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Il dipinto ritirato dall’Ambrosiana alla mostra di Luini: intervista a Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

Il 9 giu­gno la Pina­co­te­ca Ambro­sia­na, con un gesto sen­za pre­ce­den­ti, ha riti­ra­to – per mano dei suoi con­ser­va­to­ri ono­ra­ri Giu­lio Bora e Maria Tere­sa Fio­rio – il dipin­to raf­fi­gu­ran­te la Sacra Fami­glia con Sant’Anna e San Gio­van­ni­no dal­la mostra Ber­nar­di­no Lui­ni e i suoi figli, che si è aper­ta il 10 apri­le e che si chiu­de­rà il 13 luglio nel Palaz­zo Rea­le di Mila­no.

La tavo­la fa par­te fin dall’origine del patri­mo­nio dell’Ambrosiana, a cui è sta­ta lega­ta dal suo fon­da­to­re, il car­di­na­le Fede­ri­co Bor­ro­meo, che la con­si­de­ra­va un capo­la­vo­ro di Ber­nar­di­no Lui­ni ese­gui­to su dise­gno di Leo­nar­do da Vin­ci. Il rife­ri­men­to a Lui­ni in per­so­na è dura­to per seco­li, con note­vo­li incer­tez­ze però sul­la col­lo­ca­zio­ne cro­no­lo­gi­ca del dipin­to che è oscil­la­ta da un estre­mo all’altro del cata­lo­go del pit­to­re: dal 1508 cir­ca al 1530 cir­ca. Nel­la mostra di Mila­no il qua­dro – riti­ra­to dopo due mesi dall’apertura – era espo­sto con l’etichetta «Ere­di Lui­ni» a indi­ca­re un’esecuzione all’interno del­la bot­te­ga dell’artista, ma suc­ces­si­va alla sua mor­te, avve­nu­ta nel 1532. Il cata­lo­go argo­men­ta que­sta posi­zio­ne cri­ti­ca, soste­nu­ta da Gio­van­ni Ago­sti e Jaco­po Stop­pa, con una lun­ga sche­da.
Abbia­mo fat­to qual­che doman­da ai due cura­to­ri del­la mostra.

Che cos’è successo esattamente?

«Il 23 mag­gio abbia­mo rice­vu­to, e con noi Filip­po Del Cor­no, l’Assessore alla Cul­tu­ra del Comu­ne di Mila­no, e Dome­ni­co Pirai­na, il Diret­to­re di Palaz­zo Rea­le, una rac­co­man­da­ta del­la Biblio­te­ca Ambro­sia­na, fir­ma­ta dal Pre­fet­to, mon­si­gnor Fran­co Buz­zi, dove si inti­ma­va di modi­fi­ca­re – “entro die­ci gior­ni” dal rice­vi­men­to del­la let­te­ra – il car­tel­li­no che accom­pa­gna­va l’opera in mostra da “Ere­di Lui­ni” in “Ber­nar­di­no Lui­ni”, “non­ché la sche­da del cata­lo­go, ma altre­sì di ren­de­re nota tale avve­nu­ta ret­ti­fi­ca, attra­ver­so spe­ci­fi­che pub­bli­ca­zio­ni di set­to­re, sia car­ta­cee che tele­ma­ti­che”. Si segna­la­va che la richie­sta di pre­sti­to, invia­ta dal Comu­ne più di un anno fa, indi­ca­va come auto­re del dipin­to Ber­nar­di­no Lui­ni e si lamen­ta­va la man­ca­ta comu­ni­ca­zio­ne del muta­men­to di attri­bu­zio­ne.
Il 4 giu­gno abbia­mo invia­to a Dome­ni­co Pirai­na una rispo­sta da tra­smet­te­re all’Ambrosiana, dove riba­di­va­mo la nostra con­vin­zio­ne e ci scu­sa­va­mo di non ave­re avver­ti­to per tem­po la dire­zio­ne dell’Ambrosiana, ricor­dan­do come la stes­sa fos­se sta­ta l’ultima isti­tu­zio­ne a for­ni­re l’assenso al pre­sti­to: un sì giun­to “ad alle­sti­men­to già in cor­so”. Lo stes­so gior­no Pirai­na inol­tra­va la nostra rispo­sta all’Ambrosiana, accom­pa­gnan­do­la con un mes­sag­gio in cui dichia­ra­va che Palaz­zo Rea­le “non ha tito­lo a inter­ve­ni­re su vicen­de di natu­ra squi­si­ta­men­te scien­ti­fi­ca, soprat­tut­to lad­do­ve si con­si­de­ri di ave­re affi­da­to la cura­te­la del­la mostra ad illu­stri sto­ri­ci dell’arte di com­pro­va­ta serie­tà scien­ti­fi­ca”. Il 5 giu­gno il Pre­fet­to dell’Ambrosiana comu­ni­ca­va tele­fo­ni­ca­men­te la pro­pria volon­tà di riti­ra­re l’opera da Palaz­zo Rea­le; l’operazione è avve­nu­ta l’8 giu­gno, un lune­dì mat­ti­na – alle 8.30 – quan­do la mostra è chiu­sa. Due ore dopo l’Ambrosiana divul­ga­va una “New­slet­ter” dai toni goliar­di­ci e aggres­si­vi, per nul­la con­so­ni allo sti­le del suo fon­da­to­re e dei suoi gran­di pre­fet­ti del pas­sa­to, che met­te­va alla ber­li­na noi due e le isti­tu­zio­ni comu­na­li, dal Sin­da­co all’Assessore».

Vi aspettavate questa reazione?

«Fran­ca­men­te no. Più ope­re in mostra, sia di pro­prie­tà pub­bli­ca che pri­va­ta, sono espo­ste con attri­bu­zio­ni diver­se rispet­to a quel­le vigen­ti nei luo­ghi dove sono con­ser­va­te. Per esem­pio lo splen­di­do ritrat­to maschi­le del Lou­vre, che al museo figu­ra come “attri­bui­to a Caro­to” è da noi pre­sen­ta­to come “Pit­to­re lom­bar­do”, anche se – veden­do­lo gior­no dopo gior­no – ci andia­mo sem­pre più con­vin­cen­do che si trat­ti di un’opera pre­co­ce di Savol­do. Per tace­re dei col­le­zio­ni­sti pri­va­ti, da cui non abbia­mo sen­ti­to alcu­na rimo­stran­za, anche se han­no tro­va­to dei dipin­ti con attri­bu­zio­ni diver­se rispet­to a quel­le cor­ren­ti. C’è sta­ta, dap­per­tut­to, una gran­de com­pren­sio­ne del­lo sfor­zo scien­ti­fi­co che sta die­tro a que­sta mostra e non abbia­mo discus­so pra­ti­ca­men­te con nes­sun pre­sta­to­re le modi­fi­che alle attri­bu­zio­ni: e sì che nel caso di pro­prie­ta­ri pri­va­ti que­sto potreb­be com­por­ta­re anche modi­fi­che al valo­re vena­le del­le ope­re».

Siete stati accusati di non avere per tempo comunicato all’Ambrosiana questa vostra idea?

«Innan­zi­tut­to ci sia­mo pre­oc­cu­pa­ti di discu­te­re quest’ipotesi cri­ti­ca, che nasce da una ricon­si­de­ra­zio­ne dell’intero per­cor­so di Ber­nar­di­no Lui­ni, con chi cono­sce dav­ve­ro bene il con­te­sto arti­sti­co lom­bar­do del Cin­que­cen­to: e cioè con Gian­ni Roma­no, Mar­co Tan­zi e Fran­ce­sco Fran­gi. Come abbia­mo già det­to, il sì uffi­cia­le dell’Ambrosiana è arri­va­to a ridos­so dell’inaugurazione, dopo este­nuan­ti trat­ta­ti­ve, e nell’imminenza dell’apertura di una mostra di qua­si due­cen­to ope­re ave­va­mo altre pre­oc­cu­pa­zio­ni».

I giornali hanno riportato che l’Ambrosiana ha concesso gratuitamente i prestiti alla mostra.

«Pur­trop­po è con­vin­zio­ne dif­fu­sa che nul­la esce gra­tui­ta­men­te dall’Ambrosiana; esi­sto­no noleg­gi espli­ci­ti ma anche altre for­me di con­tri­bu­to eco­no­mi­co. Non sia­mo a cono­scen­za dei det­ta­gli, ma cer­to il ritar­do nel­la con­ces­sio­ne dei pre­sti­ti richie­sti (lo riba­dia­mo) un anno fa ha a che fare con que­stio­ni del gene­re».

Come vi sentite in seguito a questa vicenda?

«Con l’amaro in boc­ca. Un’operazione che ha riscos­so una­ni­me con­sen­so, fon­da­ta sul nostro mestie­re di inse­gnan­ti e con­dot­ta in por­to tra­mi­te la gene­ro­si­tà di tan­te per­so­ne (i nostri allie­vi, in pri­mis), si tro­va bol­la­ta da un gesto così vio­len­to».

Perché, secondo voi, questo è avvenuto a due mesi dall’apertura della mostra?

«Per noi è incom­pren­si­bi­le».

Cosa sarebbe successo se il dipinto in questione non fosse mai arrivato alla mostra?

«Non ci sareb­be sta­ta la sche­da, ma ugual­men­te avrem­mo espres­so la nostra con­vin­zio­ne che la tavo­la sten­ta a entra­re tra gli auto­gra­fi di Lui­ni. Que­sto non ne dimi­nui­sce in alcun modo la rile­van­za sto­ri­ca né dimi­nui­sce la qua­li­tà del­la splen­di­da pagi­na di Fede­ri­co Bor­ro­meo che la descri­ve. La doman­da da far­si è che cosa avreb­be fat­to la Biblio­te­ca Ambro­sia­na in quel caso? Avreb­be richie­sto il riti­ro del cata­lo­go? Le attri­bu­zio­ni dell’Ambrosiana sono indi­scu­ti­bi­li? Nes­su­no ha sco­per­to il vaso di Pan­do­ra di que­sta isti­tu­zio­ne mila­ne­se».



Vedi ora la let­te­ra-appel­lo con­tro l’iniziativa del­la Pina­co­te­ca Ambro­sia­na,
che si può sot­to­scri­ve­re com­pi­lan­do l’apposito modu­lo.

Link utili

Cite this article as: Sergio Momesso, Il dipinto ritirato dall’Ambrosiana alla mostra di Luini: intervista a Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, in "STORIEDELLARTE.com", 14 giugno 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/06/il-dipinto-ritirato-dallambrosiana-alla-mostra-di-luini-intervista-a-giovanni-agosti-e-jacopo-stoppa.html.

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One Response to Il dipinto ritirato dall’Ambrosiana alla mostra di Luini: intervista a Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa

  1. Jessica Consalvi 20 settembre 2016 at 08:47 #

    Oggi non c’è rispet­to per i pro­fes­so­ri…

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