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Tiziano Fratus, “L’Italia è un bosco”. Percorsi, immagini e parole

Tiziano Fratus, L’Italia è un bosco. Storie di grandi alberi con radici e qualche fronda

Tizia­no Fra­tus, L’Italia è un bosco. Sto­rie di gran­di albe­ri con radi­ci e qual­che fron­da

L’invito a curio­sa­re in que­sto stra­no libro risie­de già nel sot­to­ti­to­lo – Sto­rie di gran­di albe­ri con radi­ci e qual­che fron­da – e nel­le foglie sti­liz­za­te che deco­ra­no la coper­ti­na car­to­na­ta, a san­ci­re il vin­co­lo inscin­di­bi­le tra paro­la e imma­gi­ne, che costi­tui­sce una del­le prin­ci­pa­li chia­vi di let­tu­ra per la com­pren­sio­ne del testo. Non si trat­ta di un gui­da spe­cia­li­sti­ca, né di un cam­pio­na­rio di spe­cie arbo­ree ad uso e con­su­mo di aman­ti del­la natu­ra e del pae­sag­gio.

L’autore, al con­tra­rio, ha con­fe­zio­na­to un volu­met­to ibri­do, che non appar­tie­ne ad un gene­re ben defi­ni­to, ma si pre­sen­ta con la strut­tu­ra rigo­ro­sa del sag­gio: la sud­di­vi­sio­ne in sezio­ni appro­fon­di­te, le foto­gra­fie in bian­co e nero che accom­pa­gna­no la con­tem­pla­zio­ne dei luo­ghi e degli albe­ri, l’agile sche­da­tu­ra “Dei boschi indi­men­ti­ca­bi­li pre­sen­ti in Ita­lia” e la biblio­gra­fia fina­le.

L’ossatura del testo è fun­zio­na­le a tene­re insie­me in manie­ra orga­ni­ca una mas­sa con­si­sten­te di rac­con­ti e infor­ma­zio­ni su per­cor­si e pas­seg­gia­te in giro per l’Italia, da una regio­ne all’altra, com­piu­ti in pri­ma per­so­na da Tizia­no Fra­tus, il “cer­ca­to­re” di albe­ri seco­la­ri che da alcu­ni anni osser­va, stu­dia e con­du­ce ricer­che scien­ti­fi­che sugli albe­ri monu­men­ta­li, patri­mo­nio sto­ri­co e arti­sti­co del nostro pae­se.

Il voca­bo­la­rio di Fra­tus alter­na l’uso di neo­lo­gi­smi all’erudizione tipi­ca del cono­sci­to­re: ogni esem­pla­re è volu­ta­men­te chia­ma­to con il pro­prio nome, in osse­quio ad un uso alto del­la lin­gua ita­lia­na, tut­ta­via gli albe­ri non sono sem­pli­ce­men­te clas­si­fi­ca­ti, poi­ché l’autore con­fe­ri­sce loro una fisio­no­mia uni­ca e ben pre­ci­sa entro la tra­ma del rac­con­to di viag­gi che si svol­go­no in tem­pi e luo­ghi ben defi­ni­ti. Il let­to­re, per­tan­to, può accom­pa­gna­re lo scrit­to­re e imme­de­si­mar­si con lui nel­la cono­scen­za di vere e pro­prie crea­tu­re vive che cre­sco­no, invec­chia­no, han­no qual­che malan­no e cui sono attri­bui­te, vol­ta per vol­ta, una cir­con­fe­ren­za, un’altezza, una chio­ma e una veste colo­ra­ta che cam­bia a secon­da del­le sta­gio­ni.

Pos­sia­mo per­tan­to fami­lia­riz­za­re con sva­ria­te col­le­zio­ni di albe­ri, con esem­pla­ri da Wun­der­kam­mer che rac­chiu­do­no una sto­ria e tan­ti intrec­ci nar­ra­ti­vi lega­ti alla loro spe­cie, ai pae­si da cui pro­ven­go­no, alle loro vir­tù tera­peu­ti­che, a cele­bri per­so­nag­gi pian­ta­to­ri, ai giar­di­ni uma­niz­za­ti, agli orti bota­ni­ci, alle fore­ste e ai par­chi nazio­na­li.

Tizia­no Fra­tus ci par­la con dedi­zio­ne affet­tuo­sa di iso­le e luo­ghi noti o del tut­to sco­no­sciu­ti, dove sor­go­no que­sti gigan­ti del­la natu­ra, che affon­da­no le radi­ci nel ter­re­no come le cat­te­dra­li con le loro fon­da­men­ta: dall’Orto bota­ni­co di Pado­va a quel­lo di Mila­no, dal Par­co di Vil­la Bor­ghe­se (Roma) a quel­lo di Vil­la Manin a Pas­sa­ria­no, fino ai Giar­di­ni di Vil­la Han­bu­ry in Ligu­ria, solo per fare qual­che esem­pio popo­la­re.

Il libro eser­ci­ta un for­te pote­re evo­ca­ti­vo, poi­ché sol­le­ci­ta il let­to­re a crea­re imma­gi­ni nel­la men­te, o a richia­ma­re espe­rien­ze visi­ve fami­lia­ri, recen­ti e pas­sa­te, in una dimen­sio­ne di “viag­gio” che ognu­no di noi può com­pie­re con i pro­pri stru­men­ti e il pro­prio baga­glio cono­sci­ti­vo.

Si pos­so­no per­tan­to aggiun­ge­re al libro altre foto­gra­fie e nuo­vi per­cor­si visi­vi e let­te­ra­ri che spa­zia­no dal mito alle leg­gen­de, dal­la sto­ria dei san­ti al ciclo del­le sta­gio­ni e del lavo­ro nei cam­pi.

Come non ricor­da­re, ad esem­pio, il mito di Apol­lo e Daf­ne nel­lo splen­di­do grup­po scul­to­reo di Gian Loren­zo Ber­ni­ni, che esal­ta con l’artificio baroc­co del­la scul­tu­ra la meta­mor­fo­si di Daf­ne in albe­ro di allo­ro (Roma, Gal­le­ria Bor­ghe­se). Oppu­re riem­pir­si gli occhi con i pae­sag­gi di Gio­van­ni Bel­li­ni, che offre un pal­co­sce­ni­co natu­ra­le a raf­fi­gu­ra­zio­ni di san­ti, del Cri­sto cro­ci­fis­so o del­la Pie­tà, in un’atmosfera di com­pe­ne­tra­zio­ne tra l’elemento divi­no e quel­lo natu­ra­le. Esi­sto­no infi­ne luo­ghi del­la memo­ria e del­la devo­zio­ne, come il San­tua­rio del Noce a Cam­po­sam­pie­ro (Pado­va), edi­fi­ca­to per ricor­da­re il luo­go in cui Sant’Antonio da Pado­va pre­di­ca­va sopra un albe­ro di noce, col tem­po dive­nu­to un ele­men­to distin­ti­vo dell’iconografia e del­le imma­gi­ni desti­na­te a tra­man­da­re i mira­co­li del san­to nel­la memo­ria col­let­ti­va.

Cite this article as: Debora Tosato, Tiziano Fratus, “L’Italia è un bosco”. Percorsi, immagini e parole, in "STORIEDELLARTE.com", 15 ottobre 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/10/tiziano-fratus-litalia-e-un-bosco-percorsi-immagini-e-parole.html.

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