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Leggere la scultura”, Bologna, Fondazione Federico Zeri. Primo incontro.

Gio­ve­dì 20 mar­zo si è aper­to pres­so la Fon­da­zio­ne Fede­ri­co Zeri il trit­ti­co di con­fe­ren­ze “Leg­ge­re la scul­tu­ra” all’interno del ciclo “Incon­tri in Biblio­te­ca”, cura­to da Andrea Bac­chi, nuo­vo diret­to­re dell’istituzione suc­ce­du­to ad Anna Otta­ni Cavi­na. Come indi­ca­to dal tito­lo, il tema di quest’anno è la scul­tu­ra, argo­men­to che, sep­pur toc­ca­to mar­gi­nal­men­te da Fede­ri­co Zeri, non man­cò non­di­me­no di inte­res­sar­lo. Testi­mo­nia­no que­sto fat­to le 17.000 foto­gra­fie appar­te­nen­ti al fon­do “Scul­tu­ra ita­lia­na” nel­la sua foto­te­ca e la sua col­le­zio­ne di scul­tu­re dona­ta all’Accademia Car­ra­ra di Ber­ga­mo1. Il pro­gram­ma pre­ve­de la pre­sen­ta­zio­ni di tre libri riguar­dan­ti altret­tan­te diver­se epo­che arti­sti­che, dal Rina­sci­men­to al Neo­clas­si­ci­smo, pas­san­do per il Baroc­co. In ognu­no di que­sti incon­tri inter­vie­ne, oltre all’autore del­la pub­bli­ca­zio­ne, uno stu­dio­so esper­to del perio­do trat­ta­to.

desmasDuran­te la pri­ma con­fe­ren­za lo stes­so Andrea Bac­chi ha pre­sen­ta­to il libro di Anne-Lise Desmas, Le ciseau et la tia­re. Les sculp­teurs dans la Rome des papes. 1724–1758 frut­to del­le ricer­che com­piu­te duran­te la tesi di dot­to­ra­to ed edi­to nel 2012. Nono­stan­te l’ancor gio­va­ne età, la stu­dio­sa può van­ta­re un cur­ri­cu­lum di tut­to rispet­to, ulte­rior­men­te arric­chi­to­si con la recen­te nomi­na ad “Asso­cia­te Cura­tor” pres­so il dipar­ti­men­to di Scul­tu­ra e arti deco­ra­ti­ve del Get­ty Museum.
Nel­la sua pre­sen­ta­zio­ne Bac­chi ha evi­den­zia­to innan­zi­tut­to le pecu­lia­ri­tà del perio­do ana­liz­za­to da Desmas, coin­ci­den­te appros­si­ma­ti­va­men­te con il secon­do quar­to del XVIII seco­lo2, per il qua­le ven­go­no a man­ca­re pre­zio­si fon­ti bio­gra­fi­che come pote­va­no esse­re le Vite di Gio­van­ni Pie­tro Bel­lo­ri o Gio­van­ni Baglio­ne, men­tre quel­le di Lio­ne Pasco­li, scrit­te tra 1730 e 1736, si occu­pa­no tut­ta­via di arti­sti del­le pre­ce­den­ti gene­ra­zio­ni. Nel perio­do pre­so in esa­me pesa inol­tre l’assenza di uno scul­to­re lea­der o di rife­ri­men­to come era­no sta­ti Gian Loren­zo Ber­ni­ni, Ales­san­dro Algar­di o, più recen­te­men­te, Camil­lo Rusco­ni. Dopo aver trac­cia­to una bre­ve pano­ra­mi­ca sui prin­ci­pa­li stu­di o mostre che si occu­pa­ro­no di scul­tu­ra del Set­te­cen­to a Roma, Bac­chi insi­ste sul­la neces­si­tà di divi­de­re il XVIII seco­lo nell’Urbe in due essen­zia­li par­ti­zio­ni che avreb­be­ro come spar­tiac­que l’arrivo in cit­tà di Winc­kel­mann; se la secon­da è con­tras­se­gna­ta in sen­so neo­clas­si­co, la pri­ma rap­pre­sen­te­reb­be la con­ti­nua­zio­ne del seco­lo pre­ce­den­te, sen­za nes­su­na cesu­ra evi­den­te.

È sta­ta altre­sì sot­to­li­nea­ta la fon­da­men­ta­le ere­di­tà del volu­me di Jen­ni­fer Mon­ta­gu sul­la scul­tu­ra baroc­ca roma­na per via del taglio pren­den­te in con­si­de­ra­zio­ne, oltre a quel­lo pret­ta­men­te sto­ri­co-arti­sti­co, nume­ro­si aspet­ti del­la pro­fes­sio­ne di scul­to­re3. Que­sta meto­do­lo­gia è sta­ta ripre­sa da Desmas che chiu­de il suo libro con una ric­chis­si­ma appen­di­ce docu­men­ta­ria con­te­nen­te nume­ro­se infor­ma­zio­ni, come gli indi­riz­zi del­le bot­te­ghe di nume­ro­si arti­sti. Un altro ele­men­to evi­den­zia­to è inol­tre il ruo­lo pre­pon­de­ran­te, all’interno di un can­tie­re, dell’architetto che sosti­tui­sce lo scul­to­re diret­to­re dei lavo­ri alla Ber­ni­ni; i casi a Roma sono mol­te­pli­ci, pen­sia­mo ad Ales­san­dro Gali­lei in San Gio­van­ni in Late­ra­no o Nico­la Sal­vi per la Fon­ta­na di Tre­vi. La dipen­den­za dal­la scul­tu­ra sei­cen­te­sca si mostra poi evi­den­te nel­la ripre­sa di ope­re baroc­che; il bal­dac­chi­no di San Pie­tro diven­ta per esem­pio un model­lo per l’altare di San­ta Maria Mag­gio­re di Fer­di­nan­do Fuga men­tre Pie­tro Brac­ci in San­ta Maria a Magna­na­po­li dia­lo­ga con Mel­chior­re Cafà. Nel libro non vie­ne poi tra­scu­ra­to nem­me­no l’aspetto sto­ri­co-arti­sti­co con un’analisi del­le varie per­so­na­li­tà atti­ve nel perio­do con­si­de­ra­to; se Pie­tro Brac­ci, Filip­po del­la Val­le e Gio­van­ni Bat­ti­sta Mai­ni deri­va­no da Camil­lo Rusco­ni, più ori­gi­na­le è inve­ce il tosca­no Ago­sti­no Cor­nac­chi­ni, che si dimo­stra sicu­ra­men­te alter­na­ti­vo, qua­si eccen­tri­co, nel­la cap­pel­la Cor­si­ni in San Gio­van­ni in Late­ra­no. L’intervento di Bac­chi si chiu­de con una paren­te­si su arti­sti fran­ce­si come Edme Bou­char­don e Michel-Ange Slod­tz; riguar­do quest’ultimo, le ricer­che di Desmas han­no per­mes­so di repe­ri­re docu­men­ta­zio­ne rela­ti­va al monu­men­to Cap­po­ni in San Gio­van­ni dei Fio­ren­ti­ni e pre­ci­sa­re il sog­get­to del­la scul­tu­ra alle­go­ri­ca rap­pre­sen­ta­ta, la Medi­ta­zio­ne del­la mor­te. Spic­ca in modo par­ti­co­la­re la ripre­sa del trat­ta­to di Cesa­re Ripa che con­ti­nua anche in pie­no Set­te­cen­to (1746), pochi anni pri­ma dell’avvento del Neo­clas­si­ci­smo.

L’incontro si è chiu­so un bre­ve inter­ven­to dell’autrice, foca­liz­za­to sul­la sua atti­vi­tà all’interno del Get­ty Museum; è sta­to pre­sen­ta­to l’allestimento di tre scul­tu­re di Jose­ph Nol­le­kens, raf­fi­gu­ran­ti Vene­re, Ate­na ed Era. Ven­ne­ro com­mis­sio­na­te da Char­les Watson-Went­wor­th, secon­do mar­che­se di Roc­kin­gham (1730–1782), che desi­de­ra­va assem­bla­re un grup­po, mesco­lan­te anti­co e moder­no, raf­fi­gu­ran­te il Giu­di­zio di Pari­de. La figu­ra del gio­va­ne pasto­re di pro­prie­tà di Roc­kin­gham, che subì nume­ro­se inte­gra­zio­ni, dovet­te esse­re alquan­to cele­bre nel­la Roma del Set­te­cen­to, venen­do copia­ta anche da Winc­kel­mann.

Il pros­si­mo appun­ta­men­to è pre­vi­sto per gio­ve­dì 3 apri­le quan­do Gio­van­na Capi­tel­li pre­sen­te­rà il libro di Ste­fa­no Gran­des­so su Ber­tel Thro­vald­sen; il ciclo si chiu­de­rà una set­ti­ma­na dopo con l’intervento di Fran­ce­sco Caglio­ti su un’altra atte­sa mono­gra­fia, quel­la di Gabrie­le Fat­to­ri­ni su Andrea San­so­vi­no.

  1. Cfr. Il cono­sci­to­re d’arte. Scul­tu­re dal XV al XIX seco­lo del­la col­le­zio­ne di Fede­ri­co Zeri, a cura di A. Bac­chi, Mila­no 1989; La dona­zio­ne Fede­ri­co Zeri: cin­quan­ta scul­tu­re per Ber­ga­mo, cata­lo­go del­la mostra di Ber­ga­mo, a cura di A. Bac­chi e F. Ros­si, Ber­ga­mo 2000.
  2. L’intervallo 1724–1758 cor­ri­spon­de ai pon­ti­fi­ca­ti di Bene­det­to XIII Orsi­ni, Cle­men­te XIII Cor­si­ni e Bene­det­to XIV Lam­ber­ti­ni.
  3. J. Mon­ta­gu, La scul­tu­ra baroc­ca roma­na: un’ indu­stria dell’arte, Tori­no 1991.
Cite this article as: Fabien Benuzzi, Leggere la scultura”, Bologna, Fondazione Federico Zeri. Primo incontro., in "STORIEDELLARTE.com", 26 marzo 2014; accessed 5 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/03/leggere-la-scultura-bologna-fondazione-federico-zeri-primo-incontro.html.

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