTANTER INDUSTRIA”, il cui acro­ni­mo è LENCI, per “gio­cat­to­li in gene­re, mobi­li, arre­di e cor­re­di per bam­bi­no”. Le bam­bo­le Len­ci non ripro­du­ce­va­no sol­tan­to bam­bi­ni, spes­so imbron­cia­ti nel noto “gru­gnet­to”, ma anche figu­re con costu­mi regio­na­li o etni­ci, vesti­ti alla moda o masche­re, e per­so­nag­gi di fan­ta­sia o ispi­ra­ti a model­li rea­li, per esem­pio Rodol­fo Valen­ti­no e Jose­phi­ne Baker. Il vastis­si­mo cam­pio­na­rio del­le bam­bo­le spa­zia­va dagli arti­co­li desti­na­ti al mon­do dell’infanzia alle raf­fi­na­te bam­bo­le bou­doir da col­le­zio­ne, alcu­ne del­le qua­li ave­va­no il vol­to di Mar­le­ne Die­tri­ch.

Que­sto volu­me foca­liz­za l’attenzione sugli anni d’esordio di que­ste cera­mi­che (1928–1938) e sul­le stra­te­gie mes­se in atto per inse­ri­re, ad alti livel­li, le nuo­ve crea­zio­ni nei cir­cui­ti depu­ta­ti del­le arti deco­ra­ti­ve: le bien­na­li di Mon­za, le pri­me espo­si­zio­ni pub­bli­che in Ita­lia e all’estero, i cata­lo­ghi com­mer­cia­li, la rete del­le ven­di­te, l’utilizzo del vei­co­lo pub­bli­ci­ta­rio. La fab­bri­ca Len­ci diven­ne pun­to di incon­tro di arti­sti e fuci­na di idee per lo svi­lup­po e la rea­liz­za­zio­ne di bam­bo­le e pupaz­zi e in segui­to anche cera­mi­che arti­sti­che. In par­ti­co­la­re, i pri­mi arti­sti a pren­der par­te atti­va all’impresa furo­no Gio­van­ni Riva e San­dro Vac­chet­ti, che rea­liz­za­ro­no i model­li del­le pri­me bam­bo­le dal­le teste in fel­tro elet­tro­for­ma­to in appo­si­ti stam­pi. Attra­ver­so una ric­ca serie di imma­gi­ni d’epoca e di fon­ti ine­di­te, il volu­me inda­ga, con rigo­re scien­ti­fi­co, un aspet­to fino­ra poco appro­fon­di­to: dal­le pri­me recen­sio­ni del­la cri­ti­ca, alle récla­me vei­co­la­te dal­le rivi­ste depu­ta­te (“Domus” e “La Casa bel­la”), dal­le com­par­se pub­bli­che dei pri­mi esem­pla­ri fino alle moda­li­tà di inse­ri­men­to degli ogget­ti nell’arredo bor­ghe­se. Inol­tre l’indagine dedi­ca­ta ai cata­lo­ghi d’epoca dà con­to del più anti­co ad oggi per­ve­nu­to, data­to 1929, di cui si pre­sen­ta l’edizione inte­gra­le in rap­por­to all’individuazione odier­na del­le stes­se cera­mi­che.

Danie­le San­gui­ne­ti è un ricer­ca­to­re di sto­ria dell’arte moder­na pres­so l’università degli stu­di di Geno­va; ha affron­ta­to lo stu­dio del­la pro­du­zio­ne Len­ci per la pri­ma vol­ta nel cata­lo­go del­la mostra tenu­ta­si a Tori­no (Palaz­zo Mada­ma 2010) e sta pre­pa­ran­do il cata­lo­go gene­ra­le del­la mani­fat­tu­ra.

ISBN:  9788863733303
Edi­to­re: Sagep
Data di pub­bli­ca­zio­ne: mar­zo 2015
Pagi­ne: 304
Euro: 40,00

scene_dal_mitoGiu­lia Bor­di­gnon (a cura di), Sce­ne dal mito. Ico­no­lo­gia del dram­ma anti­co, Gua­ral­di 2015

L’immenso e mul­ti­for­me, anco­ra miste­rio­so, patri­mo­nio miti­co del­la Gre­cia anti­ca ispi­ra e dà mate­ria a for­me d’arte diver­se: il tea­tro e la pit­tu­ra vasco­la­re. Ma qua­li sono i lega­mi che con­net­to­no le raf­fi­gu­ra­zio­ni a sog­get­to mito­lo­gi­co ai miti rap­pre­sen­ta­ti sul­la sce­na? Il testo pub­bli­ca­to da Gua­ral­di riper­cor­re un lun­go cam­mi­no di ricer­ca che, come la que­stio­ne ome­ri­ca, attra­ver­sa due seco­li di sto­ria degli stu­di e ha divi­so filo­lo­gi e sto­ri­ci dell’arte: “logo­cen­tri­ci” ver­sus “ico­no­cen­tri­ci”, gli uni a difen­de­re il pri­ma­to del­la paro­la, gli altri la liber­tà del­le imma­gi­ni rispet­to alla tiran­nia del testo. In que­sto volu­me inda­gi­ni testua­li e ana­li­si ico­no­gra­fi­che si intrec­cia­no e si sovrap­pon­go­no, affer­man­do e met­ten­do in discus­sio­ne le rela­zio­ni tra testo tea­tra­le e mes­sa in sce­na, tra l’immaginario miti­co con­di­vi­so e le diver­se espres­sio­ni arti­sti­che che al mito dan­no for­me, colo­ri e paro­le. Il gio­co erme­neu­ti­co è mes­so alla pro­va su alcu­ni casi di stu­dio esem­pla­ri: figu­re e testi rife­ri­ti ai miti di Medea, Nio­be, Lao­coon­te. Tra le tema­ti­che trat­ta­te tro­via­mo ad esem­pio, il tea­tro atti­co e l’iconografia vasco­la­re; il mito la tra­ge­dia e il rac­con­to per imma­gi­ni nel­la cera­mi­ca gre­ca a sog­get­to mito­lo­gi­co, dal V al IV seco­lo e le per­so­ni­fi­ca­zio­ni di con­cet­ti astrat­ti nel­le rap­pre­sen­ta­zio­ni tea­tra­li e nel­le raf­fi­gu­ra­zio­ni vasco­la­ri.

Nato dall’interazione tra le ricer­che del gran­de stu­dio­so di Oxford, Oli­ver Taplin (Pots & Plays, Los Ange­les 2007), e il Semi­na­rio Pots&Plays, pro­mos­so dal Cen­tro stu­di clas­si­ca di Vene­zia, iti­ne­ran­te tra Pisa, Pavia, Sira­cu­sa, Oxford, il libro rac­co­glie, oltre ai con­tri­bu­ti del­lo stes­so Taplin, sag­gi di Gio­van­ni Cer­ri, Ales­san­dro Gril­li, Ludo­vi­co Rebau­do, Giu­lia Bor­di­gnon, Moni­ca Cen­tan­ni, Chia­ra Lici­tra, Mari­le­na Nuz­zi, Ales­san­dra Peder­so­li, Simo­na Gari­po­li, Sil­via Galas­so, Fabio Lo Pipa­ro.

ISBN: 97888869270123
Edi­to­re: Gua­ral­di
Data di pub­bli­ca­zio­ne: mar­zo 2015
Pagi­ne: 386
Prez­zo: 40,00

 

Cite this article as: Silvia Rebecchi, Novità in libreria, in "STORIEDELLARTE.com", 19 aprile 2015; accessed 6 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/04/novita-in-libreria-3.html.

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