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Cellini e la Saliera di Francesco I

Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, Vienna, Kunsthistorisches Museum, altezza cm 26, olio, ebano, smalto

Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, Vienna, Kunsthistorisches Museum, altezza cm 26, oro, ebano, smalto

“[…] Era ritornato il Re a Parigi, e io l’andai a trovare, portandogli la ditta saliera finita; la quale, sí come io ho detto di sopra, era in forma ovata ed era di grandezza di dua terzi di braccio in circa, tutta d’oro, lavorata per virtú di cesello. E sí come io dissi quando io ragionai del modello, avevo figurato il Mare e la Terra assedere l’uno e l’altro, e s’intramettevano le gambe, sí come entra certi rami del mare infra la tetra, e la terra infra del detto mare: cosí propiamente avevo dato loro quella grazia. A il Mare avevo posto in mano un tridente innella destra; e innella sinistra avevo posto una barca sottilmente lavorata, innella quale si metteva la salina. Era sotto a questa detta figura i sua quattro cavalli marittimi, che insino al petto e le zampe dinanzi erano di cavallo; tutta la parte dal mezzo indietro era di pesce: queste code di pesce con piacevol modo s’intrecciavano insieme; in sul qual gruppo sedeva con fierissima attitudine il detto Mare: aveva all’intorno molta sorte di pesci e altri animali marittimi. L’acqua era figurata con le sue onde; di poi era benissimo smaltata del suo propio colore. Per la Terra avevo figurato una bellissima donna, con il corno della sua dovizia in mano, tutta ignuda come il mastio appunto; nell’altra sua sinistra mana avevo fatto un tempietto di ordine ionico, sottilissimamente lavorato; e in questo avevo accomodato il pepe. Sotto a questa femina avevo fatto i piú belli animali che produca la terra; e i sua scogli terrestri avevo parte ismaltati e parte lasciati d’oro. Avevo da poi posata questa ditta opera e investita in una basa d’ebano nero: era di una certa accomodata grossezza, e aveva un poco di goletta, nella quale io aveva cumpartito quattro figure d’oro, fatte di piú che mezzo rilievo: questi si erano figurato la Notte, il Giorno, il Graprusco e l’Aurora. Ancora v’era quattro altre figure della medesima grandezza, fatte per i quattro venti principali, con tanta puletezza lavorate e parte ismaltate, quanto immaginar si possa. Quando questa opera io posi agli occhi del Re, messe una voce di stupore, e non si poteva saziare di guardarla: di poi mi disse che io la riportassi a casa mia, e che mi direbbe a tempo quello che io ne dovessi fare. Porta’nela a casa, e subito invitai parecchi mia cari amici, e con essi con grandissima lietitudine desinai, mettendo la saliera in mezzo alla tavola; e fummo i primi a ’doperarla.”

— B. Cellini, Vita di Benvenuto Cellini orefice e scultore fiorentino da lui medesimo scritta, nella quale molte curiose particolarità si toccano appartenenti alle arti ed all'istoria del suo tempo, tratta da un'ottimo manoscritto, Pietro Martello, Colonia 1728, pp. 227-228.

Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, Vienna, Kunsthistorisches Museum, altezza cm 26, olio, ebano, smalto

Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, Vienna, Kunsthistorisches Museum, altezza cm 26, oro, ebano, smalto

Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, particolare, Vienna, Kunsthistorisches Museum, altezza cm 26, olio, ebano, smalto

Benvenuto Cellini, Saliera di Francesco I, 1540-1543, particolare, Vienna, Kunsthistorisches Museum, altezza cm 26, oro, ebano, smalto

Cite this article as: Marialucia Menegatti, Cellini e la Saliera di Francesco I, in "STORIEDELLARTE.com", 24 aprile 2014; accessed 24 aprile 2017.
http://storiedellarte.com/2014/04/cellini-e-la-saliera-di-francesco-i.html.

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