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Sandro Bonvissuto, Ballo al Moulin de la Galette di Renoir

Pierre Auguste Renoir, Ballo al Moulin de la Galette, 1876

Pier­re Augu­ste Renoir (1841–1919), Bal­lo al Mou­lin de la Galet­te, 1876, Pari­gi, Musée d’Orsay, olio su tela, 131 x 175 cm

«C’È UN QUADRO di Renoir osser­van­do il qua­le si può capi­re bene la sen­sa­zio­ne che pro­vai quel gior­no. Nel dipin­to sono rap­pre­sen­ta­te del­le per­so­ne alle­gre che stan­no in un posto a fare qual­co­sa. Dopo un po’ che le guar­di, ti ren­di con­to che l’immagine è effet­ti­va­men­te bel­la e sere­na, ma capi­sci anche che pur­trop­po non sei lì con loro. Sei in un altro posto. Li guar­di da spet­ta­to­re. E per­ciò, dal momen­to che non sei nel dipin­to, non c’è nes­su­na ragio­ne che tu sia spen­sie­ra­to e alle­gro. È come se il fat­to stes­so di non esse­re par­te del qua­dro ti esclu­des­se dall’emozione raf­fi­gu­ra­ta. Guar­dan­do­lo, ho sem­pre pen­sa­to che a Renoir deve esse­re suc­ces­so esat­ta­men­te que­sto. Ha dise­gna­to gen­te feli­ce men­tre lui in quel momen­to non lo era affat­to. Ha rap­pre­sen­ta­to la cosa che non lo riguar­da­va, per comu­ni­ca­re quel­lo che pro­va­va dav­ve­ro. Come se l’immagine fos­se il posi­ti­vo di un nega­ti­vo che però è resta­to in mano al pit­to­re. Per cui quel qua­dro, nel qua­le si vedo­no tan­te per­so­ne, è inve­ce un auto­ri­trat­to emo­ti­vo. Al con­tra­rio, però.»

San­dro Bon­vis­su­to, Den­tro, Giu­lio Einau­di Edi­to­re, Tori­no 2012, pp. 110–111.
Il dipin­to di Pier­re Augu­ste Renoir, scel­to per accom­pa­gna­re il testo, è frut­to di una libe­ra asso­cia­zio­ne men­ta­le che rece­pi­sce il con­te­nu­to del bra­no dell’autore.

Cite this article as: Debora Tosato, Sandro Bonvissuto, Ballo al Moulin de la Galette di Renoir, in "STORIEDELLARTE.com", 2 novembre 2014; accessed 8 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/11/sandro-bonvissuto-ballo-al-moulin-de-la-galette-di-renoir.html.

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