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Muriel Barbery, una Natura morta di Pieter Claesz

«È una natu­ra mor­ta che raf­fi­gu­ra una tavo­la imban­di­ta per una meren­da leg­ge­ra con ostri­che e pane. In pri­mo pia­no, su un piat­to d’argento, un limo­ne sbuc­cia­to a metà e un col­tel­lo con il mani­co cesel­la­to. Sul­lo sfon­do, due ostri­che chiu­se, lo spi­ra­glio di una con­chi­glia da cui si intra­ve­de la madre­per­la e un piat­to di pel­tro che for­se con­tie­ne del pepe. Tra i due, un bic­chie­re river­so, una pic­co­la pagnot­ta che mostra la sua mol­li­ca bian­ca e, sul­la sini­stra, un cali­ce bom­ba­to come una cupo­la rove­scia­ta, con la base lar­ga e cilin­dri­ca orna­ta di goc­cet­te di vetro e riem­pi­to per metà di un liqui­do pal­li­do e dora­to. La gam­ma cro­ma­ti­ca va dal gial­lo all’ebano. Lo sfon­do è in oro opa­co, un po’ spor­co.

Sono una fer­vi­da appas­sio­na­ta di natu­re mor­te. In biblio­te­ca ho pre­so in pre­sti­to tut­te le pub­bli­ca­zio­ni del fon­do di pit­tu­ra per dare la cac­cia a qual­sia­si ope­ra appar­te­nen­te a que­sto gene­re. Ho visi­ta­to il Lou­vre, il Musée d’Orsay, il museo d’Arte moder­na e ho visto – rive­la­zio­ne e incan­to – la mostra su Char­din del 1979 al Petit Palais. Ma l’opera omnia di Char­din non vale un solo capo­sal­do del­la pit­tu­ra olan­de­se del XVII seco­lo. Le natu­re mor­te di Pie­ter Claesz, di Wil­lem Claesz Heda, di Wil­lem Kalf e di Osias Beert sono i capo­la­vo­ri del gene­re – sem­pli­ce­men­te dei capo­la­vo­ri, per i qua­li sen­za un atti­mo di esi­ta­zio­ne cede­rei tut­to il Quat­tro­cen­to ita­lia­no.

Ebbe­ne, que­sto, sem­pre sen­za esi­ta­zio­ni, è indub­bia­men­te un Pie­ter Claesz».

Muriel Bar­be­ry, L’eleganza del ric­cio, tra­du­zio­ne di Emma­nuel­le Cail­lat e Cin­zia Poli, Edi­zio­ni e/o, Roma 2007, pp. 192–193 (tito­lo ori­gi­na­le: L’élégance du héris­son, Edi­tions Gal­li­mard, Paris 2006).

Pieter Claesz

Pie­ter Claesz by Kevin Best – Flic­kr

Cite this article as: Debora Tosato, Muriel Barbery, una Natura morta di Pieter Claesz, in "STORIEDELLARTE.com", 10 novembre 2013; accessed 23 marzo 2017.
http://storiedellarte.com/2013/11/muriel-barbery-una-natura-morta-di-pieter-claesz.html.

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3 Responses to Muriel Barbery, una Natura morta di Pieter Claesz

  1. artemisia 13 agosto 2016 at 07:19 #

    Rea­zio­ne a: per for­tu­na non pos­sie­de tut­to il Quat­tro­cen­to ita­lia­no.
    Rea­zio­ne b: per for­tu­na il Quat­tro­cen­to ita­lia­no, cedu­to, si met­te in sal­vo; tre­mo però per Claesz.

  2. Massimiliano Caretto 11 novembre 2013 at 10:35 #

    Com­pli­men­ti vivis­si­mi per la cita­zio­ne dal­la Bar­be­ry, che è una del­le pagi­ne recen­ti più appas­sio­na­te e acu­te sul silen­zio­so sen­so di for­ma asso­lu­ta che la Natu­ra Mor­ta Olan­de­se è in gra­do di incar­na­re.
    Fac­cio, però, nota­re che l’immagine scel­ta per accom­pa­gna­re la cita­zio­ne altro non è che una vol­ga­ris­si­ma rein­ter­pre­ta­zio­ne digi­ta­le delle/dalle natu­re mor­te del Claesz. è piat­ta, satu­ra di una pla­sti­co­si­tà tut­ta con­tem­po­ra­nea, total­men­te pri­va di sen­so, una barac­co­na­ta inguar­da­bi­le, un orro­re, un auten­ti­co insul­to al Mae­stro.
    Que­sto è il Vero Claesz:
    http://blog.stuttgarter-zeitung.de/wp-content/pieter-claesz-fruhstuck.jpg oppu­re que­sto http://gastronomyatbu.files.wordpress.com/2012/06/pieter-claesz.jpeg

    Ora, io non so se nel­la scel­ta dell’immagine ci sia volu­ta­men­te la “pro­vo­ca­zio­ne” del­lo schiaf­fa­re uno pseu­do-poster con­tem­po­ra­neo al para­go­ne con le ope­re del Mae­stro, ma indub­bia­men­te, sia da un pun­to di vista for­ma­le che da quel­lo con­te­nu­ti­sti­co, il con­fron­to sver­go­gna quell’imbarazzante ten­ta­ti­vo di esse­re al livel­lo del­la natu­ra mor­ta olan­de­se.

    • Redazione 11 novembre 2013 at 18:32 #

      Caro Mas­si­mi­lia­no,
      gra­zie per il com­men­to e per i sug­ge­ri­men­ti.
      L’immagine, in effet­ti, come dichia­ra­to nel­la dida­sca­lia, spet­ta a Ke­vin Best, spe­cia­liz­za­to in que­ste rein­ter­pre­ta­zio­ni digi­ta­li del­le ope­re di Claesz e di altri anti­chi mae­stri.
      La scel­ta è for­se mal­de­stra­men­te pro­vo­ca­to­ria, ma non sia­mo sta­ti capa­ci di tro­va­re una imma­gi­ne che rispon­des­se esat­ta­men­te alla descri­zio­ne di Bar­be­ry. Nean­che i tuoi link pur­trop­po vi cor­ri­spon­do­no pie­na­men­te.
      Cosa ha visto Bar­be­ry? O Best ha let­to Bar­be­ry?

      Ovvia­men­te non c’è para­go­ne tra Claesz e il foto­gra­fo neo­ze­lan­de­se, e le sue inter­pre­ta­zio­ni pos­so­no appa­ri­re dav­ve­ro, come dici, di gusto affat­to discu­ti­bi­le.
      Però la cac­cia al dipin­to cita­to da Bar­be­ry è aper­ta.

      Alle tue segna­la­zio­ni aggiun­ge­rei intan­to:
      http://bit.ly/17ZPkqi (Natu­ra mor­ta, Kas­sel, Museum Schloss Wilhelm­shö­he)

      Cor­dia­li salu­ti,
      SM

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