Top Menu

Per Alessandro Conti: un ricordo

Ales­san­dro Con­ti era “Il Pro­fes­so­re” di sto­ria dell’arte.

Ho segui­to le sue lezio­ni, pri­ma in mez­zo a tre­cen­to stu­den­ti, poi con die­ci col­le­ghi di fine cor­so, nel­le aule del­la Sta­ta­le di Mila­no e nell’Istituto di Sto­ria dell’arte. Più tar­di a Sie­na. All’inizio è sta­ta una rivo­lu­zio­ne: ogni vol­ta era un pas­sag­gio impre­vi­sto, un lun­go sof­fer­mar­si su par­ti­co­la­ri, una car­rel­la­ta velo­ce di imma­gi­ni, silen­zi, esplo­sio­ni di pas­sio­ne, con­nes­sio­ni stu­pe­fa­cen­ti, pau­se e ripre­se nel­le sto­ria e tra gli affre­schi, i cicli, i dipin­ti, le stan­ze, i musei, le sale. Ricor­do il diso­rien­ta­men­to che per un anno mi ha accom­pa­gna­to duran­te le lezio­ni. Ricor­do le visi­te per i musei mila­ne­si men­tre cer­ca­va­mo di rag­giun­ge­re il Pro­fes­so­re che con lun­ghe fal­ca­te attra­ver­sa­va le sale e poi indie­treg­gia­va scar­tan­do tra un’opera e l’altra, inter­ro­gan­do noi e le ope­re stes­se. Era­va­mo abi­tua­ti alle dia­po­si­ti­ve stin­te pro­iet­ta­te nel­le aule buie e come alie­ni ci sia­mo tro­va­ti insie­me a lui davan­ti alle ope­re, sot­to la len­te del suo sguar­do e il tono cal­do del­la sua voce. Lui fio­ren­ti­no, noi lom­bar­di.

Poi è sta­to come ricon­ci­liar­si con la com­ples­si­tà dell’arte e del­le sue testi­mo­nian­ze. Una con­sa­pe­vo­lez­za timi­da è affio­ra­ta: la pos­si­bi­li­tà di intra­pren­de­re, den­tro un qua­dro di stu­dio rigo­ro­so, un per­cor­so auto­no­mo. La que­stio­ne era seria, più di pri­ma, ma mol­to più appas­sio­nan­te.

Ales­san­dro Con­ti è sta­ta la pri­ma per­so­na a cui ho accen­na­to di voler stu­dia­re la sto­ria dell’arte per leg­ge­re quel­la a me con­tem­po­ra­nea. Non mi ha sco­rag­gia­to, sem­pli­ce­men­te mi ha det­to che era la stes­sa cosa, che ci sareb­be volu­to lo stes­so rigo­re, anzi di più. Da allo­ra mi è sem­pre sta­to vici­no, segna­lan­do­mi erro­ri e orro­ri, sen­za umi­lia­re entu­sia­smi, inge­nui­tà, limi­ti.

Non c’era un alto e un bas­so con il Pro­fes­so­re, c’era il rispet­to tra docen­te e discen­te, sen­za pri­vi­le­gi, sen­za pre­giu­di­zi. Anche in que­sto è sta­to per noi una rivo­lu­zio­ne. Fati­co­sa, ma appas­sio­nan­te.

Giovanni Bellini, Ritratto di poeta laureato

Gio­van­ni Bel­li­ni, Ritrat­to di poe­ta lau­rea­to, c. 1475–1476, Mila­no, Pina­co­te­ca del Castel­lo Sfor­ze­sco

 

Cite this article as: Paola Tognon, Per Alessandro Conti: un ricordo, in "STORIEDELLARTE.com", 9 maggio 2014; accessed 19 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2014/05/per-alessandro-conti-un-ricordo.html.

, ,

No comments yet.

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: