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Un seminario su Giovanni Previtali a Siena

Giovanni Previtali

Pres­so il dipar­ti­men­to di Scien­ze sto­ri­che e Beni cul­tu­ra­li di Sie­na è ini­zia­to nel­lo scor­so mese di novem­bre un ciclo di incon­tri dedi­ca­ti a Pro­ta­go­ni­sti del­la cri­ti­ca e del­la sto­rio­gra­fia arti­sti­ca tra Otto­cen­to e Nove­cen­to, rivol­to in pri­mo luo­go ai lau­rean­di del ciclo magi­stra­le e agli spe­cia­liz­zan­di, che richia­ma però anche un pub­bli­co ester­no. Dopo i pri­mi tre incon­tri (Mar­co Masco­lo su Wilhelm Valen­ti­ner, Lau­ra Iamur­ri su Ber­nard Beren­son e Toma­so Mon­ta­na­ri su Fran­cis Haskell) il ciclo ha assun­to un rit­mo più ser­ra­to (a que­sta pagi­na è dispo­ni­bi­le il pro­gram­ma fino al mese di mar­zo). 

Vener­dì 24  gen­na­io si è par­la­to di uno stu­dio­so che ebbe un ruo­lo fon­da­men­ta­le nel­la vita cul­tu­ra­le dell’Università e del­la cit­tà di Sie­na, Gio­van­ni Pre­vi­ta­li (1934–1988). Ne ha trat­ta­to Artu­ro Galan­si­no, con­ser­va­to­re pres­so la Royal Aca­de­my di Lon­dra dopo un perio­do tra­scor­so al Lou­vre.

Il tito­lo di un sag­gio pub­bli­ca­to da Galan­si­no nel 2009, anti­ci­pa­zio­ne del­la sua tesi di dot­to­ra­to, sin­te­tiz­za effi­ca­ce­men­te la figu­ra del gran­de sto­ri­co, allie­vo di Rober­to Lon­ghi, mar­xi­sta e atti­vis­si­mo nel­la bat­ta­glia del­le idee, ma stu­dio­so di estre­mo rigo­re filo­lo­gi­co: l’eredità di Lon­ghi tra mar­xi­smo e “con­nois­seur­ship”. Per Pre­vi­ta­li, infat­ti, la riva­lu­ta­zio­ne del pro­ce­di­men­to cri­ti­co dell’attribuzione trae fon­da­men­to dal pas­sag­gio mol­to signi­fi­ca­ti­vo dal­la deli­mi­ta­zio­ne di un’autografia astrat­ta e impos­si­bi­le alla rico­stru­zio­ne del­la pro­du­zio­ne del­la bot­te­ga, come nel­la mono­gra­fia su Giot­to e la sua bot­te­ga (Mila­no, Fab­bri 1967 e 1974) e negli scrit­ti su Simo­ne Mar­ti­ni1.

Tra i nume­ro­si filo­ni svi­lup­pa­ti da Pre­vi­ta­li, si è dato par­ti­co­la­re risal­to agli stu­di sul­la scul­tu­ra, tra i qua­li spic­ca­no le Due lezio­ni sul­la scul­tu­ra ‘umbra’ del Tre­cen­to e la risco­per­ta di Mar­co Roma­no2. Se i temi appa­io­no lon­ta­ni dal­le pre­di­le­zio­ni di Lon­ghi e il ter­mi­ne “lezio­ne” sem­bra piut­to­sto un omag­gio a Pie­tro Toe­sca, Galan­si­no ha riba­di­to una con­ti­nui­tà con alcu­ni temi lon­ghia­ni degli anni cin­quan­ta, come l’importanza attri­bui­ta alle tec­ni­che e la rico­stru­zio­ne dell’area umbra.

La riva­lu­ta­zio­ne dell’arte di aree geo­gra­fi­che tra­scu­ra­te conob­be un momen­to par­ti­co­lar­men­te signi­fi­ca­ti­vo negli anni di inse­gna­men­to a Mes­si­na, con le pri­me ricer­che sul­la pit­tu­ra meri­dio­na­le; que­ste ricer­che avreb­be­ro por­ta­to al volu­me su La pit­tu­ra del Cin­que­cen­to a Napo­li e nel vice­rea­me (Tori­no, Einau­di 1978) e mes­so lo stu­dio­so a con­tat­to con le dif­fi­col­tà di “esplo­ra­re pre­ce­du­to da pochi corag­gio­si, le deso­lan­ti nava­te del­le chie­se napo­le­ta­ne o le cap­pel­le abban­do­na­te nei cen­tri mino­ri del sud”3 e di veri­fi­ca­re nel pro­prio cam­po di inda­gi­ne la “qui­stio­ne meri­dio­na­le” di gram­scia­na memo­ria.

Gran­de peso ha avu­to altre­sì, nell’esposizione di Galan­si­no, la rico­stru­zio­ne del­le impre­se edi­to­ria­li da lui pro­mos­se, come le gran­di col­la­ne divul­ga­ti­ve dei Mae­stri del colo­re e dei Mae­stri del­la scul­tu­ra, l’Enci­clo­pe­dia Arte 2 Fel­tri­nel­li Fischer4 e infi­ne la pri­ma sezio­ne del­la Sto­ria dell’arte ita­lia­na Einau­di, pub­bli­ca­ta a par­ti­re dal 1979. In que­ste due ope­re, diver­se per veste edi­to­ria­le, Pre­vi­ta­li dimo­strò, oltre alle capa­ci­tà orga­niz­za­ti­ve, una vera e pro­pria inten­zio­ne peda­go­gi­ca, chie­den­do ai col­la­bo­ra­to­ri di dare il pro­prio meglio su temi a loro cari, ma anche su argo­men­ti su cui non ave­va­no anco­ra pub­bli­ca­to nien­te.

È inve­ce rima­sto un po’ ai mar­gi­ni il lavo­ro, dav­ve­ro inten­so, com­piu­to da Pre­vi­ta­li sui clas­si­ci del­la sto­rio­gra­fia arti­sti­ca, da Vasa­ri a Bel­lo­ri, e su cri­ti­ci del Nove­cen­to come Erwin Panof­sky, Ern­st H. Gom­brich e Geor­ge Kubler. Si è però ana­liz­za­ta la pre­mes­sa di que­sto lavo­ro, cioè la tesi di lau­rea, dive­nu­ta poi il pri­mo libro, La for­tu­na dei pri­mi­ti­vi dal Vasa­ri ai neo­clas­si­ci (Tori­no, Einau­di 1964), che ribal­ta il pre­giu­di­zio di una riva­lu­ta­zio­ne roman­ti­ca del Medioe­vo e ne met­te in rilie­vo la radi­ce illu­mi­ni­sta: il Set­te­cen­to vie­ne rico­no­sciu­to come momen­to fon­da­to­re del­la moder­na sto­ria dell’arte, con una muta­zio­ne del modo di avvi­ci­nar­si al testo figu­ra­ti­vo. La scel­ta del ter­mi­ne “for­tu­na” inve­ce di “gusto” è l’esito di una scel­ta che ave­va por­ta­to l’autore ad abban­do­na­re l’Università di Roma e l’insegnamento di Lio­nel­lo Ven­tu­ri per tra­sfe­rir­si a Firen­ze alla scuo­la di Rober­to Lon­ghi. Non so se sia vero, ma tra noi stu­den­ti del­la Facol­tà di Let­te­re di Sie­na cir­co­la­va la voce che Pre­vi­ta­li si van­tas­se di aver let­to il libro di Ven­tu­ri Il gusto dei pri­mi­ti­vi (1926) solo dopo aver pub­bli­ca­to la sua For­tu­na. In ogni caso, que­sta posi­zio­ne è rive­la­tri­ce del­la sua visio­ne lai­ca del­la vita e del­la sto­ria, che impron­ta­va le sue con­vin­zio­ni più pro­fon­de come i com­por­ta­men­ti quo­ti­dia­ni.

Un impor­tan­te con­tri­bu­to alla figu­ra e all’attività di Gio­van­ni Pre­vi­ta­li è giun­to dal­le testi­mo­nian­ze diret­te di Alber­to Cor­ni­ce, già fun­zio­na­rio del­la Soprin­ten­den­za sene­se, ma soprat­tut­to di due stu­den­tes­se del­la facol­tà di Let­te­re negli anni set­tan­ta, Dona­tel­la Capre­si e Fio­ra Bel­li­ni, che han­no rie­vo­ca­to le gran­di espe­rien­ze for­ma­ti­ve del­la mostra didat­ti­ca su Jaco­po del­la Quer­cia e del­la cata­lo­ga­zio­ne di Caso­le d’Elsa.

Per saperne di più:

In atte­sa del­la pub­bli­ca­zio­ne del­la tesi di dot­to­ra­to di Artu­ro Galan­si­no su Gio­van­ni Pre­vi­ta­li, che vedrà la luce nei pros­si­mi mesi in un nume­ro spe­cia­le mul­ti­plo di “Pro­spet­ti­va” (rivi­sta fon­da­ta nel 1975 da Pre­vi­ta­li e da Mau­ro Cri­sto­fa­ni), si può leg­ge­re, del­lo stes­so Galan­si­no, Gio­van­ni Pre­vi­ta­li: l’eredità di Lon­ghi tra mar­xi­smo e “con­nois­seur­ship”, in L’occhio del cri­ti­co: sto­ria dell’arte in Ita­lia tra Otto e Nove­cen­to, a cura di Ales­san­dro Masi, Firen­ze, Val­lec­chi, 2009, pp. 173–184 (con biblio­gra­fia). Si veda­no inol­tre: Gio­van­ni Roma­no, Gio­van­ni Pre­vi­ta­li e la Sto­ria dell’arte, in Sto­rie dell’arte: Toe­sca, Lon­ghi, Wit­t­ko­wer, Pre­vi­ta­li, Roma, Don­zel­li 1998 (testo fran­ce­se pub­bli­ca­to nel 1993), pp. 93- 107 e le pre­fa­zio­ni a:

  • La for­tu­na dei pri­mi­ti­vi dal Vasa­ri ai neo­clas­si­ci (1964), ed. Tori­no, Einau­di 1989 (Enri­co Castel­nuo­vo)
  • Stu­di sul­la scul­tu­ra goti­ca in Ita­lia. Sto­ria e geo­gra­fia, Tori­no, Einau­di, 1991 (Lucia­no Bel­lo­si)
  • Giot­to e la sua bot­te­ga (1967), Mila­no, Fab­bri 1993 (Ales­san­dro  Con­ti)
  • Recen­sio­ni, inter­ven­ti, que­stio­ni di meto­do. Scrit­ti da quo­ti­dia­ni e perio­di­ci 1962–1988, Napo­li, Papa­ro 1999 (Ric­car­do Nal­di e Andrea Zez­za)

Un pro­fi­lo bio­gra­fi­co e un elen­co degli scrit­ti di Gio­van­ni Pre­vi­ta­li si tro­va­no in Scrit­ti in ricor­do di Gio­van­ni Pre­vi­ta­li, volu­me II, “Pro­spet­ti­va”, n. 57–60, 1989–1990, pp. 7–15.

In que­sto blog si può leg­ge­re la fon­da­men­ta­le voce Attri­bu­zio­ne dell’Enci­clo­pe­dia Fel­tri­nel­li Fischer (1971).

  1. G. Pre­vi­ta­li, Intro­du­zio­ne, in Simo­ne Mar­ti­ni e «chom­pa­gni», cata­lo­go del­la mostra a Sie­na, Firen­ze, Cen­tro Di 1985, pp. 11–32; Idem, Intro­du­zio­ne ai pro­ble­mi del­la bot­te­ga di Simo­ne Mar­ti­ni, in Simo­ne Mar­ti­ni, Atti del con­ve­gno (Sie­na, 27–29 mar­zo 1985), a cura di Lucia­no Bel­lo­si, Firen­ze, Cen­tro Di 1988, pp. 151–166.
  2. G. Pre­vi­ta­li, L’Umbria alla destra del Teve­re: Peru­gia e Orvie­to, in “Pro­spet­ti­va”, n. 31, 1982, pp. 17–35; Idem, L’Umbria alla sini­stra del Teve­re, in “Pro­spet­ti­va”, n. 38, 1984, pp. 30–35; Idem, Alcu­ne ope­re ‘fuo­ri con­te­sto’: il caso di Mar­co Roma­no, in “Bol­let­ti­no d’arte”, XXII, 1983, pp. 41–68.
  3. G. Roma­no, Gio­van­ni Pre­vi­ta­li e la Sto­ria dell’arte, in Sto­rie dell’arte: Toe­sca, Lon­ghi, Wit­t­ko­wer, Pre­vi­ta­li, Roma, Don­zel­li 1998, pp. 100–101.
  4. Mila­no, Fel­tri­nel­li 1971. I due volu­mi era­no com­ple­men­ta­ri, ma non con­trap­po­sti a una più tra­di­zio­na­le Arte 1 cura­ta da Wer­ner Hof­f­man e Car­lo Vol­pe, Mila­no, Fel­tri­nel­li 1968, tra­du­zio­ne dell’originale Bil­den­de Kun­st II, Frank­furt-Ham­burg, Fischer 1960.
Cite this article as: Giovanna Ragionieri, Un seminario su Giovanni Previtali a Siena, in "STORIEDELLARTE.com", 3 febbraio 2014; accessed 25 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2014/02/un-seminario-su-giovanni-previtali-a-siena.html.

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