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Giornata di studi in onore di Alessandro Marabottini

thumb_13215__fancybox[1]Ieri (vener­dì 21 mar­zo 2014) pres­so l’Accademia di San Luca in Roma si è svol­ta una gior­na­ta di stu­di in ono­re di Ales­san­dro Mara­bot­ti­ni, il cui tito­lo è sta­to “Gli ami­ci per Ales­san­dro Mara­bot­ti­ni. Uomo, stu­dio­so, col­le­zio­ni­sta”.

Pro­fes­so­re ordi­na­rio di Sto­ria dell’arte medie­va­le e moder­na, pri­ma a Mes­si­na e poi a Peru­gia, Ales­san­dro Mara­bot­ti­ni è sta­to uno stu­dio­so inter­na­zio­nal­men­te apprez­za­to, gran­de col­le­zio­ni­sta, dise­gna­to­re e pit­to­re (sep­pur in for­ma ama­to­ria­le), ma anche viag­gia­to­re, spor­ti­vo, edi­to­ria­li­sta e let­te­ra­to.

Mara­bot­ti­ni ha lascia­to la ric­ca Biblio­te­ca dell’Università di Peru­gia e la pro­pria col­le­zio­ne agli stu­den­ti del­lo stes­so Ate­neo, affi­dan­do­ne comun­que la gestio­ne alla Fon­da­zio­ne Cas­sa di Rispar­mio di Peru­gia.

Fio­ren­ti­no di nasci­ta, ma roma­no per ele­zio­ne e inte­res­si cul­tu­ra­li, Mara­bot­ti­ni duran­te la sua car­rie­ra rice­vet­te diver­si rico­no­sci­men­ti, tra cui il ruo­lo di Acca­de­mi­co di San Luca.

A cir­ca due anni  dal­la sua mor­te (12 giu­gno 2012)  pro­prio l’Accademia di San Luca  lo cele­bra dedi­can­do­gli un incon­tro di appro­fon­di­men­to al qua­le han­no par­te­ci­pa­to per­so­na­li­tà ita­lia­ne e stra­nie­re che, duran­te la loro car­rie­ra, ebbe­ro modo di cono­sce­re e apprez­za­re la figu­ra di Mara­bot­ti­ni.

locandina_marabottiniGli inter­ven­ti alla Gior­na­ta infat­ti sono sta­ti di  carat­te­re “per­so­na­le”, ma anche e sopra­tut­to di ambi­to scien­ti­fi­co. Per l’occasione è sta­ta inol­tre orga­niz­za­ta una mostra con l’obiettivo di espli­ci­ta­re diver­si aspet­ti del­la per­so­na­li­tà di Mara­bot­ti­ni: alcu­ni suoi libri, mano­scrit­ti e ope­re ine­di­te, foto­gra­fie e let­te­re, dise­gni, cari­ca­tu­re di per­so­na­li­tà e ami­ci, que­ste le tan­te cose che sin son potu­te ammi­ra­re. Ed anco­ra, sem­pre nell’ambito di que­sto alle­sti­men­to, tro­via­mo dipin­ti del­la col­le­zio­ne per­so­na­le, due del Sei­cen­to (Mas­si­mo Stan­zio­ne e Sal­va­tor Rosa), due dell’Ottocento (Arnold Böc­klin e Anselm Feuer­ba­ch) e uno del Nove­cen­to (Rug­ge­ro Alfre­do Micha­hel­les, ram), emble­ma­ti­ci dei più cospi­cui nuclei del­la sua ete­ro­ge­nea col­le­zio­ne. La mostra, che reste­rà aper­ta sino al 3 mag­gio, può in qual­che modo risul­ta­re com­ple­ta­re con quel­la dedi­ca­ta allo stu­dio­so da par­te del­la casa – Museo di Mario Praz, alle­sti­men­to che met­te a con­fron­to l’amore per il Neo­clas­si­ci­smo dei due col­le­zio­ni­sti.

Ma tor­nia­mo all’incontro e agli inter­ven­ti. In aper­tu­ra ci sono sta­ti i salu­ti di Car­lo Cola­ia­co­vo (Pre­si­den­te del­la Fon­da­zio­ne Cas­sa di Rispar­mio di Peru­gia) e di Fran­ce­sco Moschi­ni (Segre­ta­rio Gene­ra­le dell’Accademia Nazio­na­le di San Luca). Que­sti han­no intro­dot­to Mar­co Chia­ri­ni (già Diret­to­re di Palaz­zo Pit­ti, Firen­ze), il qua­le  ha ela­bo­ra­to una pre­sen­ta­zio­ne del­la col­le­zio­ne di dise­gni di Mara­bot­ti­ni, frut­to del suo for­te inte­res­se per la pit­tu­ra, e di con­se­guen­za anche per i boz­zet­ti ed i dise­gni pre­pa­ra­to­ri. Una col­le­zio­ne di gran­de qua­li­tà, costi­tui­ta da dise­gni di Laz­za­ro Bal­di, Luca Gior­da­no e Cor­ra­do Gia­quin­to (per citar­ne alcu­ni), crea­ta pre­va­len­te­men­te attra­ver­so ritro­va­men­ti ed acqui­sti sul mer­ca­to dell’antiquariato.

Il secon­do inter­ve­nu­to del­la mat­ti­na­ta è sta­to Syl­vain Laveis­siè­re (Con­ser­va­teur géne­ral hono­rai­re du patri­mo­nie, Musée du Lou­vre, Pari­gi). Egli ha trat­ta­to la que­stio­ne dei qua­dri di arti­sti fran­ce­si, pre­sen­ti nel­la col­le­zio­ne di Mara­bot­ti­ni, tra cui figu­ra­no ope­re di Séba­stien Bour­don.

Bert Mejer (Diret­to­re dell’Istituto Olan­de­se di Sto­ria dell’Arte di Firen­ze) ha inve­ce esa­mi­na­to le ope­re olan­de­si pre­sen­ti nel­la col­le­zio­ne Mara­bot­ti­ni, che riguar­da­no pre­va­len­te­men­te pae­sag­gi di Jan Miel e di Vin­cen­ti Adriaensz (det­to il Macio­la).

Tere­sa Pugliat­ti (già Pro­fes­so­re Ordi­na­rio di sto­ria dell’Arte Moder­na di Paler­mo) ha mes­so in luce il lun­go perio­do sici­lia­no di Mara­bot­ti­ni, con i suoi dodi­ci anni di inse­gna­men­to all’Università di Mes­si­na, duran­te il qua­le ben si imme­de­si­mò per­fet­ta­men­te nel­la cul­tu­ra e del con­te­sto sici­lia­no. Infat­ti, a dif­fe­ren­za di tan­ti altri pro­fes­so­ri uni­ver­si­ta­ri che si son sen­ti­ti sem­pre in “esi­lio” in Sici­lia, Egli con gran­de pas­sio­ne stu­diò fon­ti e arte loca­le, for­nen­do pre­zio­si con­tri­bu­ti, tra cui ad esem­pio le fon­da­men­ta­li ricer­che su Poli­do­ro da Cara­vag­gio.

 

La ses­sio­ne pome­ri­dia­na si é aper­ta con l’intervento di Toma­so Mon­ta­na­ri (Uni­ver­si­tà Fede­ri­co II di Napo­li), che ha sot­to­li­nea­to come Mara­bot­ti­ni duran­te la sua car­rie­ra sia sta­to sem­pre mol­to atten­to anche alle que­stio­ni socia­li e cul­tu­ra­li, con osser­va­zio­ni luci­de ed illu­mi­nan­ti ripor­ta­te nei suoi edi­to­ria­li, nei qua­li indi­ca­va la neces­si­tà di con­si­de­ra­re l’arte come patri­mo­nio civi­le comu­ne (con­cet­ti mol­to attua­li e assai simi­li a quel­li trat­ta­ti dal Mon­ta­na­ri).

Mon­ta­na­ri inol­tre, con­si­de­ra­ta la gran­de pas­sio­ne di Mara­bot­ti­ni per il Sei­cen­to, ha pre­sen­ta­to un suo stu­dio su un boz­zet­to in col­le­zio­ne pri­va­ta attri­bui­bi­le ad Ales­san­dro Algar­di, che testi­mo­nia l’altra fac­cia del Baroc­co roma­no, quel­la più vici­na all’ambito car­rac­ce­sco, su cui tan­te vol­te si è con­cen­tra­to nei suoi stu­di il Mara­bot­ti­ni.

 

Cathe­ri­ne Goguel (Musée du Lou­vre, Pari­gi), si è con­cen­tra­ta su un dise­gno pro­ve­nien­te dal­la Biblio­thè­que Natio­na­le de Fran­ce, di impron­ta for­te­men­te tosca­na, attri­bui­bi­le a Jaco­po da Empo­li, di cui si occu­pò anche il Prof. Mara­bot­ti­ni.

 

Gioac­chi­no Bar­be­ra (Diret­to­re del­la Gal­le­ria Regio­na­le di Palaz­zo Aba­tel­lis, Paler­mo), allie­vo di Marab­bo­ti­ni all’Università di Mes­si­na, ha pre­so in esa­me la col­la­bo­ra­zio­ne – bre­ve ed epi­so­di­ca – che Mara­bot­ti­ni ten­ne con il gior­na­le “Pae­se Sera”, nel­la qua­le lo stu­dio­so ebbe modo di dimo­stra­re e riba­di­re la sua asso­lu­ta liber­tà di pen­sie­ro attra­ver­so recen­sio­ni lim­pi­de ed ele­gan­ti.

 

Isa­bel­le Julia (Con­ser­va­teur géne­ral hono­rai­re du patri­mo­nie, Musée d’Orsay, Pari­gi) ha illu­stra­to il rap­por­to tra Nino Costa, altro arti­sta ama­to da Mara­bot­ti­ni, ed il pit­to­re fran­ce­se Augu­ste Erne­st Hébert. I due, par­ten­do dagli stes­si model­li, arri­va­ro­no ad esi­ti simi­li.

 

L’ultimo inter­ven­to è sta­to quel­lo di Bru­no Tosca­no (Pro­fes­so­re Eme­ri­to dell’università di Roma Tre), il qua­le ha mes­so in  luce le affi­ni­tà e i pun­ti di con­tat­to tra Lio­ne Pasco­li ed Ales­san­dro Mara­bot­ti­ni. I due, sep­pur appar­te­nen­ti ad epo­che sto­ri­che dif­fe­ren­ti, par­ti­ro­no da una gio­va­ni­le incli­na­zio­ne all’arte, per poi dedi­car­si al col­le­zio­ni­smo ed alla scrit­tu­ra.

 

La Gior­na­ta di stu­dio è ter­mi­na­ta con i salu­ti di Cate­ri­na Zap­pia (cura­tri­ce dell’iniziativa con Ste­fa­nia Petril­lo), la qua­le ha annun­cia­to la pros­si­ma pub­bli­ca­zio­ne degli atti dei lavo­ri.

Cite this article as: Martina Caragliano, Giornata di studi in onore di Alessandro Marabottini, in "STORIEDELLARTE.com", 22 marzo 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/03/giornata-di-studi-in-onore-di-alessandro-marabottini.html.

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