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Giordani, la Psiche di Tenerani

«In casa del­la signo­ra Car­lot­ta de’ Medi­ci Len­zo­ni ho cono­sciu­ta, ed ho più vol­te vedu­ta, una gio­vi­net­ta di quat­tor­di­ci anni in quin­di­ci anni, bel­lis­si­ma; che pro­prio è fat­ta per esse­re con­tem­pla­ta. Né altro si può che mirar­la, con ammi­ra­zio­ne, con affe­zio­ne, con desi­de­rio di rive­der­la: ma non pote­te spe­ra­re ch’ella v’ascolti; mol­to meno che vi rispon­da, tut­ta occu­pa­ta da una malin­co­nia, che per veri­tà in quel gra­zio­so e caro vol­to vien bel­la e cara. Noi par­lia­mo di lei mol­to: niu­no ose­reb­be par­lar­le; per­ché niu­no pre­su­me di saper­la con­so­la­re. […] ho potu­to cono­sce­re, venu­to di Roma, il padre del­la fan­ciul­la; il qua­le ho tro­va­to (come già e un mio ragio­ne­vo­le imma­gi­na­re e ‘l dire di mol­ti me lo figu­ra­va­no) degno vera­men­te di glo­riar­si di tan­to mara­vi­glio­sa e ama­bi­le figliuo­la: eccel­len­te uomo d’ingegno e d’animo Pie­tro Tene­ra­ni, che die­de al mon­do quest’angioletta col nome di Psi­che. […] Egli lavo­rò a lume not­tur­no que­sta Psi­che: e l’amoroso ricer­ca­re del­la raspa, facen­do dispa­ri­re ogni intac­ca­tu­ra di scar­pel­lo e ‘l sali­no luc­ci­ca­re del mar­mo, indus­se la pel­le rugia­do­sa d’una don­zel­let­ta. Ella è dun­que vera e viven­te agli occhi nostri, com’ella era nel­la crea­tri­ce fan­ta­sia del Tene­ra­ni: al qua­le appa­ri­va così smar­ri­ta e dolo­ro­sa come allo­ra che da Amo­re, ch’ella ama­va tan­to, e che mostra­va d’averla tan­to cara, si tro­vò d’improvviso abban­do­na­ta. Sie­de la scon­so­la­ta, tra dolen­te e stu­pi­ta che il suo ami­co, sen­za niu­na offe­sa né col­pa di lei, abbia potu­to aver cuo­re di fug­gir­la. Le bel­lez­ze, del­le qua­li fu gelo­sa Vene­re e Amo­re fu inna­mo­ra­to, com’elle usci­ro­no del fal­la­ce let­to sono ignu­de; se non quan­to le coscie e la destra gam­ba ricuo­pre il regal peplo. Fat­ta dal dolo­re pau­ro­sa in tan­ta soli­tu­di­ne (poi­ché, per­du­to il suo uni­co bene, ella si sen­te sola nel mon­do) com’è pro­prio del­le afflit­te e temen­ti ristrin­gen­do­si tut­ta in sé, pie­ga la destra gam­ba die­tro la sini­stra; la qua­le dal ginoc­chio a tut­to il pie­de è nuda: del­le mani è abban­do­na­ta­men­te diste­sa sul­la destra coscia la man­ci­na, e sovra lei posa la dirit­ta. La testa è mol­le­men­te pie­ga­ta a quel­la par­te ove sospet­ta che fug­gis­se l’ingrato. Ingra­to; e assai ingiu­sta­men­te cru­de­le. Potè sprez­za­re tale bel­lez­za! Potè offen­de­re tan­ta inno­cen­za! […] Qui è […] dolo­re di amo­ri sfor­tu­na­ti: ma non di Arian­na dispe­ra­ta, non di Medea furio­sa, non di Fedra tiran­na; bel­lez­ze arro­gan­ti, che dal­la vita impa­ra­ro­no l’offendere, non il sop­por­ta­re le offe­se. Timi­do e tene­ro è il dolo­re di costei; bel­lez­za tan­to non insi­dio­sa o super­ba, e tan­to sem­pli­ce, quan­to è tene­ra l’età: non sapreb­be anco­ra d’esser bel­la, se pri­mie­ra­men­te noi cre­de­va all’unico ama­to, che poi la tra­dì. Ella vie­ne in que­sto affan­no fie­ro novis­si­ma; poi­ché era tan­to ine­sper­ta di pati­re quan­to di offen­de­re: e nel­la men­te con­fu­sa da que­sta pri­ma e improv­vi­sa per­cos­sa, va cer­can­do tra­so­gna­ta come e per­ché tan­te care dol­cez­ze fug­gi­ro­no. Ella taci­tur­na, e a capo chi­no pen­so­sa, spen­ta d’ogni alle­grez­za che rilu­ce­va in quell’angelico vol­to, e in vista più voglio­sa che ardi­ta di pian­ge­re, né al Cie­lo né agli uomi­ni chie­de ven­det­ta, nep­pu­re aiu­to o pie­tà […]».

— Pie­tro Gior­da­ni, La pri­ma psi­che di Pie­tro Tene­ra­ni a mada­ma Ade­lai­de Cal­de­ra­ra But­ti, Firen­ze 1836, pp. IV-VII (la let­te­ra è data­ta pri­mo novem­bre 1826).

Pietro Tenerani, Psiche abbandonata, 1816-1817, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria nazionale d’arte moderna

Pie­tro Tene­ra­ni, Psi­che abban­do­na­ta, 1816–1817,
Firen­ze, Palaz­zo Pit­ti, Gal­le­ria nazio­na­le d’arte moder­na, cm 118 (altez­za)

Cite this article as: Sergio Momesso, Giordani, la Psiche di Tenerani, in "STORIEDELLARTE.com", 20 maggio 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/05/giordani-la-psiche-di-tenerani.html.

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