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Libri: detrazioni e diseguaglianze

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Rimbal­za da gior­ni via web (un po’ meno attra­ver­so la car­ta stam­pa­ta, a dire il vero) la noti­zia degli sgra­vi fisca­li sull’acquisto dei libri, deci­sa dal Con­si­glio dei Mini­stri lo scor­so 13 dicem­bre. L’articolo 9 del Decre­to Leg­ge n. 145, recan­te dispo­si­zio­ni urgen­ti cir­ca l’avvio del pia­no “Desti­na­zio­ne Ita­lia”, è tito­la­to “Misu­re per favo­ri­re la dif­fu­sio­ne del­la let­tu­ra”, e allo sco­po di favo­ri­re una mag­gio­re dif­fu­sio­ne del­la let­tu­ra dei libri car­ta­cei rico­no­sce “una detra­zio­ne fisca­le del 19% sul­le spe­se soste­nu­te nel cor­so dell’anno sola­re per l’acquisto di libri muni­ti di codi­ce ISBN, per un impor­to mas­si­mo di € 2000, di cui € 1000 per i libri sco­la­sti­ci ed uni­ver­si­ta­ri ed € 1000 per tut­te le altre pub­bli­ca­zio­ni”.

La detra­zio­ne è dun­que vali­da fino a un tet­to di 2000 euro a per­so­na per anno sola­re e dure­rà fino al 2016, per­met­ten­do a chiun­que di detrar­re dal­la pro­pria dichia­ra­zio­ne dei red­di­ti fino a 1000 euro per i libri in gene­ra­le, e altri 1000 per i testi sco­la­sti­ci. Con­ce­pi­to, anche, per pro­muo­ve­re la let­tu­ra e per aiu­ta­re un set­to­re in cre­scen­te dif­fi­col­tà come quel­lo dell’editoria e del­le tan­te libre­rie sem­pre più espo­ste al rischio di chiu­su­ra (nei mesi scor­si abbia­mo dato ampio risal­to, attra­ver­so la nostra pagi­na Face­book, alle trop­pe chiu­su­re di libre­rie in tut­ta Ita­lia), il prov­ve­di­men­to ha com­pren­si­bil­men­te sol­le­va­to mol­to entu­sia­smo.

Non man­ca­no tut­ta­via alcu­ne per­ples­si­tà, a par­ti­re dall’incertezza sul­le pro­ce­du­re di rim­bor­so (“L’acquisto deve esse­re docu­men­ta­to fiscal­men­te dal ven­di­to­re”), che vero­si­mil­men­te dovran­no pre­ve­de­re la pre­sen­ta­zio­ne del­lo scon­tri­no fisca­le che ripor­ti il tito­lo del libro e il codi­ce fisca­le dell’acquirente, sen­za peral­tro for­ni­re esau­sti­ve spie­ga­zio­ne su come otte­ne­re il rim­bor­so per i libri acqui­sta­ti via Inter­net. Il decre­to, inol­tre, al com­ma 3, spe­ci­fi­ca che sono esclu­si dal prov­ve­di­men­to “gli acqui­sti di libri in for­ma­to digi­ta­le”. In un arti­co­lo appar­so sul Cor­rie­re del­la sera onli­ne il 3 gen­na­io, Mar­co Polil­lo, pre­si­den­te dell’Associazione Ita­lia­na Edi­to­ri (che pure ha avu­to paro­le di elo­gio per la nor­ma­ti­va), ten­ta di spie­ga­re que­sta restri­zio­ne ragio­nan­do sul diver­so regi­me fisca­le degli ebook che non “han­no l’IVA age­vo­la­ta del 4 per cen­to ma quel­la rego­la­re del 23 per cen­to”. L’editoriale del Cor­rie­re sot­to­li­nea la “discra­sia” che così si vie­ne a crea­re, “con il libro car­ta­ceo che diven­ta detrai­bi­le e quel­lo elet­tro­ni­co che vede l’IVA sali­re al 22. Vero pure che da noi l’ebook con­ta solo per il 5 per cen­to del­la spe­sa tota­le in libri ma non con­si­de­rar­lo un libro fa quan­to­me­no sor­ri­de­re”.

La que­stio­ne, assai com­ples­sa, del­le dif­fe­ren­ti tas­sa­zio­ni appli­ca­te all’editoria digi­ta­le e a quel­la stam­pa­ta, non­ché dell’arretratezza ita­lia­na nel­la dif­fu­sio­ne del libro digi­ta­le rispet­to ad altri pae­si euro­pei e non, meri­ta appro­fon­di­men­ti su cui ci riser­via­mo di tor­na­re pros­si­ma­men­te.

Per rima­ne­re nel meri­to del Decre­to leg­ge appe­na vara­to, è a nostro avvi­so quan­to­me­no sin­go­la­re la deci­sio­ne di pro­muo­ve­re la let­tu­ra ope­ran­do una distin­zio­ne fra un libro stam­pa­to e un ebook che – per moti­vi che fran­ca­men­te ci sfug­go­no – non ha evi­den­te­men­te le car­te in rego­la per esse­re con­si­de­ra­to ‘libro’. Pre­sen­ta­ta dal Mini­stro Bray come un’ “ini­zia­ti­va dall’importante valo­re sto­ri­co e sim­bo­li­co che insie­me al Pia­no del­la let­tu­ra si inse­ri­sce in un pro­get­to stra­te­gi­co di dif­fu­sio­ne dei libri, fon­da­men­ta­le per la for­ma­zio­ne dei cit­ta­di­ni e per il rilan­cio del­la cul­tu­ra”, la nor­ma­ti­va sareb­be sta­ta dav­ve­ro inci­si­va se aves­se tenu­to con­to di tut­te le for­me oggi pos­si­bi­li di let­tu­ra e di divul­ga­zio­ne del­la cul­tu­ra. Noi, come abbia­mo dichia­ra­to nel nostro nostro post di ini­zio anno, ci schie­ria­mo sen­za esi­ta­zio­ni a favo­re di “un 2014 pie­no di let­tu­re con qual­sia­si stru­men­to in qual­sia­si luo­go”. Insom­ma, per l’eguaglianza di tut­te le for­me di let­tu­ra, pur­ché let­tu­ra sia­no.

Link utili:

 

 – Testo a cura di Maria­lu­cia Mene­gat­ti e Ser­gio Momes­so

Cite this article as: Redazione, Libri: detrazioni e diseguaglianze, in "STORIEDELLARTE.com", 11 gennaio 2014; accessed 9 dicembre 2016.
http://storiedellarte.com/2014/01/libri-detrazioni-e-diseguaglianze.html.

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One Response to Libri: detrazioni e diseguaglianze

  1. Lorenzo Donati 13 gennaio 2014 at 14:58 #

    Il pro­ble­ma vero e che non è sta­to trat­ta­to nel post è che sono sta­ti stan­zia­ti, mi sem­bra, solo 50 milio­ni di euro per tre anni.……BENISSIMO.….MA.…il fat­tu­ra­to ANNUO del set­to­re edi­to­ria­le è di cir­ca 3,4 miliar­di di euro (Rap­por­to 2011 Asso­cia­zio­ne Ita­lia­na Edi­to­ri) di cui cir­ca 1,3 non scolastico.…quindi il 19% di 3,4 miliar­di sono 646 milio­ni !!!!!! altro che 50 milio­ni in TRE ANNI !!!!!!!.…for­se il gover­no spe­ra in un calo dra­sti­co del fat­tu­ra­to nei pros­si­mi tre anni.…..

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