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Marco Malvaldi, Ritratto di signora di Rembrandt Harmenszoon van Rijn

Rembrandt, Ritratto di Aechje Claesdr

Rem­brandt Har­menszoon van Rijn (Lei­da, 1606 – Amster­dam, 1669), Ritrat­to di Aech­je Clae­sdr, 1634, Lon­dra, Natio­nal Gal­le­ry. Olio su tela, 71,1 x 55,9 cm.

 

«Ovvia­men­te, i com­men­ti con­te­nu­ti nel­le audio­cas­set­te non era­no pro­pria­men­te con­for­mi ai cano­ni del­la sto­ria e del­la cri­ti­ca d’arte. Mas­si­mo, per esem­pio, si ricor­da­va per filo e per segno il com­men­to al qua­dro che Tizia­na sta­va guar­dan­do, una tela di Rem­brandt che raf­fi­gu­ra­va una anzia­na signo­ra in cuf­fiet­ta e gor­gie­ra dall’espressione par­ti­co­lar­men­te gri­fa­gna, e che ini­zia­va così:

Rem­brandt Har­menszoon van Rijn, Ritrat­to del­la mi’ soce­ra. In quest’opera, il mae­stro di Lei­da ritrae con effi­ca­cia Edel­frie­de Van Gun­ste­ren, madre del­la moglie Gel­tru­de, ricor­da­ta dai cro­ni­sti dell’epoca come una del­le più ter­ri­fi­can­ti rom­pi­co­glio­ni del Nord Euro­pa. La don­na, una mas­sa­ia di umi­li ori­gi­ni, cam­pa­va alle spal­le del gene­ro con­di­vi­den­do­ne la casa, cri­ti­can­do­ne la vita e il lavo­ro dal­la mat­ti­na alla sera, e lagnan­do­si spes­so a tavo­la, men­tre si sce­glie­va i boc­co­ni miglio­ri, che la figlia non aves­se spo­sa­to il ric­co mer­can­te di tuli­pa­ni Jacob­sen. Dal can­to suo, Rem­brandt dete­sta­va la don­na e, in pre­sen­za di ami­ci, si rife­ri­va a lei chia­man­do­la imman­ca­bil­men­te “avan­zo di casi­no”; ma, poi­ché ama­va tene­ra­men­te la moglie, fu costret­to in sua pre­sen­za a trat­tar­la con riguar­do e, quan­do la don­na ne fece richie­sta, a dipin­ger­ne il ritrat­to. I rea­li sen­ti­men­ti di Rem­brandt emer­go­no pre­po­ten­ti dai colo­ri che il mae­stro scel­se per dipin­ge­re il vec­chio put­ta­no­ne: si noti­no, in par­ti­co­la­re, i chia­ro­scu­ri con cui Rem­brandt ne met­te in risal­to la pap­pa­gor­gia e il viso avi­do e cal­co­la­to­re, da tenu­ta­ria di bor­del­lo di quart’ordine al qua­le il mae­stro le augu­ra­va spes­so di fare ritor­no.”

Mar­co Mal­val­di, Il gio­co del­le tre car­te, Edi­to­re Sel­le­rio, Paler­mo 2008, p. 194.
L’autore non cita un dipin­to di Rem­brandt docu­men­ta­to con tale sog­get­to, ma pren­de ispi­ra­zio­ne dal­la pro­du­zio­ne dell’artista per trat­teg­gia­re una per­so­na­li­tà fem­mi­ni­le con iro­nia e gio­co­sa irri­ve­ren­za. Pro­po­nia­mo, per­tan­to, del tut­to libe­ra­men­te un ritrat­to di Rem­brandt a cui sia­mo sta­ti ispi­ra­ti dal­la let­tu­ra del testo let­te­ra­rio.

 

Cite this article as: Debora Tosato, Marco Malvaldi, Ritratto di signora di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, in "STORIEDELLARTE.com", 5 settembre 2014; accessed 25 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2014/09/marco-malvaldi-ritratto-di-signora-di-rembrandt-harmenszoon-van-rijn.html.

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