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Notizie dagli scavi”: Pompei e i disagi del patrimonio pubblico italiano

Mimmo Jodice, Pompei_1982

Mim­mo Jodi­ce, Pom­pei, 1982, in Mim­mo Jodi­ce, Pom­pei. Paro­le in viag­gio, a cura di Ange­lo Can­na­vac­ciuo­lo, Roma 2010 ©Con­tra­sto Edi­to­re

NEI GIORNI SCORSI ha avu­to gran­de eco sul­la stam­pa nazio­na­le la tem­po­ra­nea chiu­su­ra di alcu­ni siti musea­li del Mini­ste­ro per i beni, le atti­vi­tà cul­tu­ra­li e il turi­smo: sta­vol­ta si trat­ta degli sca­vi di Pom­pei e di altre rino­ma­te loca­li­tà di inte­res­se archeo­lo­gi­co del­la Cam­pa­nia, chiu­se alcu­ne ore al pub­bli­co a cau­sa di una serie di assem­blee sin­da­ca­li, a cui avreb­be par­te­ci­pa­to il per­so­na­le di vigi­lan­za.

Stu­pi­sco­no le dichia­ra­zio­ni del mini­stro Fran­ce­schi­ni, che ha par­la­to di scio­pe­ro, di pre­cet­ta­zio­ne dei dipen­den­ti e di gra­ve dan­no all’immagine dell’Italia nel mon­do. Il mini­stro ha inol­tre fat­to appel­lo all’Autorità di garan­zia per gli scio­pe­ri,1 affin­ché prov­ve­da a inse­ri­re il ser­vi­zio di aper­tu­ra dei musei sta­ta­li tra i ser­vi­zi pub­bli­ci essen­zia­li, come avvie­ne nel caso dei tra­spor­ti o del­la sani­tà.

Anche in que­sta occa­sio­ne, come nel recen­te epi­so­dio dell’apertura straor­di­na­ria del Colos­seo in ora­rio not­tur­no, abbia­mo assi­sti­to ad una sovrae­spo­si­zio­ne media­ti­ca e al com­por­ta­men­to irre­spon­sa­bi­le di chi eser­ci­ta un ruo­lo isti­tu­zio­na­le e sareb­be per­tan­to tenu­to a fare ade­gua­ta distin­zio­ne tra assem­blea sin­da­ca­le, scio­pe­ro e ser­vi­zio di pub­bli­co inte­res­se, sen­za ricor­re­re – come è avve­nu­to – a con­si­de­ra­zio­ni di carat­te­re qua­si puni­ti­vo nei con­fron­ti dei dipen­den­ti del mini­ste­ro, quan­do sareb­be sta­to inve­ce costrut­ti­vo ana­liz­za­re in pro­fon­di­tà le cau­se del­le pro­ble­ma­ti­che che afflig­go­no il per­so­na­le, per tro­va­re ade­gua­te solu­zio­ni di inter­ven­to.

Appel­lar­si alla legi­sla­zio­ne può esse­re uti­le per fare chia­rez­za in meri­to alle que­stio­ni sol­le­va­te dal mini­stro: i dipen­den­ti non han­no vio­la­to la leg­ge, poi­ché il dirit­to di assem­blea è disci­pli­na­to dal­lo sta­tu­to dei lavo­ra­to­ri. Ogni dipen­den­te ha dirit­to ad usu­frui­re di die­ci ore annue per le assem­blee, a par­te­ci­pa­zio­ne libe­ra e disci­pli­na­te in manie­ra tale che nul­la sia lascia­to al caso: deve esse­re sem­pre data comu­ni­ca­zio­ne pre­ven­ti­va al dato­re di lavo­ro, tenu­to a met­te­re a dispo­si­zio­ne un ido­neo loca­le per le riu­nio­ni. Altra cosa è il dirit­to costi­tu­zio­na­le allo scio­pe­ro, a sua vol­ta disci­pli­na­to da pre­ci­se nor­ma­ti­ve. Si trat­ta, comun­que e in ogni caso, di dirit­ti.
Per­ché per­du­ra­no con­fu­sio­ne e super­fi­cia­li­tà nell’informazione in meri­to a mate­rie così deli­ca­te e sen­si­bi­li? Per qua­le moti­vo qual­cu­no sem­bra mera­vi­gliar­si e sco­pri­re all’ultimo istan­te situa­zio­ni disa­gia­te di cui l’amministrazione cen­tra­le e quel­la peri­fe­ri­ca dei beni cul­tu­ra­li sono da tem­po a cono­scen­za? Se i lavo­ra­to­ri dei beni cul­tu­ra­li, e non ci rife­ria­mo solo al per­so­na­le di vigi­lan­za, espri­mo­no cre­scen­ti for­me di disa­gio, non sareb­be più oppor­tu­no un inter­ven­to alla radi­ce dei pro­ble­mi, evi­tan­do che que­sti dege­ne­ri­no in esa­spe­ra­zio­ne e con­flit­to?

Per cor­ret­tez­za riman­dia­mo in nota ad alcu­ni dei nume­ro­si arti­co­li che han­no ripor­ta­to le varie fasi del­la vicen­da in esa­me, per dare risal­to anche alle dichia­ra­zio­ni e alle rifles­sio­ni di tut­ti, com­pre­se le varie orga­niz­za­zio­ni sin­da­ca­li coin­vol­te, che pre­fe­ri­rem­mo chia­ma­re – come si usa­va un tem­po – le par­ti socia­li.2 Meri­ta atten­zio­ne il pare­re di chi, come Sal­va­to­re Set­tis,3 non si è sof­fer­ma­to solo sul pro­ble­ma con­tin­gen­te, vale a dire la chiu­su­ra dei siti e il con­se­guen­te disa­gio occor­so ai visi­ta­to­ri, inter­ro­gan­do­si anche sul­le cau­se del males­se­re dei lavo­ra­to­ri, che non sono affat­to ecce­zio­na­li o emer­gen­zia­li, ma radi­ca­te nel tem­po. E’ suf­fi­cien­te ricor­da­re che anche lo scor­so anno, alla fine di giu­gno, si era­no tenu­te assem­blee sin­da­ca­li nei musei, nel­le biblio­te­che e negli archi­vi di tut­ta Ita­lia per accen­de­re l’attenzione sul­le dif­fi­ci­li con­di­zio­ni di lavo­ro dei dipen­den­ti del mini­ste­ro.

Pom­pei è sicu­ra­men­te un sim­bo­lo del nostro patri­mo­nio cul­tu­ra­le pub­bli­co, del­la sua fra­gi­li­tà e del­la neces­si­tà impre­scin­di­bi­le di inve­sti­re in risor­se uma­ne e finan­zia­rie per la tute­la e la valo­riz­za­zio­ne. La pri­ma ini­zia­ti­va appe­na attua­ta per limi­ta­re la caren­za di orga­ni­co nel sito riguar­da il con­cor­so Ales per 57 assun­zio­ni a tem­po deter­mi­na­to, di cui 30 per assi­sten­ti alla vigi­lan­za.
Non si trat­ta, tut­ta­via, di un caso iso­la­to. Mol­te altre soprin­ten­den­ze si ritro­va­no con pro­ble­mi ana­lo­ghi e dif­fu­si: cari­chi di lavo­ro sem­pre più one­ro­si sul per­so­na­le del mini­ste­ro, che negli anni si è ridot­to ed è desti­na­to pro­gres­si­va­men­te ad impo­ve­rir­si sem­pre di più, in assen­za di un ade­gua­to ricam­bio gene­ra­zio­na­le tra­mi­te nuo­ve assun­zio­ni e in atte­sa del rin­no­vo del con­trat­to, che per­met­te­reb­be di recu­pe­ra­re, tra­mi­te la riqua­li­fi­ca­zio­ne, la pro­fes­sio­na­li­tà di quei lavo­ra­to­ri, attual­men­te inqua­dra­ti nell’area del­la vigi­lan­za, che potreb­be­ro miglio­ra­re il ser­vi­zio pub­bli­co, met­ten­do a frut­to tito­li e com­pe­ten­ze spe­cia­li­sti­che matu­ra­te nell’ambito dei beni cul­tu­ra­li. Sareb­be inol­tre neces­sa­rio inter­ve­ni­re con prov­ve­di­men­ti urgen­ti in meri­to alla manu­ten­zio­ne ordi­na­ria ai siti archeo­lo­gi­ci; ai finan­zia­men­ti per i restau­ri, per le pub­bli­ca­zio­ni scien­ti­fi­che e per i sopral­luo­ghi nel ter­ri­to­rio; alla valo­riz­za­zio­ne di tut­ti i siti del mini­ste­ro, e non solo quel­li ad alta visi­bi­li­tà e incas­si ele­va­ti – già inte­res­sa­ti da aper­tu­re not­tur­ne straor­di­na­rie – poi­ché la ric­chez­za dell’Italia si carat­te­riz­za in par­ti­co­la­re per il suo patri­mo­nio dif­fu­so.

Il dan­no d’immagine non è gra­va­to solo dal­la chiu­su­ra tem­po­ra­nea di alcu­ni siti, a deno­ta­re il segna­le pre­oc­cu­pan­te di pro­ble­ma­ti­che irri­sol­te, quan­to piut­to­sto dal­la cor­ru­zio­ne e dal­le infil­tra­zio­ni mafio­se nel­le ope­re pub­bli­che, com­pre­se quel­le rela­ti­ve ai can­tie­ri di restau­ro o di rico­stru­zio­ne post-ter­re­mo­to.
Fino a quan­do il Mini­ste­ro per i beni, le atti­vi­tà cul­tu­ra­li e il turi­smo non darà avvio a una strut­tu­ra­ta poli­ti­ca occu­pa­zio­na­le e ad una rior­ga­niz­za­zio­ne del lavo­ro ordi­na­rio, che dia rispo­ste con­cre­te anche ai tan­ti gio­va­ni stu­dio­si di sto­ria dell’arte che auspi­ca­no un impie­go sta­bi­le nel set­to­re dei beni cul­tu­ra­li, non ci sarà per le nuo­ve gene­ra­zio­ni una tra­smis­sio­ne del­la cono­scen­za e del­le buo­ne pra­ti­che di gestio­ne del patri­mo­nio pub­bli­co, fino ad ora pre­va­len­te­men­te con­si­de­ra­to nell’accezione di fon­te di red­di­to per le cas­se del­lo sta­to.

  1. Andrea Can­gi­ni, L’ira di Fran­ce­schi­ni: basta scio­pe­ri. “Incal­co­la­bi­le il dan­no d’immagine”, in Quotidiano.net, 23 giu­gno 2014; Fran­ce­schi­ni: gra­ve la chiu­su­ra di Pom­pei, ver­so la pre­cet­ta­zio­ne per musei e siti. Garan­te scio­pe­ri pron­to a un tavo­lo tec­ni­co, in Il Sole 24 Ore.com, 23 giu­gno 2014.
  2. Adria­na Pol­li­ce, Fran­ce­schi­ni: “Pre­cet­te­re­mo gli addet­ti musea­li che scio­pe­ra­no”, in Il Manifesto.info, 23 giu­gno 2014; Pom­pei, sospe­se le agi­ta­zio­ni sin­da­ca­li. Ma è scon­tro inter­no alla Cisl. Ria­per­to il sito archeo­lo­gi­co cam­pa­no: vener­dì incon­tro con la Soprin­ten­den­za. La Cisl di Pom­pei ver­rà com­mis­sa­ria­ta: “Posi­zio­ni esa­spe­ra­te”, in La Stampa.it, 23 giu­gno 2014; Pom­pei, tre­gua dei sin­da­ca­ti. Ria­pre il sito. Fran­ce­schi­ni. “Pron­ti alla pre­cet­ta­zio­ne”. La chiu­su­ra “dan­neg­gia l’immagine del sito archeo­lo­gi­co”. La Uil: d’accordo, ma devi assu­me­re 500 per­so­ne, in Cor­rie­re del Mezzogiorno.corriere.it, 23 giu­gno 2014; Fran­ce­sco Erba­ni, “Musei, basta scio­pe­ri. Per tener­li aper­ti pre­cet­te­re­mo i custo­di”, in Ricerca.Repubblica.it, 24 giu­gno 2014; Fran­ce­sco Pri­sco, Tre­gua tra sin­da­ca­ti e Sovrin­ten­den­za, in Il Sole 24 Ore.com, 24 giu­gno 2014; Camus­so: la mia Cgil è pron­ta a fir­ma­re un pat­to a Pom­pei, in Rassegna.it, 26 giu­gno 2014; Pom­pei, sco­per­to un nuo­vo crol­lo. Osan­na: “Feno­me­no fisio­lo­gi­co”. Cedi­men­to in un’area dal recu­pe­ro fer­mo per con­ten­zio­so. Le Rsu: sen­za manu­ten­zio­ne fal­li­ran­no anche i restau­ri, in Cor­rie­re del Mezzogiorno.corriere.it, 26 giu­gno 2014; Fran­ce­sco Pri­sco, Pom­pei, crol­lo in Vico­lo Stor­to. Al via la sele­zio­ne dei nuo­vi custo­di a tem­po deter­mi­na­to, in Il Sole 24 Ore.com, 26 giu­gno 2014.
  3. Sal­va­to­re Set­tis, archeo­lo­go: “Mili­ta­riz­za­re non risol­ve i pro­ble­mi. Spo­stia­mo i buro­cra­ti da Roma”, in La Stam­pa, 24 giu­gno 2014; Toma­so Mon­ta­na­ri, La feb­bre di Pom­pei, in Il Cor­rie­re del Mez­zo­gior­no, 24 giu­gno 2014.
Cite this article as: Marialucia Menegatti, Notizie dagli scavi”: Pompei e i disagi del patrimonio pubblico italiano, in "STORIEDELLARTE.com", 30 giugno 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/06/notizie-dagli-scavi-pompei-e-i-disagi-del-patrimonio-pubblico-italiano.html.

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