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Aria di primavera a Bassano del Grappa

In un momen­to in cui all’Italia vie­ne rim­pro­ve­ra­to di tra­scu­ra­re i finan­zia­men­ti mes­si a dispo­si­zio­ne dall’Unione Euro­pea, fa sicu­ra­men­te noti­zia che i Musei di Bas­sa­no del Grap­pa, in pro­vin­cia di Vicen­za, abbia­no par­te­ci­pa­to con suc­ces­so a un ban­do euro­peo per sov­ven­zio­na­re il rin­no­va­men­to del­le pro­prie strut­tu­re. L’importanza dei con­tri­bu­ti rice­vu­ti è sta­ta mes­sa in evi­den­za dal­la diret­tri­ce Giu­lia­na Eri­ca­ni il 24 apri­le scor­so duran­te la ceri­mo­nia di inau­gu­ra­zio­ne del rial­le­sti­men­to di nume­ro­si loca­li – pun­to di acco­glien­za, book­shop, sala con­fe­ren­ze, zona per la didat­ti­ca, nuo­vi spa­zi espo­si­ti­vi – situa­ti al pia­no ter­re­no dell’antica sede del Museo Civi­co nell’ex-monastero di San Fran­ce­sco.

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Una gran­de festa per que­sto scri­gno del­la memo­ria cit­ta­di­na, che si è dota­to per l’occasione anche di un nuo­vo logo. Attra­ver­so il gio­co gra­fi­co di tre let­te­re – “M”, “B” e “A” – è sta­ta mes­sa in rilie­vo una del­le pecu­lia­ri­tà che con­trad­di­stin­guo­no que­sta real­tà musea­le e la ren­do­no uni­ca nel pano­ra­ma ita­lia­no, ovve­ro l’unitarietà a tutt’oggi del­le tre sezio­ni ori­gi­na­rie che han­no pre­sie­du­to alla sua fon­da­zio­ne: il museo civi­co, la biblio­te­ca e l’archivio. Nel­la pub­bli­ci­tà dell’evento il mono­gram­ma è sta­to arric­chi­to da un’immagine estra­po­la­ta dal cosid­det­to Paliot­to Soran­zo, il gran­de tele­ro ese­gui­to dal pit­to­re Jaco­po Bas­sa­no nel 1536 per il Palaz­zo Pre­to­rio su com­mis­sio­ne del pode­stà vene­zia­no Mat­teo Soran­zo, oggi espo­sto al pri­mo pia­no del Museo Civi­co nel gran­de salo­ne dal­pon­tia­no. Con que­sto det­ta­glio si ricor­da la mag­gio­re glo­ria arti­sti­ca cit­ta­di­na, ovve­ro il pit­to­re Jaco­po Dal Pon­te, det­to Jaco­po Bas­sa­no (cir­ca 15151–1592), che fu il più impor­tan­te espo­nen­te di una pro­li­fi­ca dina­stia di arti­sti desti­na­ti al suc­ces­so inter­na­zio­na­le e la cui fama fece risuo­na­re in tut­ta Euro­pa il nome del­la cit­tà nata­le.2 Con­tem­po­ra­nea­men­te si fa rife­ri­men­to anche al ruo­lo svol­to dall’istituzione nel set­to­re degli stu­di bas­sa­ne­schi, essen­do depo­si­ta­ria di uno dei fon­di più cospi­cui di ope­re del mae­stro e del­la sua scuo­la, non­chè custo­de di impor­tan­ti docu­men­ti rela­ti­vi alla sua atti­vi­tà, come il Libro Secon­do che è l’unico soprav­vis­su­to dei quat­tro libri con­ta­bi­li del­la bot­te­ga di fami­glia.3

MICHELANGELO.-Capolavori-grafici_billboard

Per l’occasione sono sta­te orga­niz­za­te pres­so il Museo Civi­co anche due mostre dal tito­lo Miche­lan­ge­lo. Capo­la­vo­ri gra­fi­ci e Pae­sag­gi urba­ni nel­la map­pa dei Bas­sa­no, che han­no fat­to da corol­la­rio all’evento e che rimar­ran­no entram­be aper­te fino al 31 ago­sto pros­si­mo. In omag­gio all’interesse rivol­to da Jaco­po Bas­sa­no all’opera di Miche­lan­ge­lo e in coin­ci­den­za con il 450° anni­ver­sa­rio del­la mor­te dell’artista tosca­no, da Casa Buo­nar­ro­ti a Firen­ze è arri­va­to un grup­po di dise­gni, tra i qua­li emer­ge per impor­tan­za una testa di Cleo­pa­tra da lui ese­gui­ta per esse­re dona­ta all’amico Tom­ma­so Cava­lie­ri, un pre­sen­ta­tion dra­wing secon­do la defi­ni­zio­ne di Johan­nes Wil­de ovve­ro un foglio dall’autonomo valo­re di ope­ra d’arte e non fina­liz­za­to allo stu­dio in vista del­la rea­liz­za­zio­ne di un dipin­to.

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Mol­to lega­ta al ter­ri­to­rio e alla sto­ria loca­le, la secon­da mostra ruo­ta attor­no a una pian­ta del­la cit­tà “a volo d’uccello” rea­liz­za­ta dai due figli di mag­gio­re talen­to di Jaco­po Bas­sa­no, il pri­mo­ge­ni­to Fran­ce­sco il gio­va­ne (1549–1592) e il ter­zo­ge­ni­to Lean­dro (1557–1622). L’allestimento pre­ve­de il con­fron­to con altre pian­te anti­che, tra cui la cele­ber­ri­ma Vedu­ta di Vene­zia di Jaco­po de’ Bar­ba­ri (1500) e la Map­pa Ange­li­ca di Vicen­za di Giam­bat­ti­sta Pit­to­ni (1580), e il riscon­tro con le copie rica­va­te dal­la stes­sa map­pa bas­sa­ne­sca nel Set­te­cen­to. A que­sto si aggiun­ge la pos­si­bi­li­tà di com­pa­ra­re l’aspetto cin­que­cen­te­sco dei luo­ghi-car­di­ne del­la cit­tà con la loro imma­gi­ne pas­sa­ta ed attua­le, attra­ver­so i calo­ti­pi otto­cen­te­schi di Andrea Faso­li e le foto­gra­fie odier­ne di Cesa­re Gero­li­met­to, che ne testi­mo­nia­no la tra­sfor­ma­zio­ne nel cor­so dei seco­li.

— Mostre tem­po­ra­nee – Museo Civi­co – Musei di Bas­sa­no del Grap­pa


  1. Tra­di­zio­nal­men­te si ritie­ne l’artista sia nato nel 1510 cir­ca. Nel 2010 Ales­san­dro Bal­la­rin ha soste­nu­to una posti­ci­pa­zio­ne del­la data di nasci­ta al 1515, ripren­den­do una pro­pria tesi già avan­za­ta nel Petit Larous­se de la Pein­tu­re (1979). Jaco­po Bas­sa­no e lo stu­pen­do ingan­no dell’occhio, cata­lo­go del­la mostra di Bas­sa­no del Grap­pa, Museo Civi­co, 6 mar­zo-13 giu­gno 2010, a cura di Ales­san­dro Bal­la­rin e Giu­lia­na Eri­ca­ni, Mila­no, 2010, p. 61. 
  2. Jaco­po e i suoi figli pit­to­ri – Fran­ce­sco il gio­va­ne, Giro­la­mo, Lean­dro e Giam­bat­ti­sta – furo­no tut­ti cono­sciu­ti con il sopran­no­me di “Bas­sa­no”. 
  3. Il mano­scrit­to è sta­to pub­bli­ca­to a stam­pa nel 1992. M. Mura­ro, Il Libro secon­do di Fran­ce­sco e Jaco­po dal Pon­te, “Fon­da­zio­ne Gior­gio Cini. Isti­tu­to di Sto­ria dell’arte. Col­le­zio­ne di fon­ti e docu­men­ti per lo stu­dio del­la Sto­ria dell’arte, Nuo­va serie, I”, Bas­sa­no del Grap­pa (VI), G.B. Ver­ci edi­tri­ce, 1992 
Cite this article as: Claudia Caramanna, Aria di primavera a Bassano del Grappa, in "STORIEDELLARTE.com", 13 maggio 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/05/aria-di-primavera-a-bassano-del-grappa.html.

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