Top Menu

Ippolito d’Este

Gi­ro­lamo Sel­lari detto Gi­ro­lamo da Carpi, Ri­tratto del car­di­nale Ip­po­lito II d’Este con il se­gre­ta­rio, c. 1549–1550, Ber­lino

Gi­ro­lamo Sel­lari det­to Gi­ro­lamo da Car­pi, Ri­tratto del car­di­nale Ip­po­lito II d’Este con il se­gre­ta­rio, c. 1549–1550, Ber­lino, Staa­tli­che Museen

«Sab­ba­to adì 25 ago­sto l’illustrissima duches­sa nostra di Fer­ra­ra mada­ma Lucre­zia Bor­gia par­to­rì un figlio­lo maschio nel­la sua sopra il cor­ti­le e sopra il giar­di­no, […] et ha nome Impo­li­to».[1]

Secon­do­ge­ni­to di Alfon­so I d’Este e Lucre­zia Bor­gia, Ippo­li­to pare ai cor­ti­gia­ni bel­lis­si­mo, «bian­co, et ben for­ma­to, et de le fate­ce lo assi­mi­glia­no al patre». Nasce in uno dei momen­ti più dif­fi­ci­li nel­la sto­ria del duca­to esten­se, pochi mesi dopo lo scop­pio del­la guer­ra di Cam­brai che vede il padre impe­gna­to con­tro Vene­zia a fian­co del re di Fran­cia, del papa Giu­lio II e dell’imperatore Mas­si­mi­lia­mo d’Asburgo. Il gior­no pri­ma, lo zio del bam­bi­no, il car­di­na­le Ippo­li­to I, ha lascia­to Fer­ra­ra arma­to di tut­to pun­to alla testa di oltre mil­le sol­da­ti per unir­si alle trup­pe impe­ria­li che asse­dia­no Pado­va, per strap­par­la ai Vene­zia­ni. Il nome scel­to per il neo­na­to non è solo un omag­gio al bat­ta­glie­ro zio, fida­tis­si­mo brac­cio destro del duca Alfon­so, ma anche una pre­ci­sa indi­ca­zio­ne sul futu­ro del bam­bi­no, desti­na­to a sua vol­ta alla car­rie­ra eccle­sia­sti­ca. Nel 1519 Ippo­li­to vie­ne cre­si­ma­to, rice­ve gli ordi­ni mino­ri e suben­tra allo zio nel­la pre­sti­gio­sa, e pin­gue, cari­ca di vesco­vo di Mila­no. Alfon­so, com­mos­so, rin­gra­zia il fra­tel­lo per la deci­sio­ne di cede­re al ragaz­zo la dio­ce­si mila­ne­se:

«Jo non spen­de­rò paro­le in rin­gra­tia­re Vostra Signo­ria del per­fet­to amo­re che ella mostra a me e a mei figlio­li con que­sto acto, per­ché […] Vostra Signo­ria può ben ima­gi­nar­si di quan­to con­ten­to et sati­sfac­tio­ne de ani­mo sia a me e alla signo­ra Duches­sa il vede­re che nostri figlio­li hab­bi­no un altro padre che pen­sa più che noi stes­si a bene­fi­car­li et hono­rar­li».

Nel 1539 Ippo­li­to rice­ve da papa Pao­lo III il cap­pel­lo car­di­na­li­zio; la sua car­rie­ra eccle­sia­sti­ca, carat­te­riz­za­ta da lun­ghe per­ma­nen­ze in Fran­cia alla cor­te di Fran­ce­sco I e di Enri­co II, pro­se­gue con suc­ces­so fino a sfio­ra­re più vol­te la nomi­na al papa­to.

Ippo­li­to junio­re non ere­di­ta la tem­pra bel­li­co­sa del padre e del­lo zio; col­tis­si­mo, aman­te del­le let­te­re, del­la musi­ca e del­le arti, appas­sio­na­to col­le­zio­ni­sta di anti­chi­tà, pas­sa alla sto­ria, soprat­tut­to, come illu­mi­na­to mece­na­te. Tra gli arti­sti che lavo­ra­ro­no per lui, spic­ca­no Ben­ve­nu­to Cel­li­ni, Giro­la­mo da Car­pi, i fra­tel­li Zuc­ca­ri, Seba­stia­no Ser­lio e Pir­ro Ligo­rio cui spet­ta la rea­liz­za­zio­ne di Vil­la d’Este a Tivo­li, la splen­di­da resi­den­za roma­na del car­di­na­le esten­se. Gli sono sta­ti attri­bui­ti, anche, diver­si amo­ri, fra cui quel­li con don­ne piut­to­sto discus­se come Mada­me d’Étampes e Dia­na di Poi­tiers. Ebbe una figlia natu­ra­le, Renea, che morì nel 1555.

Il pri­mo dicem­bre del 1572 il car­di­na­le si spen­se a Roma; fu sepol­to a Tivo­li nel­la chie­sa di San­ta Maria Mag­gio­re.

  1. G. M. Zer­bi­na­ti, Cro­ni­che di Fer­ra­ra. Qua­li comen­za­no del anno 1500 sino al 1527, a cura di M. G. Muz­za­rel­li, Fer­ra­ra 1989, p. 83; L. Chiap­pi­ni, Gli Esten­si, Fer­ra­ra 2001.  ↩
Cite this article as: Marialucia Menegatti, Ippolito d’Este, in "STORIEDELLARTE.com", 25 agosto 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/08/ippolito-deste.html.

,

No comments yet.

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: