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Aperta la mostra “Carlo Saraceni. Un Veneziano tra Roma e l’Europa”

In attesa di poterla visitare e discutere su queste pagine, segnaliamo l'apertura, a Venezia, dopo essere stata aperta alcuni mesi a Roma, della grande mostra dedicata ad un raffinatissimo maestro del Seicento. Roma e Venezia presentano infatti in un progetto congiunto e integrato due grandi mostre antologiche, le prime in assoluto, incentrate sull’opera di Carlo Saraceni (Venezia 1579- Venezia 1620).

In continuità con la mostra romana, che si è svolta dal 28 novembre 2013 al 2 marzo 2014 nella sala Altoviti del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia,  l’edizione veneziana (che aperta al pubblico dal 22 marzo al 29 giugno 2014) si propone di evidenziare i legami di Carlo Saraceni con l’entroterra veneto e con Venezia.

La mostra, ideata da Rossella Vodret e curata da Maria Giulia Aurigemma, viene allestita nelle sale delle Gallerie dell’Accademia secondo percorsi e scelte espositive curate da Roberta Battaglia con l’intenzione di riunire intorno la ricca produzione artistica del pittore secondo un criterio cronologico; dalle grandi pale d’altare (dalle chiese romane di Santa Maria della Scala, Santa Maria dell’Anima, San Lorenzo in Lucina, la Casa Generalizia dei Padri Mercedari, e poi Monteporzio, Palestrina, Cesena, Venezia) ai piccoli raffinati rami come la serie (ispirate alle Metamorfosi di Ovidio) dedicate a Icaro, realizzate dal pittore per la famiglia Farnese, del Museo di Capodimonte di Napoli (fig.1).

Inoltre l’esposizione veneziana viene arricchita da alcune opere come il disegno raffigurante Andromeda del Cavalier d’Arpino (custodito nel Gabinetto disegni e stampe delle Gallerie dell’Accademia di Venezia)  messo a confronto con il dipinto giovanile di Carlo Saraceni di medesimo soggetto e il San Rocco della Galleria Doria Pamphilj  avvicinato al San Girolamo di Jacopo Bassano (sempre delle Gallerie dell’Accademia di Venezia) per sottolinearne la componente veneta.

Nella Roma di primo ‘600 dove la rivoluzione caravaggesca aveva lasciato segni indelebili, lo chiamavano semplicemente “Il veneziano”, Carlo Saraceni, nato a Venezia intorno al 1579 e qui scomparso il 19 giugno del 1620 per febbre petecchiale, a Roma trascorse gli anni compresi tra il 1598 e il 1619, che gli diedero fama internazionale e committenze importanti da parte dei principali religiosi ed aristocratici di quel tempo; tra queste presenti in mostra il dipinto per Santa Maria della Scala in Trastevere “Il transito della Vergine” (fig.2) e le tele di Santa Maria dell’Anima “San Bennone recupera le chiavi dal ventre del pesce”e “Il martirio di San Lamberto” (figg. 3 e 4) eseguite successivamente alla “Ostensione del Sacro chiodo con San Carlo Borromeo” per San Lorenzo in Lucina (fig. 5).

Il ritorno a Venezia nel 1620 fu giustificato dalla commissione del grande telero per la sala del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale ritraente  “Il doge Enrico Dandolo che esorta i convenuti nella Basilica di San Marco a partire per la quarta Crociata”, ma la morte prematura che lo colse il 19 giugno del 1620 non gli permise di portare a compimento il dipinto che fu eseguito, su studi dello stesso Saraceni, da Jean Le Clerc.

La mostra è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo-Soprintendenza speciale per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per il Polo Museale della città di Venezia e dei Comuni della Gronda lagunare. 

Carlo Saraceni, Caduta di Icaro, 1605-1608 circa, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

1. Carlo Saraceni, Caduta di Icaro, 1605-1608 circa, Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

Carlo Saraceni, Il tran­sito della Ver­gine, Roma, Santa Ma­ria della Scala in Tra­ste­vere

2. Carlo Saraceni, Il tran­sito della Ver­gine, Roma, Santa Ma­ria della Scala in Tra­ste­vere

Informazioni:

Cite this article as: Angelica Lugli, Aperta la mostra “Carlo Saraceni. Un Veneziano tra Roma e l’Europa”, in "STORIEDELLARTE.com", 23 marzo 2014; accessed 23 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2014/03/aperta-la-mostra-carlo-saraceni-un-veneziano-tra-roma-e-leuropa.html.

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