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Cennino Cennini, la veste della Madonna

Capitolo LXXXIII
A ffare un vestire d’azurro della Magnia
o oltremarino o mantello di Nostra Donna.

«Se vuoi fare un mantello di Nostra Donna d’azurro della Magnia, o altro vestire che voglia fare sodo d’azurro, prima in frescho campeggia il mantello, over vestire, di sinopia et di nero; ma lle due parti sinopia e’l terzo negro. Ma prima gratta la perfetion delle pieghe con qualche punteruolo di ferro o agugiella. Poi, in secco, tolli azzurro della Magnia, lavato bene o vuoi con lisciva o vuoi con acqua chiara, e rimenato un poco pocho in sulla pria da triare. Poi, se ll’azzurro è di buon colore e pieno, mettivi dentro un poco di colla stemperata, né troppo forte né troppo lena, che più innanzi te ne parlerò. Anchor metti nel detto azzurro un rossume d’uuovo; ma sse ll’azzurro fusse chiaretto, vuole essere il rossume di questi huovi dalla villa, che sono ben rossi. Rimescola bene insieme; con pennello di setole morbido ne dà ttre o quattro volte sopra il detto vestire. Quando l’ài ben campeggiato, e cche sia asciutto, tolli un poco d’indacho e di negro, e và ombrando le pieghe per lo mantello il più che puoi, pur di punta, ritornando più e più fiate in sulle ombre. Se vuoi che in sui dossi delle ginocchia o altri rilievi o vuoi biancheggiare un pocho, gratta l’azurro puro con la punta dell’aste del pennello. Se vuoi mettere in campo, o in vestire, azurro oltramarino, temperalo all’usato modo detto di quello della Magnia, e ssopra quello danne due o ttre volte. Se vuoi aombrare le pieghe, togli un pocho di laccha fina et un pocho di negro, temperato con rossume d’uuovo. E aombralo, gientile quanto puoi e più nettamente, prima con pocha di quella e poi di punta, e fa’ men pieghe che puoi, perché l’azurro oltrammarino vuol pocha vicinanza d’altro meschuglio».

Cennino Cennini, Il libro dell’arte, a cura di Fabio Frezzato, Neri Pozza Editore, Vicenza 2003, pp. 125-126.
Il passo qui estratto appartiene al celebre trattato di Cennino Cennini sulle tecniche artistiche, compilato tra il XIV e il XV secolo dall’artista fiorentino, seguace della pittura giottesca. Solitamente si ritiene che l’opera letteraria sia stata redatta durante l’ultimo decennio del Trecento a Padova, città nella quale l’autore è documentato tra il 1398 e il 1401. Secondo una più recente ipotesi, invece, l'opera di Cennino non sarebbe un manuale di bottega o un trattato tecnico, quanto piuttosto un libro commissionato, a Firenze, dall'Arte dei Medici e Speziali, a cui anche i pittori erano associati fin dal principio del Trecento, e che doveva essere destinato alla consultazione degli amministratori della corporazione fiorentina.1

Giotto, Adorazione dei pastori, 1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni

Giotto, Adorazione dei pastori, 1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni

Giusto de' Menabuoi, Paradiso, 1374-1378 circa, particolare, Padova, Battistero, affresco

Giusto de' Menabuoi, Paradiso, 1374-1378 circa, particolare, Padova, Battistero, affresco della cupola

Altichiero da Zevio, Adorazione dei Magi, 1384, particolare, Padova, oratorio di San Giorgio

Altichiero da Zevio, Adorazione dei Magi, 1384, particolare, Padova, oratorio di San Giorgio, affresco della controfacciata

  1. Cfr. R. Bellucci, C. Frosinini, Working Together: Technique and Innovation in Masolino's and Masaccio's Panel Paintings, in The Panel Paintings of Masolino and Masaccio. The Role of Technique, a cura di C. B. Strehlke e C. Frosinini, Milano, 5Continents 2002, pp. 30-31 - consultazione online
Cite this article as: Debora Tosato, Cennino Cennini, la veste della Madonna, in "STORIEDELLARTE.com", 18 gennaio 2014; accessed 24 maggio 2017.
http://storiedellarte.com/2014/01/cennino-cennini-la-veste-della-madonna.html.

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