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L’abitare condiviso”

9788831715294Nell’ambito di una crescente produzione dedicata ai temi dell’abitare, che negli ultimissimi anni cogliendo l’attualità di un interesse per le nuove esigenze sociali, psicologiche, economiche e culturali dell’architettura si è sempre più indirizzata verso edifici che possano dare risposte “partecipate e consapevoli” alle esigenze del vivere quotidiano, il volume di Edoardo Narne e Simone Sfriso emerge per la capacità di sintetizzare le principali questioni, presentando una campionatura di casi relativi all’”abitare condiviso”.

Il volume è composto da due saggi introduttivi e da schede  sulle residenze collettive dalle origini al cohousing: un atlante di casi di vissuto collettivo selezionati dagli stessi autori, insieme a Marco Zagallo, sulla base di contenuti e finalità “less aesthetics and more ethics”. Sistemi insediativi distanti tra loro nello spazio e nel tempo, dai complessi Tulou del Fujian in Cina alle opere di Le Corbusier, dai kibbutz alle esperienze scandinave di Markelius e di Erskine alle più recenti operazioni di cohousing.

Il saggio di Narne propone una riflessione ad ampio raggio su esperienze di social housing a partire da alcune sperimentazioni d’età antica e moderna, per poi analizzare più nello specifico i casi novecenteschi e le esperienze attuali con una particolare attenzione per quelle nordeuropee e orientali. L’autore pone l’accento sulla presenza determinante nei complessi esaminati del vuoto come “spazio coagulante di tutte le attività comuni” (p. 18).  Si tratta di un tema caro a Narne, e già esaminato in un volume pubblicato nella stessa collana Marsilio, che presenta con la stessa struttura a saggi e schede alcune considerazioni sul tema delle residenze a patio.1

Forte di un bagaglio di esperienze relative al “vivere insieme”,2 e credendo profondamente a un’architettura dal mandato etico e sociale, nel suo contributo tematico Sfriso illustra che cosa significhi coabitare in una società in perenne trasformazione e spiega il crescente interesse nei confronti del cohousing che nel nostro Paese appare ancora poco noto. Trattasi, come afferma l’autore, di “un nuovo modo di abitare che privilegia le relazioni, permette di compiere scelte virtuose dal punto di vista ambientale e sociale (…) e, non ultimo, di conseguire un risparmio su un bene essenziale come l’abitazione” (p. 40).

A fronte di una crescente attenzione per edifici pubblici per la cultura, lo sport, il lavoro, nei suoi Percorsi dell’architettura contemporanea3 Andrea Bruno jr. lamentava l’assenza di interesse per i temi della casa: il che non manca di stupire se si pensa che gli esordi dei più grandi architetti sono legati proprio alla progettazione di abitazioni. L’autore dei percorsi dell’architettura contemporanea si domandava “dove va l’architettura?” e lanciava una sorta di appello a ritornare ad occuparsi di un tema che sembra essere stato “abbandonato nelle mani di figure minori e di costruttori votati alla legge meno spesa più guadagno” (p. 121). Il volume in oggetto mi pare possa dare implicitamente alcune risposte a queste necessità ma anche lanciare un messaggio positivo per il futuro prospettando nuovi possibili scenari urbani.

Anagraficamente vicini, entrambi gli autori provengono da esperienze di studio e di ricerca parallele. Per un breve ma intenso periodo gli studenti del corso di laurea di ingegneria edile ed architettura dell’Università degli studi di Padova hanno potuto beneficiare della collaborazione di Sfriso ai corsi di Composizione architettonica di Narne. Presentando agli studenti i lavori di Tamassociati, collettivo di architetti di cui è socio fondatore,  Sfriso insieme a Narne ha potuto così trasmettere dentro le aule universitarie un messaggio di grande valore, quell’impegno per la dimensione etica e politica del fare architettura che traspare dalle pagine di questo volume. Un impegno che a Sfriso e al suo studio ha fatto meritare riconoscimenti internazionali di grande rilievo (tra tutti l’Aga Khan Award for Architecture nel 2013) e che a Narne continua a far meritare l’affetto e la stima dei propri studenti e colleghi.

Questo libro è frutto di un incontro tra due amici: sono stata compagna di studi di Simone e collega di Edoardo all’università. Raramente capita di creare connessioni così fruttuose.


Tulou

Edoardo Narne, Simone Sfriso

L’abitare condiviso.
Le residenze collettive dalle origini al cohousing

Venezia, Marsilio 2013


Nya-Bruket-by-Ralph-Erskine

Linked-Hybrid-by-Steven-Holl

Jystrup-Savvaerk-by-Vandkunsten

Eigen-Haard-housing-by-Michel-de-Klerk

  1. Edoardo Narne, Angelo Bertolazzi, Abitare intorno a un vuoto. La residenza a patio dalle origini al contemporaneo, Venezia, Marsilio, 2012.
  2. Vivere insieme. Cohousing e comunità solidali, a cura di studio tamassociati, Milano, Altraeconomia, 2012.
  3. Roma, Carocci, 2006.
Cite this article as: Elena Svalduz, L’abitare condiviso”, in "STORIEDELLARTE.com", 22 febbraio 2014; accessed 24 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2014/02/labitare-condiviso.html.

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