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Le nuove strutture dell’antico Orto botanico di Padova

Gran­de aper­tu­ra il 15 set­tem­bre del­le nuo­ve ser­re dell’Orto bota­ni­co di Pado­va dedi­ca­te alla bio­di­ver­si­tà. Il pro­get­to pro­mos­so dall’Università mira a per­se­gui­re le fina­li­tà dall’antico orto nato nel 1545: favo­ri­re lo stu­dio e la ricer­ca.

La favo­lo­sa strut­tu­ra in vetro lun­ga cir­ca 100 metri, alta dai 15 ai 18 metri, este­sa su un’area di 15 mila metri qua­dra­ti, costi­tui­sce un inno­va­ti­vo e otti­mo esem­pio di archi­tet­tu­ra con­tem­po­ra­nea e si com­po­ne di cin­que ser­re che for­ma­no il Giar­di­no del­la Bio­di­ver­si­tà. All’interno sono ospi­ta­te cir­ca 7000 spe­cie pro­ve­nien­ti da tut­to il pia­ne­ta, pro­po­ste allo stu­dio­so e al visi­ta­to­re come un viag­gio attra­ver­so la natu­ra e la bota­ni­ca. Dai cli­mi più umi­di a quel­li più ari­di, secon­do un’ideale sezio­ne del pia­ne­ta Ter­ra dall’Equatore ai Poli, si attra­ver­sa­no i bio­mi dei cin­que con­ti­nen­ti cata­liz­zan­do l’attenzione sul­le for­me di vita vege­ta­li.
L’allestimento ric­co di pan­nel­li infor­ma­ti­vi, fil­ma­ti, reper­ti e instal­la­zio­ni inte­rat­ti­ve per­met­te di segui­re due per­cor­si aven­ti come temi il rap­por­to tra le pian­te e l’uomo e tra le pian­te e l’ambiente, per rac­con­ta­re come l’intelligenza vege­ta­le e quel­la uma­na abbia­no com­piu­to un per­cor­so comu­ne nel cam­mi­no dell’evoluzione. Le ser­re, uni­che al mon­do per l’innovazione dell’impianto e per l’autosufficienza ener­ge­ti­ca, sono sta­te pro­get­ta­te dall’architetto Gior­gio Strap­paz­zon per sfrut­ta­re al mas­si­mo le ener­gie rin­no­va­bi­li del sole e dell’acqua ridu­cen­do l’impatto ambien­ta­le. Il Solar acti­ve buil­ding fun­zio­na come un orga­ni­smo vivo che respi­ra e man­tie­ne auto­no­ma­men­te la pro­pria tem­pe­ra­tu­ra inte­ra­gen­do con l’ambiente cir­co­stan­te.

Il cin­que­cen­te­sco Orto bota­ni­co patri­mo­nio dell’umanità si rivol­ge in que­sto modo al futu­ro, attra­ver­so inno­va­zio­ne, stu­dio e ricer­ca. Le nuo­ve ser­re sono dota­te di labo­ra­to­ri e aule per gli stu­dio­si e un’applicazione in fase di ela­bo­ra­zio­ne garan­ti­rà la mas­si­ma frui­zio­ne del­le pian­te.
Il magni­fi­co Ret­to­re Giu­sep­pe Zac­ca­ria è inter­ve­nu­to all’inaugurazione pro­spet­tan­do il ban­do di dot­to­ra­ti inter­na­zio­na­li per pro­se­gui­re gli obiet­ti­vi dell’orto che è «all’origine di tut­ti gli orti bota­ni­ci del mon­do e rap­pre­sen­ta la cul­la del­la scien­za, degli scam­bi scien­ti­fi­ci e del­la com­pren­sio­ne del­le rela­zio­ni tra la natu­ra e la cul­tu­ra. Ha lar­ga­men­te con­tri­bui­to al pro­gres­so di nume­ro­se disci­pli­ne scien­ti­fi­che moder­ne, in par­ti­co­la­re la bota­ni­ca, la medi­ci­na, la chi­mi­ca, l’ecologia e la far­ma­cia» (defi­ni­zio­ne del World Heri­ta­ge Com­mit­tee).
Con que­sta ope­ra­zio­ne cul­tu­ra­le la cit­tà di Pado­va si apre al Mon­do e al futu­ro, tra­sfor­man­do l’antico orto dei sem­pli­ci in un gar­den in sti­le anglo­sas­so­ne e nord euro­peo, sce­na­rio e pro­ta­go­ni­sta per atti­vi­tà scien­ti­fi­che, cul­tu­ra­li e socia­li nel cuo­re del­la cit­tà. Le nuo­ve strut­tu­re, tra la Basi­li­ca di sant’Antonio e quel­la di san­ta Giu­sti­na, si affac­cia­no su Pra­to del­la Val­le e inten­do­no offrir­si come pun­to di rife­ri­men­to e ritro­vo per cit­ta­di­ni e turi­sti.

La gran­de sfi­da pro­mos­sa dall’Orto Bota­ni­co ha avu­to una pri­ma rispo­sta nel­la part­ner­ship con l’Expo 2015 di Mila­no, dove l’Università pata­vi­na cure­rà all’interno del Padi­glio­ne Ita­lia gli spa­zi dedi­ca­ti all’Identità Ita­lia­na per illu­stra­re le pian­te e i semi pro­ve­nien­ti da tut­te le regio­ni del­la peni­so­la.

Cite this article as: Barbara Ceccato, Le nuove strutture dell’antico Orto botanico di Padova, in "STORIEDELLARTE.com", 18 settembre 2014; accessed 26 luglio 2017.
http://storiedellarte.com/2014/09/le-nuove-strutture-dellantico-orto-botanico-di-padova.html.

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