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Operazione Gattopardo

Se avete amato il Gattopardo – il romanzo, il film oppure entrambi – sarete affascinati da Operazione Gattopardo. Come Visconti trasformò un romanzo di “destra” in un successo di “sinistra”, il libro pubblicato da Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice nella primavera di quest’anno per i tipi di Le Mani. Sono le forze ammaliatrici del principe di Salina e del suo doppio, il “conte rosso” Luchino Visconti, che a distanza di cinquant’anni ancora continuano a esercitare la loro capacità di seduzione. Questa volta l’incantesimo agisce attraverso un testo che ricostruisce il contesto in cui nacque l’idea del film e ne segue lo sviluppo fino e oltre il suo grande successo internazionale.

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È chiaro sin dalle prime battute che il racconto dell’impatto dei due Gattopardo, uno di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e l’altro di Visconti, sulla vita culturale italiana degli anni Sessanta è il risultato di un’approfondita ricerca documentaria e in ogni pagina si percepisce l’affondo degli autori con il bisturi della filologia nell’esame dei rapporti tra lo scrittore, i suoi eredi, gli intellettuali del tempo, il Partito Comunista, il regista, gli attori, la stampa, il testo e l’opera cinematografica. Eppure, come per magia, l’argomento non appare sezionato sul freddo tavolo del chirurgo, ma si scioglie in una specie di “romanzo storico” che ha per argomento … un romanzo storico e la sua trasposizione su pellicola. I personaggi che lo animano sono autentici, palpitanti e per questo non si può parlare di un saggio tout court. Le situazioni sono tratteggiate con obiettività, ma anche con trasporto, grande capacità di introspezione e soprattutto con una scrittura avvicente che spinge il lettore d’un fiato al termine del racconto.

Il risultato è il ritratto ricco di linfa vitale di un’epoca, che è anche un’Età dell’Oro del cinema italiano, pieno di novità documentarie e interpretative. Da una parte Anile e Giannice ritrovano una versione originale del film più lunga rispetto a quella oggi nota, si fanno rivelare da Enrico Lucherini i trucchi usati per solleticare l’interesse del pubblico e ricostruiscono le dinamiche tra il regista e gli attori. Dall’altra, grazie alla distanza assicurata dal mezzo secolo che li separa dall’uscita del film e alla propria sapienza narrativa, riescono ad affrontare in modo equilibrato temi delicati, come i condizionamenti culturali e le polemiche che caratterizzarono l’“Operazione Gattopardo”, ovvero la progressiva appropriazione da parte della Sinistra italiana di quel romanzo inizialmente rifiutato come un esempio di decadentismo letterario, o come i rapporti tra il testo di Tomasi di Lampedusa e il film. Attraverso il confronto puntuale delle scene narrative con i loro corrispettivi cinematografici, gli autori riescono a dimostrare che Visconti, osannato per la sua aderenza formale al romanzo e criticato per la sua maniacale ricostruzione degli ambienti, in realtà “tradì” Tomasi di Lampedusa.

PicMonkey Collage

“Da un grande romanzo, un film magnificamente infedele”. Con questo slogan di Alberto Anile  è partita il 28 ottobre un’altra e diversa Operazione Gattopardo. Ogni lunedì e martedì per quattro settimane sarà proiettata su tutto il territorio nazionale la versione restaurata del Gattopardo di Visconti per la rassegna Il Cinema Ritrovato al cinema. Classici restaurati in prima visione promossa dalla Cineteca di Bologna. Un’occasione unica per gustare sul grande schermo il film che abbiamo amato anche quando era alterato nei colori e ridotto alla dimensione televisiva, ma anche per vedere il documentario I due Gattopardi che lo precede, in cui Anile e Giannice riassumono e ricostruiscono visivamente le vicende narrate nel loro volume.

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Link:

Cite this article as: Claudia Caramanna, Operazione Gattopardo, in "STORIEDELLARTE.com", 29 ottobre 2013; accessed 22 settembre 2017.
http://storiedellarte.com/2013/10/operazione-gattopardo.html.

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