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Asti nel Seicento. Artisti e committenti in una città di frontiera

Vener­dì 11 apri­le alle ore 18 si ter­rà ad Asti a Palaz­zo Maz­zet­ti l’inaugurazione di Asti nel Sei­cen­to. Arti­sti e com­mit­ten­ti in una cit­tà di fron­tie­ra.

Asti nel Seicento. Artisti e committenti in una città di frontiera.La mostra si pro­po­ne di offri­re un pri­mo sguar­do com­ples­si­vo sul­le vicen­de del­la pit­tu­ra ad Asti nel Sei­cen­to, con­si­de­ran­do quan­to avven­ne nei cen­tri dell’attuale pro­vin­cia, arti­fi­cio­sa­men­te crea­ta nel 1935; la situa­zio­ne del patri­mo­nio arti­sti­co riflet­te la com­ples­sa fisio­no­mia giu­ri­sdi­zio­na­le dell’ampia area geo­gra­fi­ca, che com­pren­de oggi diver­se zone che nel XVII seco­lo era­no ammi­ni­stra­ti­va­men­te par­te del­lo Sta­to di Mila­no sot­to la Spa­gna, dell’antico Duca­to del Mon­fer­ra­to oltre che del Pie­mon­te sabau­do.
Per le vicen­de del­la sto­ria poli­ti­ca e reli­gio­sa non­ché per ragio­ni di traf­fi­ci com­mer­cia­li inol­tre la pro­vin­cia di Asti è uno dei cro­ce­via fon­da­men­ta­li per com­pren­de­re le inter­fe­ren­ze tra Pie­mon­te, Ligu­ria e Lom­bar­dia.

L’ordinamento dell’esposizione è arti­co­la­to su due pia­ni distin­ti di Palaz­zo Maz­zet­ti. Due ambien­ti con­ti­gui del pia­no ter­re­no ospi­ta­no le ope­re di area lom­bar­da e geno­ve­se ritro­va­te sul ter­ri­to­rio: una serie di dipin­ti ma anche un nucleo di tes­su­ti di ana­lo­ga pro­ve­nien­za. In paral­le­lo, gra­zie alla dispo­ni­bi­li­tà del­la Dire­zio­ne del Museo Civi­co di Palaz­zo Maz­zet­ti, alcu­ne sale del Museo sono sta­te rial­le­sti­te met­ten­do in evi­den­za i dipin­ti ligu­ri e lom­bar­di appar­te­nen­ti alle col­le­zio­ni civi­che.

Pur nel­la con­sa­pe­vo­lez­za dell’esistenza di una radi­ca­ta tra­di­zio­ne arti­sti­ca loca­le, che sem­bra tra­sci­nar­si per tut­to il seco­lo sull’onda del­la note­vo­le for­tu­na di Mon­cal­vo, con­tra­sta­ta, alme­no negli anni di pas­sag­gio tra Cin­que­cen­to e Sei­cen­to, dal­la for­tu­na di Bar­to­lo­meo Peliz­za, i cura­to­ri si sono pro­po­sti di met­te­re a fuo­co innan­zi­tut­to l’arrivo di ope­re da altri con­te­sti cul­tu­ra­li: dal­la Tori­no sabau­da come dai ter­ri­to­ri lom­bar­di sot­to gli spa­gno­li, da Geno­va come da Roma. La varie­tà del­le scel­te cor­ri­spon­de a quel­la del­le infles­sio­ni del­la lin­gua arti­sti­ca; lo sti­le sei­cen­te­sco ad Asti non è uni­vo­co e pro­po­ne decli­na­zio­ni distin­te che van­no capi­te e moti­va­te alla luce degli orien­ta­men­ti del­la com­mit­ten­za.

L’identità arti­sti­ca di un ter­ri­to­rio è costi­tui­ta da quel che si con­ser­va, e che va capi­to, e da quan­to è anda­to disper­so e va recu­pe­ra­to alme­no attra­ver­so i docu­men­ti. La ricom­po­si­zio­ne del Sei­cen­to ad Asti si deve avva­le­re quin­di di docu­men­ti figu­ra­ti­vi come di testi­mo­nian­ze scrit­te. E la mostra e il suo cata­lo­go si pro­pon­go­no que­sto sco­po.

Rima­ne anco­ra vali­do, come vade­me­cum del ricer­ca­to­re, quan­to Gio­van­ni Roma­no scri­ve­va nel 1971, a pro­po­si­to del­la situa­zio­ne figu­ra­ti­va di Asti nel Cin­que­cen­to alla vigi­lia di mol­te rico­gni­zio­ni di stu­dio, tra le pri­me anche le sue: “Dove­re pri­mo di ogni ricer­ca­to­re sul­lo spe­ci­fi­co cam­po asti­gia­no è quel­lo di arre­da­re con ope­re, docu­men­ti e indi­ca­zio­ni cri­ti­che por­tan­ti que­sto gran­de spa­zio deser­to e, da vari indi­zi, mi pare che i risul­ta­ti dell’impresa non saran­no delu­den­ti”.

(Il testo costi­tui­sce una ver­sio­ne abbre­via­ta dell’introduzione al cata­lo­go)

Per info: www.palazzomazzetti.it
Sca­ri­ca l’invito in pdf: Asti­Nel­Sei­cen­to_IN­VI­TO

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Cite this article as: Redazione, Asti nel Seicento. Artisti e committenti in una città di frontiera, in "STORIEDELLARTE.com", 4 aprile 2014; accessed 6 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/04/asti-nel-seicento-artisti-e-committenti-in-una-citta-di-frontiera.html.

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