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Il Giorno della Memoria in bianco e nero: un percorso tra fotografia e grafica nella città di Padova

Il 27 gen­na­io si cele­bra, come ogni anno, il Gior­no del­la memo­ria, isti­tui­to per ricor­da­re lo ster­mi­nio del popo­lo ebrai­co e tut­ti gli acca­di­men­ti sto­ri­ci che ebbe­ro con­se­guen­ze per­ma­nen­ti sul­la popo­la­zio­ne, costret­ta a subi­re depor­ta­zio­ni, tor­tu­re, umi­lia­zio­ni e pri­va­zio­ni di ogni sor­ta, fino all’annullamento del­la vita uma­na.

Mol­te cit­tà ita­lia­ne ospi­ta­no varie ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li, mira­te non solo a tra­man­da­re alla cit­ta­di­nan­za espe­rien­ze e ricor­di, quan­to piut­to­sto a rico­no­sce­re in que­sto patri­mo­nio col­let­ti­vo il valo­re di voci e paro­le anco­ra vive e attua­li, affin­ché ognu­no trag­ga un inse­gna­men­to vir­tuo­so, uno sti­mo­lo alla rifles­sio­ne e un moni­to a non rica­de­re nel­la “bana­li­tà del male”, citan­do le paro­le di un cele­bre sag­gio di Han­nah Arendt.
Abbia­mo scel­to di visi­ta­re nel­la cit­tà di Pado­va due mostre tem­po­ra­nee di gra­fi­ca e foto­gra­fia dedi­ca­te a que­sto tema, poi­ché le arti visi­ve han­no il pre­gio di comu­ni­ca­re in manie­ra sem­pli­ce e con un lin­guag­gio fami­lia­re, d’immediata com­pren­sio­ne, testi­mo­nian­ze di un vis­su­to che pos­sia­mo rico­strui­re nel­la men­te, annul­lan­do la distan­za del tem­po e del­lo spa­zio.

La pri­ma espo­si­zio­ne, in cor­so pres­so il Cen­tro cul­tu­ra­le San Gae­ta­no, è dedi­ca­ta ai dise­gni ese­gui­ti dai pri­gio­nie­ri di vari cam­pi di con­cen­tra­men­to, rac­col­ti e cata­lo­ga­ti con dedi­zio­ne da Artu­ro Ben­ve­nu­ti – scrit­to­re e arti­sta tre­vi­gia­no del 1923 – nel volu­me K.Z. Dise­gni dai cam­pi di con­cen­tra­men­to nazi­fa­sci­sti, stam­pa­to per la pri­ma vol­ta nel 1983 con la pre­fa­zio­ne di Pri­mo Levi, e ora rie­di­to dal­la casa edi­tri­ce Bec­co Gial­lo, spe­cia­liz­za­ta nel­la valo­riz­za­zio­ne del fumet­to d’impegno civi­le.

Si trat­ta di un per­cor­so con­dot­to in pri­ma per­so­na da Ben­ve­nu­ti, che ha visi­ta­to Ausch­wi­tz, The­re­sien­stadt, Mau­thau­sen-Gusen, Buche­n­wald, Dachau, Gonars, Moni­go, Renic­ci, Ban­ji­ca, Raven­sbrück, Jase­no­vac, Ber­gen-Bel­sen e Gurs, acqui­sen­do testi­mo­nian­ze docu­men­ta­rie sia nel­le biblio­te­che e negli archi­vi, sia diret­ta­men­te dai soprav­vis­su­ti e dai loro paren­ti, che gli han­no affi­da­to le loro memo­rie.

Le ripro­du­zio­ni dei dise­gni in mostra, cor­re­da­ti da dida­sca­lie con il nome dell’autore, la nazio­na­li­tà, il cam­po di con­cen­tra­men­to e l’anno di ese­cu­zio­ne dell’opera, illu­stra­no con un’ossessiva ripe­ti­ti­vi­tà i cor­pi dei pri­gio­nie­ri, tut­ti ugua­li nel­la spa­ven­to­sa arti­co­la­zio­ne del­le mem­bra: cor­pi mar­to­ria­ti nel­le cas­se o descrit­ti nel­le pra­ti­che di vita quo­ti­dia­na, dai lavo­ri for­za­ti allo spi­doc­chia­men­to, al tri­ste ritua­le del­le doc­ce, fino all’espletamento del­le fun­zio­ni cor­po­ra­li.

In qual­che rara occa­sio­ne ritor­na ad esse­re pro­ta­go­ni­sta l’individuo, per lo più in ritrat­ti dedi­ca­ti a bam­bi­ni, ragaz­zi o don­ne dolen­ti, men­tre pre­va­le l’espressione del­la sof­fe­ren­za uma­na nel­la raf­fi­gu­ra­zio­ne sim­bo­li­ca di gam­be magris­si­me e scar­pe trop­po gran­di, oppu­re di mani enor­mi che ten­ta­no di cela­re vol­ti irri­co­no­sci­bi­li.

Alcu­ni dise­gni pos­so­no esse­re guar­da­ti come vere e pro­prie cari­ca­tu­re, pur non aven­do­ne l’intento di denun­cia, poi­ché il trat­to sin­te­ti­co e inci­si­vo defor­ma i vol­ti e i volu­mi del­le figu­re, che si rat­trap­pi­sco­no in postu­re disar­ti­co­la­te, tra­smet­ten­do all’osservatore il sen­so pro­fon­do del dram­ma che scar­ni­fi­ca dall’interno i per­so­nag­gi, ridu­cen­do­li a un coa­cer­vo di linee taglien­ti e dis­so­nan­ti.

Que­sto per­cor­so può esse­re com­ple­ta­to visi­tan­do i luo­ghi del­la memo­ria: luo­ghi sim­bo­li­ci, anco­ra pre­gni del­lo spi­ri­to di chi vi ha dimo­ra­to, luo­ghi dive­nu­ti col tem­po san­tua­ri di pel­le­gri­nag­gio per colo­ro che sen­to­no il biso­gno impe­ra­ti­vo del­la testi­mo­nian­za, dell’insegnamento, del­la rifles­sio­ne e del­la pie­tas, raf­fi­gu­ra­ti nel­le foto­gra­fie di Gian­lu­ca Sag­gin, espo­ste pres­so le Scu­de­rie di Palaz­zo Moro­ni.

La mostra riper­cor­re alcu­ne tap­pe di un lun­go viag­gio attra­ver­so i cam­pi di con­cen­tra­men­to: un viag­gio fisi­co, men­ta­le e spi­ri­tua­le, il cui mes­sag­gio evo­ca­ti­vo si affi­da alle imma­gi­ni in bian­co e nero di luo­ghi più o meno cono­sciu­ti, osser­va­ti tra­mi­te inqua­dra­tu­re che spes­so rive­la­no uno sguar­do sul­la real­tà che pri­vi­le­gia la sin­te­si del­le for­me e il trac­cia­to pro­spet­ti­co di linee ret­te, dia­go­na­li e ver­ti­gi­no­si pun­ti di fuga.

Le testi­mo­nian­ze visi­ve sono inol­tre accom­pa­gna­te dal­la docu­men­ta­zio­ne d’archivio, gra­zie alla qua­le è illu­stra­to il caso par­ti­co­la­re di un luo­go del­la memo­ria del­la pro­vin­cia pado­va­na anco­ra poco noto, vale a dire il cam­po alle­sti­to nei Col­li Euga­nei a Vo’ Vec­chio pres­so la vil­la Con­ta­ri­ni-Venier, riu­ti­liz­za­ta come rico­ve­ro tem­po­ra­neo per la popo­la­zio­ne ebrai­ca, suc­ces­si­va­men­te esi­lia­ta ver­so altre desti­na­zio­ni e in segui­to qua­si total­men­te ster­mi­na­ta.

 

K.Z. Dise­gni degli inter­na­ti nei cam­pi di con­cen­tra­men­to nazi­fa­sci­sta

Pado­va, Cen­tro cul­tu­ra­le San Gae­ta­neo, 22 gen­na­io – 22 feb­bra­io 2015

ora­rio: 9.00–19.00 (tut­ti i gior­ni, esclu­so il lune­dì)

ingres­so gra­tui­to

per ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni si rin­via al sito:

http://www.altinatesangaetano.it/it/eventi/mostra-kz-disegni-degli-internati-nei-campi-di-concentramento-nazifascista

 

Il tem­po è memo­ria. La memo­ria è nel tem­po. Scat­ti di Gian­lu­ca Sag­gin

Pado­va, Scu­de­rie di Palaz­zo Moro­ni, 23 gen­na­io – 15 feb­bra­io 2015

ora­rio: 9.30–12.30/ 15.00–18.00 (chiu­so i lune­dì non festi­vi)

ingres­so gra­tui­to

per ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni si rin­via al sito:

http://padovacultura.padovanet.it/it/attivita-culturali/il-tempo-%C3%A8-memoria-la-memoria-%C3%A8-nel-tempo

 

Cite this article as: Debora Tosato, Il Giorno della Memoria in bianco e nero: un percorso tra fotografia e grafica nella città di Padova, in "STORIEDELLARTE.com", 27 gennaio 2015; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2015/01/il-giorno-della-memoria-in-bianco-e-nero-un-percorso-tra-fotografia-e-grafica-nella-citta-di-padova.html.

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