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L’America di Wim Wenders a Villa Panza, Varese

W.Wenders, Entrance, Houston, Texas, 1983 (1024x795)

La mostra Wim Wen­ders. Ame­ri­ca ospi­ta­ta fino al 29 mar­zo a Vil­la e Col­le­zio­ne Pan­za, a Vare­se, con cui la dimo­ra del FAI inau­gu­ra una serie di ini­zia­ti­ve dedi­ca­te alla foto­gra­fia con­tem­po­ra­nea, rac­co­glie 34 scat­ti del regi­sta tede­sco rea­liz­za­ti dal­la fine degli anni Set­tan­ta al 2003. Dispo­ste secon­do un per­cor­so cro­no­lo­gi­co e tema­ti­co, in dia­lo­go con la Vil­la e le sue col­le­zio­ni, le foto­gra­fie di Wen­ders rac­con­ta­no un’America fat­ta di spa­zi immen­si, di archi­tet­tu­re e di stra­de, cose e per­so­ne, immor­ta­la­ta dal­lo scat­to che, rac­con­ta il regi­sta nell’intervista a Fran­ce­sco Zanot ripor­ta­ta nel cata­lo­go del­la mostra, nasce dal­la neces­si­tà, tut­ta per­so­na­le, di impa­ra­re ad accet­ta­re «tut­ti quei colo­ri» che «tro­va­vo assur­di … Così comin­ciai a foto­gra­far­li per abi­tuar­mi a loro e alla fine esse­re in gra­do di inclu­der­li nel film che vole­vo gira­re in quel pae­sag­gio, Paris, Texas». L’occhio di Wen­ders inda­ga, fino a coglier­ne l’essenza, la mae­sto­si­tà del­la natu­ra e la poten­za spri­gio­na­ta dal­la luce dei pae­sag­gi ame­ri­ca­ni:

«I pae­sag­gi – affer­ma il  regi­sta – dan­no for­ma alle nostre vite, pla­sma­no il nostro carat­te­re, defi­ni­sco­no la nostra con­di­zio­ne uma­na e se sei atten­to acui­sci la tua sen­si­bi­li­tà nei loro con­fron­ti, sco­pri che han­no sto­rie da rac­con­ta­re e che sono mol­to più che sem­pli­ci luo­ghi»

Il sug­ge­sti­vo per­cor­so espo­si­ti­vo accom­pa­gna il visi­ta­to­re nel Mon­ta­na, New Mexi­co, Cali­for­nia, Texas, Colo­ra­do, Ari­zo­na, Los Ange­les, tra inter­ni ed ester­ni, tra imma­gi­ni note come Western World Deve­lo­p­ment, Near Four Cor­ners del 1986, e ine­di­te come Cow­boy Bar, qui espo­sto per la pri­ma vol­ta.

Di for­te impat­to, l’opera in cin­que atti Ground Zero, una seie di imma­gi­ni scat­ta­te la mat­ti­na dell’8 novem­bre 2001 a Ground Zero, un rifles­so del sole che fen­de le rovi­ne dei grat­ta­cie­li, la pol­ve­re e il fumo: «fino a quel momen­to – rac­con­ta Wen­ders – i grat­ta­cie­li intor­no ave­va­no impe­di­to ai rag­gi del sole di illu­mi­na­re diret­ta­men­te lo spa­zio rado di Ground Zero. Ma ades­so gli edi­fi­ci cir­co­stan­ti con­tri­bui­va­no a devia­re la luce […] Nel­le poche foto scat­ta­te con quel­la luce, mi sem­brò di esse­re il testi­mo­ne di un mes­sag­gio che il luo­go stes­so ci con­se­gna­va. Era un mes­sag­gio di pace. Quel luo­go ave­va visto un orro­re indi­ci­bi­le. Ma ora, per un atti­mo, mostra­va un lam­po di bel­lez­za sur­rea­le che vole­va dire: “Il tem­po gua­ri­rà le feri­te! Que­sto luo­go gua­ri­rà! Que­sto pae­se gua­ri­rà!».

La ras­se­gna, con cui Wen­ders ren­de omag­gio all’amico atto­re Den­nis Hop­per, e al suo rife­ri­men­to arti­sti­co Edward Hop­per, è cura­ta da Anna Ber­nar­di­ni, diret­to­re di Vil­la e Col­le­zio­ne Pan­za e accom­pa­gna­ta dal volu­me edi­to da Sil­va­na Edi­to­ria­le, che con­tie­ne l’intervista al regi­sta rea­liz­za­ta da Fran­ce­sco Zanot.

Wim Wen­ders è nato a Düs­sel­dorf nel 1945 ed è con­si­de­ra­to tra i prin­ci­pa­li espo­nen­ti del Nuo­vo Cine­ma Tede­sco, famo­so sopra­tut­to per Lo sta­to del­le cose; Paris, Texas (Pal­ma d’Oro al festi­val di Can­nes nel 1985) e Il cie­lo sopra Ber­li­no (Pal­ma d’Oro a Can­nes nel 1987 per la miglior regia). Il suo film docu­men­ta­rio Il sale del­la ter­ra, diret­to assie­me a Julia­no Ribei­ro Sal­ga­do, incen­tra­to sul foto­gra­fo bra­si­lia­no Seba­stião Sal­ga­do, ha rice­vu­to pochi gior­ni fa la nomi­na­tion all’Oscar.

La foto­gra­fia ha sem­pre affian­ca­to e inte­gra­to il suo lavo­ro di cinea­sta e, a par­ti­re dagli anni Ottan­ta, la sua pro­du­zio­ne foto­gra­fi­ca è sta­ta ogget­to di pre­sti­gio­se espo­si­zio­ni.

W.Wenders, Woman in the Window, 1999b

Cite this article as: Redazione, L’America di Wim Wenders a Villa Panza, Varese, in "STORIEDELLARTE.com", 14 febbraio 2015; accessed 6 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/02/wim-wenders.html.

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