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Il Magistrato alle Acque a Venezia, tra passato e presente

Ve­ne­zia, Pa­lazzo dei Dieci Savi alle De­cime. Al­le­go­ria della Giustizia. © Debora Tosato - Storie dell'Arte

Ve­ne­zia, Pa­lazzo dei Die­ci Savi alle De­cime. Al­le­go­ria del­la Giu­sti­zia. © Debo­ra Tosa­to – Sto­rie dell’Arte

La sop­pres­sio­ne del Magi­stra­to alle Acque da par­te del gover­no ita­lia­no è noti­zia appar­sa di recen­te sul­le pagi­ne dei quo­ti­dia­ni, come se fos­se una con­se­guen­za natu­ra­le dell’inchiesta, anco­ra in cor­so, a cari­co di varie per­so­na­li­tà del­le isti­tu­zio­ni pub­bli­che, del­la poli­ti­ca e dell’imprenditoria in meri­to alla gestio­ne dei fon­di per il can­tie­re del Mose, il siste­ma a dighe mobi­li in costru­zio­ne da anni nel­la lagu­na di Vene­zia.

Cosa sap­pia­mo del Magi­stra­to alle Acque? È que­sta l’occasione per riper­cor­re­re la sto­ria di un isti­tu­to di anti­chis­si­ma ori­gi­ne, depu­ta­to a moni­to­ra­re e pre­ser­va­re il fra­gi­le eco­si­ste­ma idro­geo­lo­gi­co di un baci­no ter­ri­to­ria­le ad ampio spet­tro, attra­ver­so inter­ven­ti di com­ples­sa inge­gne­ria idrau­li­ca.1 Fin dal­le ori­gi­ni del­la Repub­bli­ca “il buon siste­ma del­le pub­bli­che acque impe­gna­va l’autorità de’ dogi. […] Nel seco­lo XIV, tut­to­ciò che si rife­ri­va alla lagu­na, ai lidi, ai por­ti ed ai fiu­mi veni­va defi­ni­to dal con­si­glio de’ X, e tal­vol­ta dal sena­to, pre­via però la tec­ni­ca discus­sio­ne affi­da­ta ad alcu­ni col­le­gi prov­vi­sio­na­li, che chia­ma­van­si savi sopra la lagu­na, o prov­ve­di­to­ri alle acque. In segui­to, per i cre­sciu­ti disor­di­ni, creb­be a modo l’importanza del sog­get­to, che si tro­vò neces­sa­rio d’instituire, nell’anno 1501, quell’apposito magi­stra­to alle acque, il qua­le rima­se in vigo­re fino alla cadu­ta del­la repub­bli­ca. Com­po­ne­va­si esso di tre sena­to­ri, col tito­lo di savi, i qua­li veni­va­no elet­ti dal sena­to, di tre altri patri­zi, det­ti ese­cu­to­ri, elet­ti dal mag­gior con­si­glio; d’un secre­ta­rio, un fisca­le, un nota­io e un suo coa­diu­to­re, un pub­bli­co mate­ma­ti­co, tre peri­ti, tre vice-peri­ti, tre aiu­tan­ti, ed altri impie­ga­ti di con­di­zio­ne infe­rio­re”.2

La com­po­si­zio­ne dell’ufficio deno­ta un siste­ma arti­co­la­to, desti­na­to a cre­sce­re nei nume­ri e nel­le fun­zio­ni in epo­ca suc­ces­si­va, quan­do la magi­stra­tu­ra acqui­si­rà impor­tan­za cre­scen­te per l’arricchimento di nuo­ve figu­re pro­fes­sio­na­li.3

Anti­ca­men­te il Magi­stra­to alle Acque, come le altre magi­stra­tu­re del­la Sere­nis­si­ma, ave­va la pro­pria sede di rap­pre­sen­tan­za a Palaz­zo Duca­le, deco­ra­ta secon­do una con­so­li­da­ta tra­di­zio­ne vene­zia­na con un dipin­to di tema alle­go­ri­co, ad ope­ra del pit­to­re secen­te­sco Ber­nar­di­no Pru­den­ti: “Vene­zia fat­ta per­so­na sedu­ta sur una con­chi­glia, trion­fan­te del mare, con la Reli­gio­ne, la Con­cor­dia, la Vigi­lan­za, la Sicur­tà, l’Abbondanza, con segui­to di Glau­chi e Nerei­di, ed alquan­ti ritrat­ti de’ giu­di­ci e mini­stri”.4

Dopo la sop­pres­sio­ne nel 1797, fu rein­tro­dot­to in epo­ca asbur­gi­ca e in segui­to isti­tui­to con spe­ci­fi­ca leg­ge del 5 mag­gio 1907, come orga­no decen­tra­to del Mini­ste­ro del­le Infra­strut­tu­re e dei Tra­spor­ti. L’attuale sede vene­zia­na del Magi­stra­to alle Acque è ubi­ca­ta, dal 1925, nel cosid­det­to Palaz­zo dei Die­ci Savi alle Deci­me, fab­bri­ca­to duran­te la pri­ma metà del Cin­que­cen­to su pro­get­to di Anto­nio Abbon­di, det­to lo Scar­pa­gni­no: si trat­ta dell’edificio sto­ri­co situa­to ai pie­di del Pon­te di Rial­to, rico­no­sci­bi­le dall’intonaco color mat­to­ne. Le imma­gi­ni a cor­re­do del testo docu­men­ta­no il sobrio appa­ra­to orna­men­ta­le del­la strut­tu­ra archi­tet­to­ni­ca, nel­la qua­le s’innesta una note­vo­le scul­tu­ra con l’Allegoria del­la Giu­sti­zia, qua­si sospe­sa in aria, e rico­no­sci­bi­le dai suoi attri­bu­ti distin­ti­vi: la spa­da sguai­na­ta e la bilan­cia.

Attual­men­te il Magi­stra­to alle Acque non limi­ta la com­pe­ten­za ter­ri­to­ria­le alla sola lagu­na di Vene­zia, poi­ché ope­ra in coor­di­na­men­to con il Prov­ve­di­to­ra­to Inter­re­gio­na­le alle Ope­re Pub­bli­che per il Vene­to, Tren­ti­no Alto Adi­ge e Friu­li-Vene­zia Giu­lia nel­le atti­vi­tà di gestio­ne del siste­ma idrau­li­co del­la regio­ne Vene­to, del­la pro­vin­cia di Man­to­va e si esten­de – per i pro­get­ti affe­ren­ti a baci­ni idri­ci di inte­res­se nazio­na­le – alle pro­vin­ce di Tren­to e Bol­za­no e al Friu­li-Vene­zia Giu­lia.

Soprav­vi­ve per­tan­to una visio­ne stra­te­gi­ca nel­la gestio­ne di un ter­ri­to­rio vasto, dal­le carat­te­ri­sti­che pecu­lia­ri, che ha la sua ori­gi­ne pro­prio nel­la spe­ci­fi­ci­tà del­la sto­ria di Vene­zia, desti­na­ta a non estin­guer­si.

Ve­ne­zia, Pa­lazzo dei Dieci Savi alle De­cime. La fac­ciata sul Ca­nal Grande (par­ti­co­lare). © Debora Tosato - Storie dell'Arte

Ve­ne­zia, Pa­lazzo dei Die­ci Savi alle De­cime. La fac­ciata sul Ca­nal Gran­de (par­ti­co­lare). © Debo­ra Tosa­to – Sto­rie dell’Arte

 


  1. Tra gli inter­ven­ti più signi­fi­ca­ti­vi, si ricor­da­no l’estromissione del­le foci di fiu­mi Pia­ve, Bac­chi­glio­ne e Bren­ta dal­la lagu­na di Vene­zia; l’allontanamento del­la foce del Po dal baci­no di Chiog­gia; la costru­zio­ne dei “muraz­zi” a Pel­le­stri­na per la dife­sa dal­le mareg­gia­te; l’apertura di cana­li per le rot­te com­mer­cia­li. 
  2. Vene­zia e le sue lagu­ne. Volu­me secon­do, Vene­zia 1874, p. 24. 
  3. Dal 1505 il Col­le­gio è com­po­sto da quin­di­ci sena­to­ri, che aumen­ta­no fino a ven­ti­cin­que nel 1531. Nel 1543 esso è rap­pre­sen­ta­to da un mag­gio­re nume­ro di mem­bri – qua­ran­ta sena­to­ri e altre figu­re di spe­ci­fi­ca com­pe­ten­za – nomi­na­ti dal Col­le­gio stes­so e tenu­ti a riu­nir­si alme­no una vol­ta alla set­ti­ma­na. Dal 1578 il Col­le­gio è con­vo­ca­to dal Doge. A quest’organo si aggiun­go­no in segui­to un Ese­cu­to­re, aggiun­to ai tre Savi alle Acque, e un Inqui­si­to­re: per ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni si rin­via a Gio­van­ni Orlan­di­ni, Il Vene­to Magi­stra­to alle Acque, in “Atti e Memo­rie dell’Ateneo Vene­to”, 1, 1906, pp. 200–241; Ugo Moz­zi, I magi­stra­ti Vene­ti alle acque ed alle boni­fi­che: l’antico vene­to magi­stra­to alle acque, l’antico vene­to magi­stra­to ai beni incul­ti, l’attuale magi­stra­to alle acque per le pro­vin­ce vene­te e di Man­to­va, Bolo­gna 1927; Il gover­no del­le acque, a cura di Maria Fran­ce­sca Tie­po­lo e Fran­co Ros­si, atti del con­ve­gno di stu­dio “Il gover­no del­le acque” (Vene­zia, 8–10 novem­bre 2001), Vene­zia 2008. 
  4. Fran­ce­sco Zanot­to, Il Palaz­zo Duca­le di Vene­zia, Vene­zia 1842, p. 13 (capi­to­lo: Pian­ta ter­re­na del Palaz­zo Duca­le come è di pre­sen­te). 
Cite this article as: Debora Tosato, Il Magistrato alle Acque a Venezia, tra passato e presente, in "STORIEDELLARTE.com", 21 giugno 2014; accessed 24 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2014/06/il-magistrato-alle-acque-a-venezia-tra-passato-e-presente.html.

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  1. Immagine negativa per la città | STONEHENGE - 16 agosto 2015

    […] Il Magi­stra­to alle Acque a Vene­zia, tra pas­sa­to e pre­sen­te – Sto­ria­del­lar­te 21/06/2014 La sop­pres­sione del Ma­gi­strato alle Ac­que da par­te del go­verno ita­liano è no­ti­zia ap­parsa di re­cente sul­le pa­gine dei quo­ti­diani, come se fos­se una con­se­guenza na­tu­rale dell’inchiesta, an­cora in cor­so, a ca­rico di va­rie per­so­na­lità del­le isti­tu­zioni pub­bli­che, del­la po­li­tica e dell’imprenditoria in me­rito alla ge­stione dei fon­di per il can­tiere del Mose, il si­stema a di­ghe mo­bili in co­stru­zione da anni nel­la la­guna di Vene­zia. Cosa sap­piamo del Ma­gi­strato alle Ac­que? È que­sta l’occasione per ri­per­cor­rere la sto­ria di un isti­tuto di an­ti­chis­sima ori­gine, de­pu­tato a mo­ni­to­rare e pre­ser­vare il fra­gile eco­si­stema idro­geo­lo­gico di un ba­cino ter­ri­to­riale ad am­pio spet­tro, at­tra­verso in­ter­venti di com­plessa in­ge­gne­ria idrau­lica. […]segue […]

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