Top Menu

Biblioteche, incunaboli, disegni antichi e tracciati d’umanità: Fred Vargas, Prima di morire addio

Prima di morire addio

Capi­ta assai di rado di cer­ca­re un libro in gior­na­ta per ammaz­za­re il tem­po. Tro­var­lo sen­za sape­re nul­la del­la sua esi­sten­za. E finir­lo il gior­no stes­so. Il roman­zo è ope­ra del­la scrit­tri­ce fran­ce­se Fred Var­gas, e por­ta un tito­lo ita­lia­no che tra­du­ce pove­ra­men­te l’originale Ceux qui vont mou­rir te sal­vent.1

Non c’è nul­la di pau­ro­sa­men­te cupo in que­sta sto­ria appa­ren­te­men­te noir, for­se nep­pu­re il dop­pio omi­ci­dio, con­dot­to la pri­ma vol­ta con l’ausilio del­la cicu­ta. Ci tro­via­mo nel­la Roma con­tem­po­ra­nea, ma il regi­stro del rac­con­to col­ti­va in noi la rie­vo­ca­zio­ne di ambien­ti uma­ni­sti­ci pre­gni di roma­ni­tà, di let­te­ra­tu­ra lati­na, di mor­ti tea­tra­li e impro­ba­bi­li impe­ra­to­ri, poi­ché i tre gio­va­ni pro­ta­go­ni­sti por­ta­no il nome di Clau­dio, Tibe­rio e Nero­ne. Sono que­sti per­so­nag­gi ad apri­re la tra­ma, nar­ra­ta attra­ver­so il loro sguar­do intel­li­gen­te, curio­so e irre­spon­sa­bi­le, e con sen­ti­men­ti vio­len­te­men­te incon­sa­pe­vo­li come pos­so­no esse­re quel­li dei gio­va­ni, in que­sto caso ado­le­scen­ti fran­ce­si tra­pian­ta­ti a Roma a stu­dia­re all’università.

Il let­to­re è abil­men­te gui­da­to a incu­rio­sir­si del­la sor­te di un dise­gno ine­di­to attri­bui­to a Miche­lan­ge­lo Buo­nar­ro­ti da un cono­sci­to­re, che nono­stan­te la pro­ve­nien­za leci­ta vi rico­no­sce l’inconfondibile sapo­re del­la Vati­ca­na, così chia­ma­ta affet­tuo­sa­men­te dall’uomo – che di mestie­re fa exper­ti­se e lavo­ra nell’editoria del­la sto­ria dell’arte – pron­to a intra­pren­de­re un viag­gio da Pari­gi a Roma appa­ren­te­men­te per inda­ga­re in manie­ra più appro­fon­di­ta su que­sta trac­cia.

Si trat­ta, in real­tà, di un viag­gio a ritro­so nel suo pas­sa­to e nel suo pre­sen­te, attor­no al qua­le ruo­ta­no tut­ti i per­so­nag­gi del libro, trat­teg­gia­ti con estre­ma abi­li­tà dall’autrice, che li ren­de così accat­ti­van­ti o dete­sta­bi­li da far­ci sim­pa­tiz­za­re imme­dia­ta­men­te con alcu­ni di essi e par­te­ci­pa­re ai loro pen­sie­ri intor­no ai cri­mi­ni. Il pri­mo omi­ci­dio è da con­si­de­ra­re, tut­ta­via, qua­si un pre­te­sto per met­ter­li in sce­na e far­ne veni­re alla luce, poco per vol­ta, la per­so­na­li­tà e le pic­co­le manie distin­ti­ve.

Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana - Salone Sistino, veduta d’insieme. Foto storica. Collezione Cugnoni © Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma.

Roma, Biblio­te­ca Apo­sto­li­ca Vati­ca­na – Salo­ne Sisti­no, vedu­ta d’insieme.
Foto sto­ri­ca. Col­le­zio­ne Cugno­ni © Isti­tu­to Cen­tra­le per il Cata­lo­go e la Docu­men­ta­zio­ne di Roma.

Mol­ti bra­ni del rac­con­to si svol­go­no tra le mura del­la Biblio­te­ca Apo­sto­li­ca Vati­ca­na e gli ambien­ti uffi­cia­li di resi­den­za di un alto pre­la­to, descrit­to e let­te­ral­men­te pla­sma­to con gran­de mae­stria e sen­se of humour, tan­to da far­ne emer­ge­re l’anticonformismo, l’intelligenza sopraf­fi­na e l’acuta sen­si­bi­li­tà nell’approccio alla cul­tu­ra e agli esse­ri uma­ni, cui si dedi­ca con altret­tan­ta amo­re­vo­le costan­za. Pagi­ne di scrit­tu­ra flui­da e ric­ca di par­ti­co­la­ri fan­no emer­ge­re la cono­scen­za e la pas­sio­ne del­la scrit­tri­ce per gli esem­pla­ri rari – libri anti­chi o dise­gni di gran­di mae­stri – por­ta­to­ri incon­sa­pe­vo­li di mec­ca­ni­smi di fasci­na­zio­ne che met­to­no in moto rea­zio­ni pre­ve­di­bi­li e impre­ve­di­bi­li nel­la natu­ra uma­na, pron­ta a qual­sia­si azio­ne pur di acca­par­rar­si pez­zi uni­ci, e al con­tem­po alle­na­ta alla pun­ti­glio­sa ricer­ca docu­men­ta­ria tipi­ca del­le men­ti bril­lan­ti, dedi­te anche alla riso­lu­zio­ne dei delit­ti.

È que­sta la prin­ci­pa­le chia­ve di let­tu­ra del­la sto­ria, pia­ce­vo­le e avvol­gen­te, il cui prin­ci­pa­le meri­to risie­de nel­la fami­lia­ri­tà con cui si rac­con­ta­no gli slan­ci e i rap­por­ti affet­ti­vi tra i per­so­nag­gi, e in par­ti­co­la­re il mera­vi­glio­so uni­ver­so del­le biblio­te­che e degli archi­vi, dei fon­di sto­ri­ci, dei mate­ria­li fra­gi­lis­si­mi e pre­zio­si, e del­le abi­tu­di­ni di colo­ro che ne sono, come noi, irre­si­sti­bil­men­te attrat­ti.

  1. Fred Var­gas, Pri­ma di mori­re addio, tra­du­zio­ne di Mar­ghe­ri­ta Bot­to, Einau­di, Tori­no 2010 (dap­pri­ma pub­bli­ca­to a Pari­gi, Édi­tions Vivia­ne Hamy, 1994).
Cite this article as: Debora Tosato, Biblioteche, incunaboli, disegni antichi e tracciati d’umanità: Fred Vargas, Prima di morire addio, in "STORIEDELLARTE.com", 9 maggio 2014; accessed 29 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2014/05/biblioteche-incunaboli-disegni-antichi-e-tracciati-dumanita-fred-vargas-prima-di-morire-addio.html.

, ,

No comments yet.

Leave a Reply / Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: