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La trasformazione è l’unica garanzia di conservazione delle memorie attraverso l’architettura”. Andrea Bruno alla Fondazione Wilmotte, Venezia

Vene­zia, Fon­da­zio­ne Wil­mot­te, det­ta­glio dell’esposizione “Fare disfa­re rifa­re archi­tet­tu­ra

La mostra “Fare disfa­re rifa­re archi­tet­tu­ra”, alle­sti­ta a Vene­zia pres­so la Fon­da­zio­ne Wil­mot­te (18 set­tem­bre 2014 – 30 gen­na­io 2015), illu­stra l’attività dell’architetto Andrea Bru­no a par­ti­re dagli anni Cin­quan­ta del Nove­cen­to, carat­te­riz­za­ta per lo più da inter­ven­ti di ricon­ver­sio­ne di edi­fi­ci sto­ri­ci di pre­gio, che nel cor­so del­la sto­ria han­no subi­to ampu­ta­zio­ni, dan­ni strut­tu­ra­li o sono sta­ti ogget­to di par­zia­li stra­ti­fi­ca­zio­ni, che ne han­no cau­sa­to la per­di­ta d’identità.
Tut­ti i mate­ria­li di lavo­ro espo­sti al pub­bli­co, vale a dire tac­cui­ni di schiz­zi, dise­gni, pro­get­ti, appun­ti, pla­sti­ci e docu­men­ta­zio­ne foto­gra­fi­ca, pro­ven­go­no dal­lo stu­dio dell’architetto, nato a Tori­no nel 1931, e per­met­to­no di segui­re le varie tap­pe del suo per­cor­so crea­ti­vo fino al con­se­gui­men­to dell’opera fina­le, che inte­ra­gi­sce con il con­te­sto pae­sag­gi­sti­co o urba­no pre­e­si­sten­te.
Il con­tri­bu­to di Andrea Bru­no, rico­no­sciu­to a livel­lo inter­na­zio­na­le, ha per­tan­to una valen­za este­ti­ca, sto­ri­ca e al tem­po stes­so sim­bo­li­ca, poi­ché inter­vie­ne sul­la tra­sfor­ma­zio­ne degli immo­bi­li, attri­buen­do loro una nuo­va veste inter­na ed ester­na, in rap­por­to alla fun­zio­na­li­tà, alla frui­zio­ne e alla valo­riz­za­zio­ne dell’architettura, che si dota di for­me e mate­ria­li moder­ni sen­za rin­ne­ga­re le pro­prie radi­ci sto­ri­che e cul­tu­ra­li.

Ne con­se­gue una signi­fi­ca­ti­va ope­ra di riqua­li­fi­ca­zio­ne, iden­ti­fi­ca­bi­le nei vari siti in cui l’architetto è inter­ve­nu­to, stu­dian­do dap­pri­ma ogni sin­go­lo aspet­to del­la sto­ria e del­le vicen­de costrut­ti­ve degli edi­fi­ci pre­sen­ta­ti nell’esposizione in esa­me, tra i qua­li si ricor­da­no il Castel­lo di Rivo­li  ora Museo d’Arte Con­tem­po­ra­nea (1979–1984), il Museo Archeo­lo­gi­co di Màa a Cipro (1987–1989), la Por­ta del Tem­po nel com­ples­so monu­men­ta­le roma­no di Ter­ra­go­na in Spa­gna (1987–1995), il nuo­vo polo cul­tu­ra­le e per la dan­za “Les Bri­git­ti­nes” a Bru­xel­les (2007), e il com­ple­ta­men­to del­la cat­te­dra­le di Bagra­ti in Geor­gia (2011–2012).

Fon­da­zio­ne Wil­mot­te
Vene­zia, Fon­da­co degli Ange­li
Fon­da­men­ta dell’Abbazia – Can­na­re­gio 3560

Andrea Bru­no: Fare Disfa­re Rifa­re Archi­tet­tu­ra. Da Rivo­li a Bra­ga­ti
18.09.2014 – 30.01.2015

Ora­rio di aper­tu­ra: 10:00–13:30 e 14:30–18:00 (da mar­te­dì a dome­ni­ca)
Ingres­so gra­tui­to
Infor­ma­zio­ni: www.fondationwilmotte.fr

Cite this article as: Debora Tosato, La trasformazione è l’unica garanzia di conservazione delle memorie attraverso l’architettura”. Andrea Bruno alla Fondazione Wilmotte, Venezia, in "STORIEDELLARTE.com", 18 gennaio 2015; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/01/la-trasformazione-e-lunica-garanzia-di-conservazione-delle-memorie-attraverso-larchitettura-andrea-bruno-alla-fondazione-wilmotte-venezia.html.

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