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La cosiddetta ‘Schiavona’ di Tiziano

Titian_-_Portrait_of_a_Lady
Ritrat­to di don­na (‘La Schia­vo­na’), 1510–1512 c., Lon­dra, The Natio­nal Gal­le­ry, olio su tela, 119,4 x 96,5 cm

Il dipin­to con­ven­zio­nal­men­te chia­ma­to La Schia­vo­na appar­te­ne­va al con­te Ales­san­dro Mar­ti­nen­go-Col­leo­ni (1603–1675), irre­quie­to con­dot­tie­ro che vie­ne con­dan­na­to per una serie di vio­len­ze e abu­si dai ret­to­ri di Bre­scia alla mor­te in con­tu­ma­cia, alla con­fi­sca dei suoi beni e alla demo­li­zio­ne del suo Castel­lo di Scar­piz­zo­lo. Tra i beni con­fi­sca­ti, era anche una col­le­zio­ne di dipin­ti. La con­tes­sa Giu­lia Olmo, moglie di Ales­san­dro, vuo­le trat­te­ne­re per sé il qua­dro di Tizia­no, inten­tan­do una cau­sa con i Ret­to­ri di Bre­scia desti­na­ta a tra­sci­nar­si per mol­ti anni, nono­stan­te l’ordine ema­na­to il 12 ago­sto 1641 che impo­ne­va l’immediata con­se­gna del

«[…] qua­dro di pit­tu­ra det­to [la Schia­vo­na] dal ginoc­chio in sù, qual tie­ne la mano su una testa fin­ta in pie­tra di mar­mo bian­co, et sot­to impron­ta­to col­le let­te­re T. V. che è di mano di Titia­no pit­to­re, […] che nel ter­mi­ne di gior­ni tre con­se­gnar deb­ba […] altri­men­ti pas­sa­to det­to ter­mi­ne si trat­ter­rà a det­ta con­tes­sa Giu­lia del­la sua dote […], la som­ma di duca­ti cin­que­cen­to per il valo­re di esso qua­dro, qua­le era anche di mag­gior valo­re essen­do qua­dro di Titia­no […]».

L’ordine, tut­ta­via, fu disat­te­so e il qua­dro gelo­sa­men­te nasco­sto, «[…] fino alla cadu­ta del­la Repub­bli­ca vene­ta, e quan­do ritor­nò alla luce, la Schia­vo­na diven­ne la regi­na Cate­ri­na Cor­na­ro per elu­de­re la vigi­lan­za del­la ocu­la­tis­si­ma Signo­ria.
Ma la don­na del­la cui effi­gie tan­to s’interessava la Repub­bli­ca, rimar­rà sem­pre igno­ta a noi men­tre ai tem­pi di Tizia­no dove­va esser ben nota se per anto­no­ma­sia si indi­ca­va col sem­pli­ce appel­la­ti­vo di «Schia­vo­na, venu­to­le dall’appartenere essa a quel­la colo­nia di Dal­ma­ti resi­den­ti in Vene­zia, che colà ave­va­no chie­sa pro­pria, scuo­la pro­pria, e dai qua­li era deno­mi­na­ta la magni­fi­ca stra­da lun­go la lagu­na, chia­ma­ta anco­ra la Riva degli Schia­vo­ni».

Pao­lo Guer­ri­ni, Scam­po­li di sto­ria bre­scia­na. 3. La “Schia­vo­na” di Tizia­no secon­do docu­men­ti ine­di­ti dell’archivio Mar­ti­nen­go-Col­leo­ni, in Bri­xia Sacra, VI, 1915, 4–5, Luglio-Otto­bre, pp. 258–259.

 

Cite this article as: Marialucia Menegatti, La cosiddetta ‘Schiavona’ di Tiziano, in "STORIEDELLARTE.com", 2 dicembre 2014; accessed 8 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/12/la-cosiddetta-schiavona-di-tiziano.html.

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