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Il Veneto di Veronese. La grande mostra di Verona e la scoperta di Vicenza.

GRANDE STAGIONE di mostre in Vene­to. Da ieri, 5 luglio, è uffi­cial­men­te aper­ta a Vero­na la gran­de mostra dedi­ca­ta a Pao­lo Vero­ne­se. A Vicen­za si è con­tem­po­ra­nea­men­te aper­ta un’altra espo­si­zio­ne che inau­gu­ra la serie di mostre e iti­ne­ra­ri pro­get­ta­ti per sco­pri­re il Vene­to di Vero­ne­se fino a gen­na­io 2015.
Abbia­mo par­te­ci­pa­to all’apertura di que­sti due even­ti. Ecco­ne una bre­ve cro­na­ca.

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La pri­ma tap­pa è sta­ta natu­ral­men­te Vero­na, al Palaz­zo del­la Gran Guar­dia, per l’inaugurazione del­la mostra Pao­lo Vero­ne­se. L’illusione del­la real­tà cura­ta da Pao­la Mari­ni e Ber­nard Aike­ma, pro­mos­sa e orga­niz­za­ta dal Comu­ne di Vero­na, Dire­zio­ne Musei d’Arte e Monu­men­ti, l’Università degli Stu­di di Vero­na e la Soprin­ten­den­za per i Beni Sto­ri­ci, Arti­sti­ci ed Etnoan­tro­po­lo­gi­ci per le pro­vin­ce di Vero­na, Rovi­go e Vicen­za, in asso­cia­zio­ne con la Natio­nal Gal­le­ry di Lon­dra, dove si è da poco con­clu­sa la mostra Vero­ne­se: Magni­fi­cen­ce in Renais­san­ce Veni­ce, cura­ta da Xavier Salo­mon.

Sono espo­ste cir­ca cen­to ope­re, arti­co­la­te in sei sezio­ni che inda­ga­no la for­ma­zio­ne dell’artista a Vero­na, i suoi rap­por­ti con l’architettura e gli archi­tet­ti (da Miche­le San­mi­che­li a Jaco­po San­so­vi­no a Andrea Pal­la­dio), la com­mit­ten­zai temi alle­go­ri­ci e mito­lo­gi­cila reli­gio­si­tà, le col­la­bo­ra­zio­ni e la bot­te­ga, in cui lavo­ra­ro­no tra gli altri il fra­tel­lo Bene­det­to e i figli Car­lo e Gabrie­le.  A dif­fe­ren­za dell’esposizione lon­di­ne­se, con cui con­di­vi­de una tren­ti­na di pez­zi, la mostra di Vero­na ha dun­que pri­vi­le­gia­to soprat­tut­to un cri­te­rio tema­ti­co sce­glien­do anche di affron­ta­re l’argomento non faci­le del­la pro­du­zio­ne gra­fi­ca dell’artista e del­la sua bot­te­ga, che si con­fi­gu­ra come uno degli aspet­ti più inte­res­san­ti del­la ras­se­gna.
Nono­stan­te sia una scel­ta noto­ria­men­te dif­fi­ci­le e spe­cia­li­sti­ca, che crea per soli­to note­vo­li pro­ble­mi nell’allestimento (la poten­za del­le luci per esem­pio deve esse­re com­ple­ta­men­te diver­sa rispet­to a quel­la usa­ta per i dipin­ti), abbia­mo mol­to apprez­za­to la pre­sen­za degli straor­di­na­ri dise­gni di Vero­ne­se al cen­tro del­le sale e il fat­to che mol­to spes­so alcu­ni di essi sia­no pre­pa­ra­to­ri per il dipin­to che sta accan­to e splen­de sul­la pare­te. Apprez­za­bi­lis­si­mo inol­tre rive­de­re car­tel­li­ni “par­lan­ti”, con una pic­co­la imma­gi­ne di con­fron­to accan­to alla dida­sca­lia, che han­no a cuo­re l’intelligenza del pub­bli­co.

Tra i nume­ri più atte­si, inol­tre, la Cena in casa di Levi, che Vero­ne­se rea­liz­zò per il refet­to­rio del con­ven­to di San Gia­co­mo alla Giu­dec­ca a Vene­zia, ogget­to di un lun­go restau­ro con­dot­to da Bar­ba­ra Fer­ria­ni, in un can­tie­re aper­to ai visi­ta­to­ri all’interno del per­cor­so del Museo degli Affre­schi “G.B. Caval­ca­sel­le” alla Tom­ba di Giu­liet­ta.

Una mostra ric­chis­si­ma di ope­re e spun­ti di rifles­sio­ne, una mostra com­ples­sa e affa­sci­nan­te che non cer­ca di blan­di­re le mas­se come fin trop­po spes­so acca­de ormai, ma che sem­bra cre­de­re anco­ra nell’intelligenza del pub­bli­co e nel­la qua­li­tà altis­si­ma del­la cul­tu­ra e dell’arte.

Il cata­lo­go, a cura di Pao­la Mari­ni e Ber­nard Aike­ma, con con­tri­bu­ti di Ber­nard Aike­ma, Ste­fa­no Lodi, Etto­re Napio­ne, Dia­na Gisol­fi, Pao­la Mari­ni, Ste­fa­nia Mason, Gior­gio Taglia­fer­ro, Enri­co Maria Dal Poz­zo­lo, Tho­mas Dal­la Costa, è edi­to da Elec­ta.

Pao­lo Vero­ne­se. L’illusione del­la real­tà
Vero­na, Palaz­zo del­la Gran Guar­dia
5 luglio — 5 otto­bre 2014

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Paolo Veronese, Allegoria della Scultura, particolare, Regione Piemonte in affidamento alla Reggia di Venaria

Secon­da tap­pa, il Pal­la­dio Museum di Vicen­za, per la pre­sen­ta­zio­ne del­la mostra Quat­tro Vero­ne­se venu­ti da lon­ta­no. Le Alle­go­rie ritro­va­te, cura­ta da Gio­van­ni Ago­sti, Jaco­po Stop­pa e Vit­to­ria Roma­ni, in col­la­bo­ra­zio­ne con l’Università degli Stu­di di Pado­va, il Cen­tro Pal­la­dia­no e il Con­sor­zio La Vena­ria Rea­le che pre­sen­ta al pub­bli­co e alla comu­ni­tà scien­ti­fi­ca due tele alle­go­ri­che del pit­to­re, l’Astro­no­mia e la Scul­tu­ra custo­di­te a Vil­la San Remi­gio a Ver­ba­nia, dove era­no rite­nu­te copie del Vero­ne­se.

Un più atten­to esa­me del­le tele da par­te dei cura­to­ri del­la mostra ha per­mes­so nei mesi scor­si di accer­tar­ne l’autografia e di ipo­tiz­zar­ne l’appartenenza al mede­si­mo ciclo deco­ra­ti­vo da cui pro­ven­go­no l’Alle­go­ria del­la Navi­ga­zio­ne: Tolo­meo, l’Alle­go­ria del­la Navi­ga­zio­ne: Aver­roè del Coun­ty Museum of Art di Los Ange­les, espo­ste in mostra.

Quel­la di Vicen­za è dun­que un’occasione pre­zio­sa per vede­re riu­ni­to e valu­ta­re un ciclo alle­go­ri­co di Vero­ne­se che per tema ico­no­gra­fi­co, ric­chez­za deco­ra­ti­va ed esi­sten­za di copie anti­che dove­va pro­ba­bil­men­te ave­re una col­lo­ca­zio­ne di pri­ma gran­dez­za (in pas­sa­to si è pen­sa­to ad un’antica col­la­zio­ne nel­la Libre­ria Mar­cia­na). Il tema cal­do dei pros­si­mi tem­pi sarà per­ciò rin­trac­cia­re la pro­ve­nien­za e la com­mit­ten­za di que­sti straor­di­na­ri dipin­ti.

Non c’è solo Vero­ne­se, però, a Vicen­za. Di fron­te alle quat­tro tele vero­ne­sia­ne sono espo­sti anche due splen­di­di pae­sag­gi rea­liz­za­ti da Umber­to Boc­cio­ni duran­te una bre­ve visi­ta a Vil­la San Remi­gio nell’estate del 1916, poco pri­ma del­la mor­te (17 ago­sto 1916). È l’ultimo emo­zio­nan­te Boc­cio­ni, che cari­ca di ten­sio­ne espres­si­va la gram­ma­ti­ca cezan­nia­na e ina­spri­sce fino all’urlo il tono cro­ma­ti­co. Non man­ca­no inol­tre foto­gra­fie d’inizio Nove­cen­to che rico­strui­sco­no la sto­ria del­la Vil­la sul Lago Mag­gio­re, dei pro­prie­ta­ri e del­la loro col­le­zio­ne d’arte anti­ca e moder­na. Un astro­la­bio e una sfe­ra armil­la­re del Museo di Sto­ria del­la Fisi­ca dell’Università di Pado­va dia­lo­ga­no in silen­zio con le tele di Vero­ne­se.

Il cata­lo­go, a cura di Vit­to­ria Roma­ni, intro­du­zio­ni di Giu­sep­pe Zac­ca­ria, Gio­van­ni Ago­sti e Jaco­po Stop­pa, con­tri­bu­ti di Vit­to­ria Roma­ni, Howard Burns, Xavier F. Salo­mon, Cri­sti­na Moro, Ste­fa­nia De Bla­si e Miche­la Car­di­na­li, è edi­to da Offi­ci­na Libra­ria.

Quat­tro Vero­ne­se venu­ti da lon­ta­no. Le Alle­go­rie ritro­va­te
Vicen­za, Pal­la­dio Museum
5 luglio — 5 otto­bre 2014

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Cite this article as: Redazione, Il Veneto di Veronese. La grande mostra di Verona e la scoperta di Vicenza., in "STORIEDELLARTE.com", 6 luglio 2014; accessed 8 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/07/il-veneto-di-veronese-la-grande-mostra-di-verona-e-la-scoperta-di-vicenza.html.

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