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Una riflessione sulla guerra dell’Isis e sulla distruzione del patrimonio archeologico in Irak

Scorcio della città di Hatra (Irak), II-III secolo a.C.

Scor­cio del­la cit­tà di Hatra (Irak), II-III seco­lo a.C.

Da gior­ni sia­mo bom­bar­da­ti dal­le imma­gi­ni di distru­zio­ne ai dan­ni di monu­men­ti e reper­ti archeo­lo­gi­ci in Irak, nell’area del­la Meso­po­ta­mia: dap­pri­ma i mili­zia­ni dell’Isis si sono acca­ni­ti con­tro le scul­tu­re del museo di Nini­ve, pres­so Mosul, e in segui­to han­no deva­sta­to i siti archeo­lo­gi­ci di Nim­rud e Hatra. Si trat­ta di atti dimo­stra­ti­vi effe­ra­ti, il cui inten­to è mira­to all’esibizionismo di una furia pri­mi­ti­va bru­ta e gra­tui­ta, che acqui­si­sce un for­te impat­to emo­ti­vo nei con­fron­ti di chi, come noi, attri­bui­sce ai beni arti­sti­ci e sto­ri­ci un valo­re imma­te­ria­le supre­mo, libe­ro da ogni vin­co­lo di appar­te­nen­za reli­gio­sa o ter­ri­to­ria­le.

Ogni even­to bel­li­co ha sca­te­na­to nei seco­li for­me di vio­len­za e di sfre­gio con­tro le ope­re d’arte, poi­ché i sog­get­ti che pra­ti­ca­no la guer­ri­glia han­no sem­pre lascia­to un segno del loro pas­sag­gio nel­le ter­re nemi­che o di con­qui­sta, eser­ci­tan­do in que­sto modo il domi­nio e la sopraf­fa­zio­ne nei con­fron­ti dei popo­li assog­get­ta­ti, costret­ti a fug­gi­re o ridot­ti in pri­gio­nia e in schia­vi­tù, umi­lia­ti e feri­ti nel­la loro digni­tà di esse­ri uma­ni.

La distru­zio­ne fisi­ca del­le cit­tà e del­le abi­ta­zio­ni rap­pre­sen­ta il pri­mo atto mira­to a can­cel­la­re una comu­ni­tà, pri­va­ta del lavo­ro, del­le atti­vi­tà di sosten­ta­men­to e di tut­ti gli spa­zi di vita quo­ti­dia­na; la can­cel­la­zio­ne del­le testi­mo­nian­ze sto­ri­che, arti­sti­che e reli­gio­se costi­tui­sce l’ideale com­ple­ta­men­to di quel­la distru­zio­ne, in quan­to annien­ta le radi­ci stes­se del popo­lo, che in quei beni si rico­no­sce, aven­do­ne trat­to la pro­pria imma­gi­ne, la pro­pria appar­te­nen­za iden­ti­ta­ria e il pro­prio patri­mo­nio cul­tu­ra­le e affet­ti­vo.

I beni cul­tu­ra­li sono soprav­vis­su­ti in Ita­lia cen­ti­na­ia di anni per­ché mol­ti si sono spe­si in pri­ma per­so­na per pro­teg­ger­li e sal­va­guar­dar­li, soprat­tut­to duran­te le guer­re mon­dia­li e le cala­mi­tà ambien­ta­li: nei casi in cui sia­no sta­ti distrut­ti dai bom­bar­da­men­ti, si è prov­ve­du­to pazien­te­men­te a rico­struir­li con dedi­zio­ne, cura e pro­fes­sio­na­li­tà. Tut­to que­sto rap­pre­sen­ta la memo­ria di una nazio­ne, che nel tem­po acqui­si­sce valo­re in quan­to appar­tie­ne alla cit­ta­di­nan­za, che ne è depo­si­ta­ria.

I gesti pro­pa­gan­di­sti­ci e vio­len­ti dei com­bat­ten­ti dell’Isis devo­no esse­re stig­ma­tiz­za­ti dal­la comu­ni­tà inter­na­zio­na­le, tenu­ta inol­tre ad attua­re poli­ti­che vir­tuo­se affin­ché essi sia­no iso­la­ti e resi inof­fen­si­vi, sen­za la facol­tà di eser­ci­ta­re un pote­re fasci­na­to­rio nel­le men­ti e nei desi­de­ri di indi­vi­dui che voglio­no unir­si a loro per fare par­te di qual­co­sa di più gran­de, annul­lan­do­si in nome di una fit­ti­zia lot­ta di libe­ra­zio­ne e di una cau­sa che non ha alcu­na ragion d’essere. Fino a quan­do non sor­ge­rà nei ter­ri­to­ri col­pi­ti un’aggregazione spon­ta­nea di cit­ta­di­ni che disco­no­sca l’autoritarismo dei guer­ri­glie­ri, indi­vi­duan­do il valo­re cul­tu­ra­le del patri­mo­nio archeo­lo­gi­co come bene del­la col­let­ti­vi­tà, con­ti­nue­ran­no le distru­zio­ni di mas­sa e le azio­ni dimo­stra­ti­ve.

Sareb­be inol­tre oppor­tu­no un con­tri­bu­to respon­sa­bi­le da par­te del­le comu­ni­tà musul­ma­ne spar­se nel mon­do, affin­ché pos­sa­no incen­ti­va­re e soste­ne­re con istan­ze, paro­le, com­por­ta­men­ti e diret­ti­ve una riap­pro­pria­zio­ne iden­ti­ta­ria e cul­tu­ra­le del­le popo­la­zio­ni col­pi­te, sen­za ali­men­ta­re con­trap­po­si­zio­ni ideo­lo­gi­che e nell’auspicio di una rin­no­va­ta paci­fi­ca­zio­ne e con­vi­ven­za tra i popo­li.

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Cite this article as: Debora Tosato, Una riflessione sulla guerra dell’Isis e sulla distruzione del patrimonio archeologico in Irak, in "STORIEDELLARTE.com", 12 marzo 2015; accessed 27 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2015/03/una-riflessione-sulla-guerra-dellisis-e-sulla-distruzione-del-patrimonio-archeologico-in-irak.html.

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