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Il viaggio in Italia di Mrs Merrifield

Carlo Crivelli, San Venanzio reca in mano la città di Camerino

Car­lo Cri­vel­li, San Venan­zio reca in mano la cit­tà di Came­ri­no (dal Polit­ti­co di San Dome­ni­co di Came­ri­no), par­ti­co­la­re, 1482, Mila­no, Pina­co­te­ca di Bre­ra (polit­ti­co smem­bra­to, in par­te custo­di­to a Mila­no e a Fran­co­for­te, Stä­del Museum).

Pro­se­gue la serie di arti­co­li (in ita­lia­no e ingle­se) dedi­ca­ti a Mary Phi­la­del­phia Mer­ri­field, pio­nie­ra dei moder­ni stu­di sul­le tec­ni­che arti­sti­che, cura­ti da Gio­van­ni Maz­za­fer­ro.
Segna­lia­mo la con­clu­sio­ne, pro­prio oggi, del­la rico­stru­zio­ne del viag­gio del 1846, in Ita­lia, vol­to al repe­ri­men­to di mano­scrit­ti che testi­mo­nias­se­ro le tec­ni­che del­la pit­tu­ra ad olio ita­lia­ne, con l’uscita del­la secon­da par­te di Mary Phi­la­del­phia Mer­ri­field in Ita­lia.

Subi­to dopo una intro­du­zio­ne, il testo si arti­co­la in una serie di voci rela­ti­ve alle cit­tà dell’Italia set­ten­trio­na­le visi­ta­te da Mrs Mer­ri­field.
L’indice degli argo­men­ti per­tan­to risul­ta esse­re il seguen­te:

Mary Philadelphia Merrifield in Italia

Par­te I: Pie­mon­te e Lom­bar­dia

  • Il viag­gio: pri­ma­ve­ra-esta­te 1846?
  • Lo sco­po del viag­gio
  • Tori­no (Per­so­ne incon­tra­te; Archi­vi visi­ta­ti)
  • Nova­ra (Monu­men­ti visi­ta­ti)
  • Mila­no (Per­so­ne incon­tra­te; Musei, col­le­zio­ni ed archi­vi visi­ta­ti; Ope­re d’arte esa­mi­na­te)
  • Ber­ga­mo (Per­so­ne incon­tra­te)
  • Bre­scia (Per­so­ne incon­tra­te; Archi­vi visi­ta­ti; Ope­re d’arte esa­mi­na­te)

Par­te II: Emi­lia e Vene­to

  • Par­ma (Per­so­ne incon­tra­te; Archi­vi visi­ta­ti)
  • Bolo­gna (Per­so­ne incon­tra­te; Musei, col­le­zio­ni ed archi­vi visi­ta­ti; Ope­re d’arte esa­mi­na­te)
  • Fer­ra­ra (Per­so­ne incon­tra­te)
  • Rovi­go (Per­so­ne incon­tra­te; Archi­vi visi­ta­ti)
  • Pado­va (Per­so­ne incon­tra­te; Archi­vi visi­ta­ti)
  • Vero­na (Per­so­ne incon­tra­te)
  • Bas­sa­no del Grap­pa (Per­so­ne incon­tra­te; Archi­vi visi­ta­ti)
  • Vene­zia (Per­so­ne incon­tra­te; Col­le­zio­ni, chie­se, biblio­te­che, archi­vi visi­ta­ti; Ope­re d’arte esa­mi­na­te)

 

Pub­bli­chia­mo, infi­ne, la par­te intro­dut­ti­va del sag­gio, su gen­ti­le con­ces­sio­ne di Gio­van­ni Maz­za­fer­ro:

Il viag­gio: pri­ma­ve­ra-esta­te 1846?

Nell’autunno del 1845 Mary Phi­la­del­phia Mer­ri­field fu inca­ri­ca­ta dal gover­no ingle­se (pre­sie­du­to da Robert Peel) di recar­si in Ita­lia per col­le­zio­na­re, tra­scri­ve­re e tra­dur­re mano­scrit­ti che potes­se­ro aiu­ta­re a cono­sce­re meglio le tec­ni­che arti­sti­che del­la pit­tu­ra ad olio dei mae­stri ita­lia­ni [1].

Un anno più tar­di la Mer­ri­field era già tor­na­ta dal suo viag­gio in Ita­lia. Ave­va invia­to una copia del mano­scrit­to che si accin­ge­va a pub­bli­ca­re a Robert Peel chie­den­do l’onore di poter­gli dedi­ca­re l’opera. Il 9 otto­bre 1846, rice­vu­ta una rispo­sta posi­ti­va, la Mer­ri­field scri­ve al Pri­mo Mini­stro dal­la sua casa di Brighton (4, Grand Para­de [2]); lo rin­gra­zia e lo pre­ga di gira­re la copia del mano­scrit­to a Sir Char­les Lock Eastla­ke. Lei non ne ha biso­gno, pos­se­den­do già l’originale, su cui lavo­ra quo­ti­dia­na­men­te [3].

È dun­que fra l’autunno 1845 e il 9 otto­bre 1846 che si col­lo­ca il viag­gio di Mary Phi­la­del­phia Mer­ri­field in Ita­lia. Io sono con­vin­to, sul­la base di bana­li con­si­de­ra­zio­ni di buon sen­so (ovve­ro che all’epoca nei mesi inver­na­li era meglio non far viag­gi) che la Mer­ri­field si sia reca­ta all’estero nel­la primavera/estate del 1846.
Non esi­sto­no (al momen­to) altri riscon­tri docu­men­ta­ri sul viag­gio di Mary. O, per meglio dire, tut­to quel­lo che pos­sia­mo sape­re sul­la spe­di­zio­ne del­la stu­dio­sa di Brighton sta scrit­to nei suoi Ori­gi­nal Trea­ti­ses, pub­bli­ca­ti nel 1849. A dispet­to di quan­to pos­sa sem­bra­re (la Mer­ri­field, ad esem­pio, sce­glie di man­te­ne­re l’anonimato sul nome dei “Pro­fes­so­ri” che incon­tra in Ita­lia e con cui discor­re di tec­ni­che arti­sti­che), espun­gen­do que­sti dati dal­le oltre 1000 pagi­ne dell’opera, ed incro­cian­do­li con testi­mo­nian­ze ter­ze che sia­mo riu­sci­ti a repe­ri­re negli archi­vi o in let­te­ra­tu­ra, è pos­si­bi­le ave­re un’idea abba­stan­za com­ple­ta del­le tap­pe toc­ca­te nel viag­gio e degli inter­lo­cu­to­ri incon­tra­ti in Ita­lia. È quel­lo che abbia­mo fat­to, qua­si con spi­ri­to inve­sti­ga­ti­vo e nel­la pie­na con­sa­pe­vo­lez­za che inda­ga­re negli archi­vi e fra le car­te è un modo diver­ten­te per far­si gli affa­ri degli altri sen­za che nes­su­no bron­to­li (anzi, a vol­te, si vie­ne rin­gra­zia­ti).

Nell’illustrare le varie tap­pe abbia­mo cer­ca­to di redar­re del­le sche­de, con i rife­ri­men­ti alle per­so­ne incon­tra­te, agli archi­vi visti, alle ope­re d’arte esa­mi­na­te. Abbia­mo sta­bi­li­to, in manie­ra del tut­to arbi­tra­ria, un ordi­ne geo­gra­fi­co da ove­st ad est (spo­stan­do­ci quin­di da Tori­no ver­so Vene­zia): non è affat­to det­to che cor­ri­spon­da all’itinerario effet­ti­va­men­te segui­to. È appe­na evi­den­te che la sud­di­vi­sio­ne di que­sto sag­gio in due par­ti (la pri­ma con Pie­mon­te e Lom­bar­dia, la secon­da con Emi­lia Roma­gna e Vene­to) non cor­ri­spon­de in alcun modo alla situa­zio­ne poli­ti­ca dell’epoca, in cui il Pie­mon­te era par­te del Regno di Sar­de­gna, Lom­bar­dia e Vene­to dell’Impero austro-unga­ri­co, l’Emilia occi­den­ta­le cono­sce­va vari duca­ti, fra cui quel­lo di Par­ma, e quel­la orien­ta­le, da Bolo­gna in poi era par­te del­lo Sta­to Pon­ti­fi­cio.

Lo sco­po del viag­gio

Pri­ma di comin­cia­re vale la pena sot­to­li­nea­re due pun­ti: lo sco­po del viag­gio è quel­lo di acqui­si­re infor­ma­zio­ni sul­la pit­tu­ra ad olio dei mae­stri del Nord-Ita­lia [4]. Fra que­sti, i vene­ti, da Tizia­no a Vero­ne­se, la fan­no da padro­ne. Dovun­que vada, la Mer­ri­field chie­de infor­ma­zio­ni sul­le tec­ni­che dei pit­to­ri del­la cit­tà lagu­na­re. Non è solo impe­gno nei con­fron­ti di chi l’ha invia­ta; è una pas­sio­ne, pura, genui­na, auten­ti­ca per il colo­ri­smo vene­to. Come tale riflet­te il gusto suo, ma anche quel­lo di tut­ta un’epoca. Nel­le sin­go­le sche­de rela­ti­ve ad ogni loca­li­tà visi­ta­ta cer­che­re­mo di rie­pi­lo­ga­re (e a vol­ta dav­ve­ro di sco­pri­re) chi furo­no gli inter­lo­cu­to­ri del­la Mer­ri­field; vedre­mo che da un lato si trat­ta del­le ari­sto­cra­zie loca­li, spes­so atti­ve nell’ambito del col­le­zio­ni­smo, sicu­ra­men­te ben dispo­ste nell’ospitare un’emissaria uffi­cia­le del gover­no ingle­se; vi sono poi gli eru­di­ti e colo­ro che com­mer­cia­no in qua­dri; ed infi­ne i pit­to­ri ed i restau­ra­to­ri. A tut­ti la Mer­ri­field si approc­cia con inte­res­se, ma le rela­zio­ni più inten­se e sin­ce­re (come risul­ta dai reso­con­ti del­le inter­vi­ste a loro fat­te, posti qua­si a ren­de­re l’idea del­la pre­sa diret­ta) sono pro­prio con i pit­to­ri ed i restau­ra­to­ri. Con essi la Mer­ri­field si com­por­ta con estre­ma liber­tà, non pre­oc­cu­pan­do­si, ad esem­pio, del­la sua pos­si­bi­le con­di­zio­ne di infe­rio­ri­tà in quan­to don­na. È peral­tro pro­ba­bi­le che, vista dall’altra par­te, le doman­de del­la Mer­ri­field – le doman­de di una don­na – sia­no sta­te per­ce­pi­te come for­me di insi­sten­za e abbia­no pro­vo­ca­to qual­che reti­cen­za. Alme­no una è docu­men­ta­ta nel caso del Signor A., incon­tra­to a Mila­no. Vedre­mo man mano.
Cer­che­re­mo inol­tre di met­te­re in evi­den­za i rife­ri­men­ti alle ope­re d’arte sicu­ra­men­te viste. Per chia­ri­re: se la Mer­ri­field ci par­la di quat­tro qua­dri esa­mi­na­ti a Bre­ra è ose­rei dire scon­ta­to che abbia visi­ta­to tut­ta la Pina­co­te­ca. Noi ci atte­nia­mo agli ele­men­ti ogget­ti­vi. Lo sco­po è anche quel­lo di nota­re come l’attenzione sia sem­pre sul­le tec­ni­che rea­liz­za­ti­ve e sul­lo sta­to di con­ser­va­zio­ne del­le ope­re piut­to­sto che sul­le attri­bu­zio­ni, per le qua­li la stu­dio­sa ingle­se si attie­ne sem­pre alle ver­sio­ni uffi­cia­li. In que­sto sen­so si potreb­be dire che lo spi­ri­to del­la Mer­ri­field è mol­to più simi­le a quel­lo di un restau­ra­to­re che a quel­lo di un cono­sci­to­re.

Cite this article as: Sergio Momesso, Il viaggio in Italia di Mrs Merrifield, in "STORIEDELLARTE.com", 25 giugno 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/06/il-viaggio-in-italia-di-mrs-merrifield.html.

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