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Andare per mostre: Giorgio Vasari e l’Allegoria della Pazienza

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Giorgio Vasari e Gaspar Becerra, Allegoria della Pazienza, Firenze, Galleria Palatina

Mostre: 'Giorgio Vasari e l'allegoria della pazienza' a Firenze

Per chi non lo avesse fatto ancora, consigliamo di visitare in queste feste la piccola, raffinata mostra Giorgio Vasari e l’Allegoria della Pazienza, curata da Anna Bisceglia, aperta alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti fino al prossimo 5 gennaio [P.S.: la mostra è stata recentemente prorogata fino al 9 febbraio 2014].

La mostra ruota attorno all’Allegoria della Pazienza conservata nella Sala di Prometeo della stessa Galleria, già appartenuta alle collezioni di Leopoldo de’ Medici e fresca di restauro, che dopo essere stata attribuita a Parmigianino, Francesco Salviati, Girolamo Siciolante, è stata di recente ricondotta da Barbara Agosti e da Anna Bisceglia alla collaborazione tra Giorgio Vasari e lo spagnolo Gaspar Becerra. Il dipinto dipende da un’invenzione dello stesso Vasari, richiesto nel 1551 dal vescovo di Arezzo Bernardetto Minerbetti di un’immagine che raffigurasse la virtù della Pazienza. L’aretino dà corpo all’invenzione di giovane donna con le braccia incrociate, incatenata a una roccia, in attesa che l’acqua, cadendo da un vaso, corroda la catena e la liberi, che riscuote subito ampio successo. Come sottolinea Cristina Acidini nella sua Presentazione al catalogo, la Pazienza è infatti una delle virtù più apprezzate “in una corte dell’Ancien régime (compresa la Curia romana)”, un tema insomma nient’affatto marginale per l’uomo di corte, che della pazienza deve fare una delle proprie principali virtù, tanto pubbliche quanto private. L’inventio vasariana, così, si traduce nella Pazienza realizzata in collaborazione con Becerra, ma entra anche prepotentemente alla corte di Ercole II d’Este, duca di Ferrara, che nello stesso giro d’anni elegge la Pazienza come proprio emblema. A Camillo Filippi e al figlio Bastianino, grande protagonista del secondo Cinquecento ferrarese, spetta l’esecuzione della Pazienza destinata all’appartamento privato del principe nel castello estense e oggi alla Galleria Estense di Modena, derivata dall’invenzione vasariana di cui a Ferrara giunsero diversi disegni, così come esemplate sull’invenzione vasariana sono le immagini della Pazienza scolpite nel basamento del Busto di Ercole II d’Este di Prospero Sogari Spani della Galleria Estense di Modena, e quelle della Pazienza su diverse medaglie fuse per Ercole II d’Este.

Dall’iconografia vasariana discendono altri disegni e stampe esposti in mostra, come pure la pressoché inedita Allegoria della Pazienza di collezione privata riferita a un anonimo artista fiorentino attivo negli Sessanta.

Affiancano l’Allegoria della Pazienza di Vasari e Becerra, nella parete principale dall’elegante allestimento color rosso, altre due opere di Vasari, l’Allegoria della Pazienza degli Uffizi, che potrebbe configurarsi come una prima idea per la Pazienza commissionata dal vescovo Minerbetti, e l’Allegoria della Pazienza delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, realizzata dall’aretino nel 1542 per il soffitto del palazzo veneziano di Giovanni Corner.

Nel catalogo, curato da Anna Bisceglia ed edito da Sillabe, alle Presentazioni di Cristina Acidini, Alessandro Cecchi e Stefano Casciu, seguono saggi di Barbara Agosti, Anna Bisceglia, Alessandra Pattanaro, Simona Mammana.

Informazioni sulla mostra

--- testo a cura di Marialucia Menegatti e Sergio Momesso

Cite this article as: Redazione, Andare per mostre: Giorgio Vasari e l’Allegoria della Pazienza, in "STORIEDELLARTE.com", 28 dicembre 2013; accessed 20 agosto 2017.
http://storiedellarte.com/2013/12/andare-per-mostre-giorgio-vasari-e-lallegoria-della-pazienza.html.

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