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Il libro delle foreste scolpite. In viaggio tra gli alberi a duemila metri, di Tiziano Fratus

1Con Il libro del­le fore­ste scol­pi­te, pub­bli­ca­to di recen­te, Tizia­no Fra­tus si affi­da al pote­re evo­ca­ti­vo del­le paro­le sul pen­sie­ro, con­tri­buen­do a for­ma­re nel­la nostra men­te l’immagine di grup­pi scul­to­rei monu­men­ta­li, pla­sma­ti dall’incessante lavo­ro “arti­gia­na­le” del tem­po, dell’habitat e degli ele­men­ti natu­ra­li e sovran­na­tu­ra­li che han­no attri­bui­to a que­ste crea­tu­re for­ma ed espres­sio­ni tipi­che dell’opera d’arte.

Il sot­to­ti­to­lo In viag­gio tra gli albe­ri a due­mi­la metri con­du­ce il let­to­re sul­le trac­ce del per­cor­so di Fra­tus, che pro­se­gue le ricer­che già intra­pre­se ne L’Italia è un bosco, nar­ran­do l’esperienza del cam­mi­no alla risco­per­ta di fore­ste e riser­ve natu­ra­li con pian­te d’interesse sto­ri­co impian­ta­te ad alta quo­ta nel­le regio­ni ita­lia­ne e in Cali­for­nia.

L’autore man­tie­ne l’impianto com­po­si­ti­vo adot­ta­to nel libro pre­ce­den­te, desti­nan­do ad ogni meta lo spa­zio di un capi­to­lo a più voci, affin­ché il let­to­re pos­sa accom­pa­gnar­lo e fami­lia­riz­za­re con tut­to ciò che ha con­tri­bui­to a costrui­re il pen­sie­ro e la faci­tu­ra degli iti­ne­ra­ri: le fasi di pre­pa­ra­zio­ne e docu­men­ta­zio­ne, gli spo­sta­men­ti fisi­ci e men­ta­li, le scar­pi­na­te, le vicen­de uma­ne e let­te­ra­rie e gli incon­tri con i gigan­ti del­la natu­ra.

Non si trat­ta di un sem­pli­ce sag­gio di eru­di­zio­ne scien­ti­fi­ca, né di una gui­da spe­cia­li­sti­ca pen­sa­ta per addet­ti ai lavo­ri o appas­sio­na­ti del­la natu­ra, quan­to piut­to­sto di un’esperienza pro­fon­da che con­tem­pla diver­si stru­men­ti e sta­ti di coscien­za del vis­su­to a con­tat­to con il pae­sag­gio, tra­mi­te i cin­que sen­si, la let­tu­ra, la scrit­tu­ra e la foto­gra­fia.

Tizia­no Fra­tus ope­ra col meto­do anti­co del ricer­ca­to­re che si pre­pa­ra con cura, accu­mu­lan­do mate­ria­le di con­sul­ta­zio­ne anti­co e moder­no – dal­le fon­ti sto­ri­che alle noti­zie in inter­net – per pro­se­gui­re il lavo­ro in cor­so di viag­gio, con appun­ti a mano sui tac­cui­ni, accom­pa­gna­ti da una gran­de quan­ti­tà di scat­ti foto­gra­fi­ci, affin­ché i ricor­di pos­sa­no sedi­men­ta­re nel­la memo­ria.

La ste­su­ra fina­le del testo lascia tra­spa­ri­re la fati­ca di un lavo­ro len­to e pazien­te, fat­to in pun­ta di cesel­lo nel­lo sfor­zo di anno­da­re in manie­ra flui­da una matas­sa di pen­sie­ri, nozio­ni, rifles­sio­ni e cita­zio­ni, sal­va­guar­dan­do al tem­po stes­so la fre­schez­za del­la nar­ra­zio­ne in pri­ma per­so­na, alter­na­ta a digres­sio­ni bre­vi o arti­co­la­te in tema di filo­so­fia, poe­sia, sto­ria, este­ti­ca e sto­ria dell’arte.

È que­sta cifra sti­li­sti­ca a ren­de­re distin­ti­vo il lin­guag­gio di Fra­tus, che esal­ta la poten­za visi­va del­le paro­le e il loro signi­fi­ca­to, inda­gan­do­ne asso­nan­ze e musi­ca­li­tà – come del resto gli è con­ge­nia­le nel­la poe­sia – spe­cial­men­te nel­le par­ti descrit­ti­ve del­la pro­sa, il cui trac­cia­to assor­be e tra­smet­te il sen­ti­men­to di stu­po­re, gra­ti­tu­di­ne e incan­to per le crea­tu­re arbo­ree, che qui assu­mo­no le sem­bian­ze e il les­si­co fami­lia­re dei nomi di esse­ri mito­lo­gi­ci e ogget­ti quo­ti­dia­ni, in una sor­ta di reci­pro­ca agni­zio­ne.

Matthias Grünewald, Altare di Isenheim, 1512-1516 circa. Colmar, Musée d’Unterlinden

Mat­thias Grü­newald, Alta­re di Ise­n­heim, 1512–1516 cir­ca. Col­mar, Musée d’Unterlinden

La scrit­tu­ra è intes­su­ta di rife­ri­men­ti arti­sti­ci, sia quan­do le for­me del­la natu­ra richia­ma­no asso­cia­zio­ni visi­ve spon­ta­nee – come ad esem­pio i cret­ti di Bur­ri per la cor­tec­cia del pino lori­ca­to del Par­co Nazio­na­le del Pol­li­no – sia quan­do l’autore rac­con­ta di alcu­ni mae­stri che più di altri lo han­no col­pi­to e affa­sci­na­to, in par­ti­co­la­re i pit­to­ri nor­di­ci come Bosch e Grü­newald, al cui Alta­re di Ise­n­heim sono dedi­ca­te pagi­ne di scru­po­lo­sa eru­di­zio­ne e pre­ci­sa osser­va­zio­ne emo­zio­na­le.

Il libro sti­mo­la a ricer­ca­re nel­la memo­ria per­cor­si di imma­gi­ni e ricor­di che pos­so­no arric­chi­re la let­tu­ra con nuo­vi spun­ti di inda­gi­ne e rifles­sio­ne, in pri­mis sull’arte dell’intaglio del legno, a lun­go con­si­de­ra­ta una sapien­te disci­pli­na arti­gia­na­le che tut­ta­via fu rara­men­te equi­pa­ra­ta all’arte del­la scul­tu­ra in mar­mo o in bron­zo. Fa ecce­zio­ne il rico­no­sci­men­to attri­bui­to ad alcu­ni mae­stri di gran­de talen­to, come Fran­ce­sco Pian­ta e Andrea Bru­sto­lon, spe­cia­li­sti di scul­tu­ra lignea baroc­ca e atti­vi in Vene­to: del pri­mo, raf­fi­na­tis­si­mo inter­pre­te del Sei­cen­to, ricor­dia­mo in par­ti­co­la­re gli stal­li lignei del­la Scuo­la Gran­de di San Roc­co a Vene­zia; del secon­do, cre­sciu­to e ope­ro­so tra le mon­ta­gne bel­lu­ne­si, ci pia­ce richia­ma­re l’attenzione sull’impressionante Alta­re del­le ani­me (Pie­ve di For­no di Zol­do, chie­sa di San Flo­ria­no), capo­sal­do del­la gio­vi­nez­za di Andrea.

INDICE

Intro­du­zio­ne: Non c’è luce niti­da e pro­fon­da quan­to quel­la che vedia­mo a occhi chiu­si

  1. Pol­li­no: ovve­ro dove abi­ta­no gli dei dell’Olimpo sot­to for­ma di albe­ri con­tor­ti
  2. Le fore­ste del­la Val­le d’Aosta: ovve­ro un boo­me­rang di pine­te e lari­ce­ti a Nord-Ove­st
  3. Sona­ta per pini cem­bri: ovve­ro a scan­da­glio nel­le lan­de alpi­ne dove la spe­cie dise­gna i pro­pri capo­la­vo­ri
  4. Geo­gra­fie inchio­stra­li: ovve­ro di let­tu­re e rife­ri­men­ti cari al cer­ca­to­re di fore­ste scol­pi­te
  5. L’eternità sul­le Mon­ta­gne Bian­che del­la Cali­for­nia: ovve­ro dove le cor­tec­ce gio­ca­no a scac­chi con la Dama Nera
  6. Fore­ste d’alberi-elefante in giro per il glo­bo: ovve­ro luo­ghi dove car­da­re l’anima
  7. Epi­lo­go di un Uomo Radi­ce

Biblio­gra­fia radi­ca­le
Indi­ce del­le illu­stra­zio­ni

Le illu­stra­zio­ni in bian­co e nero qui ripro­dot­te sono trat­te dal volu­me di Tizia­no Fra­tus: per una cam­pa­gna foto­gra­fi­ca più appro­fon­di­ta si rin­via alla sche­da del libro.

Cite this article as: Debora Tosato, Il libro delle foreste scolpite. In viaggio tra gli alberi a duemila metri, di Tiziano Fratus, in "STORIEDELLARTE.com", 19 aprile 2015; accessed 27 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2015/04/il-libro-delle-foreste-scolpite-in-viaggio-tra-gli-alberi-a-duemila-metri-di-tiziano-fratus.html.

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