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La chiesa di San Bartolomeo in Albino. Arte e storia: un percorso di transito e devozione nelle valli bergamasche

La chiesa di San Bartolomeo ad Albino. Veduta dell’esterno

La chie­sa di San Bar­to­lo­meo ad Albi­no. Vedu­ta dell’esterno

La recen­te aper­tu­ra al pub­bli­co del­la chie­sa di San Bar­to­lo­meo ad Albi­no in Val Seria­na, risa­na­ta da un com­ples­so inter­ven­to di restau­ro (2009–2011), offre l’opportunità di entra­re in con­tat­to con testi­mo­nian­ze sto­ri­che e arti­sti­che di anti­chis­si­ma ori­gi­ne, recu­pe­ra­te alla memo­ria e alla pub­bli­ca frui­zio­ne e visi­bi­li­tà gra­zie alla siner­gia d’intenti tra il comu­ne di Albi­no e la Soprin­ten­den­za per i Beni Sto­ri­ci, Arti­sti­ci ed Etnoan­tro­po­lo­gi­ci di Mila­no, la cui ope­ra è con­flui­ta nel pre­zio­so volu­me che rac­co­glie i con­tri­bu­ti scien­ti­fi­ci su sto­ria, arte, restau­ro e docu­men­ta­zio­ne d’archivio del­la chie­sa.1

L’edificio è rag­giun­gi­bi­le con una pas­seg­gia­ta che con­du­ce il visi­ta­to­re lun­go le stra­de del pae­se dal bas­so ver­so l’alto, fino a rag­giun­ge­re la piaz­za dove sor­go­no la par­roc­chia­le e la chie­sa medie­va­le di San Bar­to­lo­meo.

L’ingresso avvie­ne dal por­ta­le sul fian­co destro, che costeg­gia l’antico cam­mi­na­men­to e per­tan­to è da con­si­de­ra­re la via d’accesso più signi­fi­ca­ti­va: lo con­fer­ma lo sguar­do del­lo spet­ta­to­re sul­la soglia, accom­pa­gna­to a osser­va­re sul­la pare­te di fron­te i riqua­dri colo­ra­ti a fre­sco con la sto­ria di Bar­to­lo­meo, il san­to tito­la­re mar­ti­riz­za­to e scor­ti­ca­to tra una fol­la di sgher­ri e com­par­se.

La chiesa di San Bartolomeo ad Albino. Veduta dell’interno

La chie­sa di San Bar­to­lo­meo ad Albi­no. Vedu­ta dell’interno

Gli occhi sono tut­ta­via attrat­ti da una spet­ta­co­la­re costru­zio­ne in legno inta­glia­to e dora­to, addos­sa­ta in fon­do alla pare­te: si trat­ta del Polit­ti­co di San Bar­to­lo­meo, ardi­ta ope­ra d’ingegno costrut­ti­vo e com­po­si­ti­vo dell’artista mila­ne­se Pie­tro Bus­so­lo (docu­men­ta­to dal 1455 al 1503), arte­fi­ce del­le scul­tu­re inse­ri­te entro una gran­dio­sa strut­tu­ra abi­ta­ti­va che non può esse­re defi­ni­ta sem­pli­ce­men­te come una cor­ni­ce.2

Col­pi­sco­no, a pri­ma vista, la pon­de­ro­sa cor­po­ra­tu­ra, i capel­li fol­ti e lo sguar­do fer­mo dei san­ti scol­pi­ti a tut­to ton­do nell’ordine infe­rio­re: Bar­to­lo­meo al cen­tro, Mar­co a sini­stra e Pie­tro a destra. Più in alto com­pa­io­no le figu­re a mez­zo busto del­la Madon­na col Bam­bi­no al cen­tro, tra i san­ti Gio­van­ni Bat­ti­sta e Andrea. Sul­la som­mi­tà del polit­ti­co spic­ca la rap­pre­sen­ta­zio­ne del Cri­sto pas­so, con il capo recli­na­to che spor­ge net­ta­men­te dal pia­no di fon­do, entran­do con for­za nel­lo spa­zio del riguar­dan­te. Il lin­guag­gio di Bus­so­lo si con­trad­di­stin­gue per la capa­ci­tà di far con­vi­ve­re due regi­stri: il raf­fi­na­to reper­to­rio rina­sci­men­ta­le di matri­ce lom­bar­de­sca, spe­cial­men­te nei moti­vi orna­men­ta­li del­la cor­ni­ce, e la vena poe­ti­ca di robu­sta espres­si­vi­tà nei vol­ti e nei gesti dei per­so­nag­gi, che rive­la­no una ten­sio­ne a uma­niz­za­re il sen­ti­men­to del sacro.

La chiesa di San Bartolomeo ad Albino. Pietro Bussolo, Polittico di San Bartolomeo, 1495 – 1497 circa

La chie­sa di San Bar­to­lo­meo ad Albi­no. Pie­tro Bus­so­lo, Polit­ti­co di San Bar­to­lo­meo, 1495 – 1497 cir­ca

L’opera colos­sa­le, anti­ca­men­te posta sull’altare mag­gio­re, fu rea­liz­za­ta tra il 1495 e il 1497 per vole­re del pre­la­to Gia­co­mo Bona­sio, come reci­ta un’iscrizione ora non più esi­sten­te, ma docu­men­ta­ta dal­le fon­ti.

Il polit­ti­co è nuo­va­men­te espo­sto al pub­bli­co, nel luo­go ori­gi­na­rio, dopo anni di oblio cau­sa­ti da fur­ti e mano­mis­sio­ni che ne ave­va­no vin­co­la­to il depo­si­to pre­cau­zio­na­le pres­so il Museo Dio­ce­sa­no di Ber­ga­mo: la rico­stru­zio­ne filo­lo­gi­ca dell’ancona, basa­ta su stu­di appro­fon­di­ti, è sta­ta con­dot­ta con l’ausilio del­la docu­men­ta­zio­ne foto­gra­fi­ca sto­ri­ca, al fine di ricol­lo­ca­re nel cor­ret­to ordi­ne le scul­tu­re, ora restau­ra­te e assem­bla­te con la cor­ni­ce. La fini­tu­ra poli­cro­ma del­le sta­tue e le pic­co­le figu­re dei san­ti Ber­nar­do, Loren­zo, Ste­fa­no e Ales­san­dro, visi­bi­li nei plin­ti del basa­men­to, sono impu­ta­bi­li all’intervento del­la bot­te­ga di Gio­van­ni Mari­no­ni – pro­ba­bil­men­te per inter­ven­to del figlio Anto­nio – come si desu­me da un sal­do di paga­men­to del 1497. Si trat­ta di uno dei fre­quen­ti casi in cui la sapien­za arti­gia­na­le di mae­stri inta­glia­to­ri e dipin­to­ri si fon­de in un’opera spet­ta­co­la­re che richie­de un lavo­ro a più mani: alla bot­te­ga di Gio­van­ni Mari­no­ni e dei figli Ber­nar­di­no e Anto­nio, atti­va con gran­de for­tu­na nel­le val­li ber­ga­ma­sche,3 si devo­no anche gli affre­schi voti­vi che deco­ra­no la pare­te destra del­la chie­sa.4

Sul­la pare­te sini­stra, inve­ce, desta par­ti­co­la­re inte­res­se il ciclo pit­to­ri­co dedi­ca­to alla vita del bea­to Simo­ni­no da Tren­to, nar­ra­ta con accen­ti di sapo­re qua­si fumet­ti­sti­co e viva­ce carat­te­riz­za­zio­ne fisio­no­mi­ca nei per­so­nag­gi. La sto­ria, curio­sa e intri­gan­te, rac­con­ta le vicen­de del pic­co­lo Simo­ne, ritro­va­to mor­to a due anni e mez­zo in cir­co­stan­ze miste­rio­se nel quar­tie­re tede­sco del­la cit­tà. La scom­par­sa e il rapi­men­to sono impu­ta­ti agli Ebrei dal­la Chie­sa, che ali­men­ta que­ste fal­se voci, tra­sfor­man­do­le in una sor­ta di veri­tà rive­la­ta, tra­man­da­ta anche nei libri a stam­pa. In bre­ve tem­po si dif­fon­de quel­lo che ora noi defi­ni­rem­mo un vizio­so cir­co­lo media­ti­co, e la sto­ria del bea­to Simo­ni­no divie­ne così nota e fami­lia­re da esse­re divul­ga­ta anche nel­le pre­di­ca­zio­ni: è in que­sto modo che arri­va fino ad Albi­no, dove tro­va for­ma e sostan­za nel ciclo deco­ra­ti­vo tar­do quat­tro­cen­te­sco del­la chie­sa di San Bar­to­lo­meo, ad oggi con­si­de­ra­to dagli stu­di come il più esau­sti­vo tra quel­li anco­ra esi­sten­ti.

Non resta che fare qual­che pas­so indie­tro e rac­con­ta­re altri fram­men­ti di sto­ria del­la comu­ni­tà dei fra­ti di San Bar­to­lo­meo, che pro­fes­sa­va­no e pra­ti­ca­va­no le ope­re di cari­tà e di assi­sten­za ver­so i pove­ri e i biso­gno­si: riu­ni­ti nel­la Con­fra­ter­ni­ta del­la Mise­ri­cor­dia fin dal Tre­cen­to, con­ti­nue­ran­no nei seco­li con que­ste atti­vi­tà, fino a quan­do la con­gre­ga­zio­ne sarà sop­pres­sa in età napo­leo­ni­ca.

Mol­te altre noti­zie sono nar­ra­te e illu­stra­te nel volu­me, che ha il pre­gio di gui­da­re il visi­ta­to­re alla risco­per­ta di un patri­mo­nio cul­tu­ra­le facen­te par­te del­le tra­di­zio­ni e del vis­su­to del­la cit­ta­di­nan­za, e come tale desti­na­to a rive­sti­re di nuo­vo un ruo­lo atti­vo e pro­pul­si­vo nell’ambito del­la comu­ni­tà di Albi­no, e di tut­ti gli ospi­ti che si tro­va­no occa­sio­nal­men­te a tran­si­ta­re nel­le val­li ber­ga­ma­sche.

La chiesa di San Bartolomeo in Albino. Arte e storia (copertina del volume)

La chie­sa di San Bar­to­lo­meo in Albi­no. Arte e sto­ria (coper­ti­na del volu­me)

 


  1. La chie­sa di San Bar­to­lo­meo in Albi­no. Arte e sto­ria, a cura di Maria­lui­sa Ador­na­li e Ama­lia Pacia, Ber­ga­mo 2012. 
  2. Per un appro­fon­di­men­to, si rin­via ai con­tri­bu­ti di Moni­ca Ibsen, L’ancona di San Bar­to­lo­meo e l’attività ber­ga­ma­sca di Pie­tro Bus­so­lo. Spun­ti e rifles­sio­ni (pp. 93–102) e Ama­lia Pacia, Sto­ria con­ser­va­ti­va, restau­ro e archi­tet­tu­ra del polit­ti­co di Pie­tro Bus­so­lo (pp. 103–116), pub­bli­ca­ti nel volu­me in esa­me. 
  3. Chia­ra Para­ti­co, Le sto­rie di San Bar­to­lo­meo. Un’opera del­la bot­te­ga Mari­no­ni diret­ta da Gio­van­ni e qual­che nota a mar­gi­ne sul­la pro­du­zio­ne più tar­da dei pit­to­ri di Desen­za­no al Serio, in La chie­sa di San Bar­to­lo­meo…, cit., pp. 61–76. 
  4. Lau­ra Pao­la Gnac­co­li­ni, La deco­ra­zio­ne quat­tro­cen­te­sca di San Bar­to­lo­meo e un pic­co­lo pro­ble­ma di cul­tu­ra zena­lia­na, in La chie­sa di San Bar­to­lo­meo…, cit, pp. 77–92. 
Cite this article as: Debora Tosato, La chiesa di San Bartolomeo in Albino. Arte e storia: un percorso di transito e devozione nelle valli bergamasche, in "STORIEDELLARTE.com", 15 novembre 2014; accessed 27 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2014/11/la-chiesa-di-san-bartolomeo-in-albino-arte-e-storia-un-percorso-di-transito-e-devozione-nelle-valli-bergamasche.html.

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