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Il Caffé di Van Gogh


Vin­cent van Gogh, Caf­fé di not­te, 1888, New Haven, Yale Uni­ver­si­ty Art Gal­le­ry, olio su tela, 72,4 × 92,1 cm


«Mio caro Theo,

[…] ho lavo­ra­to duran­te tre not­ti a dipin­ge­re, dor­men­do duran­te il gior­no. Spes­so mi sem­bra che la not­te sia mol­to più viva e più ric­ca­men­te colo­ra­ta del gior­no. […] il qua­dro è tra i più brut­ti che ho fat­to. È l’equivalente, ben­ché diver­so, dei Man­gia­to­ri di pata­te.
Ho cer­ca­to di espri­me­re con il ros­so e il ver­de le ter­ri­bi­li pas­sio­ni uma­ne. La sala è ros­so san­gue e gial­lo opa­co, un biliar­do ver­de in mez­zo, quat­tro lam­pa­de gial­lo limo­ne a irra­dia­zio­ne aran­cio­ne e ver­de. C’è dap­per­tut­to una lot­ta e un’antitesi dei più diver­si ver­di e ros­si, nei pic­co­li per­so­nag­gi di fur­fan­ti dor­mien­ti, nel­la sala tri­ste e vuo­ta, e del vio­let­to con­tro il blu. Il ros­so san­gue e il ver­de gial­lo del biliar­do, per esem­pio, con­tra­sta­no con il deli­ca­to ver­de tene­ro Lui­gi XV del ban­co, dove c’è un maz­zo rosa. Il vesti­to bian­co del padro­ne, che veglia in un ango­lo di que­sta for­na­ce, diven­ta gial­lo limo­ne, ver­de pal­li­do e lumi­no­so. […]. ho cer­ca­to di espri­me­re l’idea che il caf­fè è un posto dove ci si può rovi­na­re, diven­ta­re paz­zi, com­met­te­re dei cri­mi­ni […]».

Vin­cent van Gogh a Theo van Gogh, Arles, 8 set­tem­bre 1888

Cite this article as: Marialucia Menegatti, Il Caffé di Van Gogh, in "STORIEDELLARTE.com", 29 novembre 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/11/il-caffe-di-van-gogh.html.

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