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Indagini, percorsi e restauri: la mostra sui Crocifissi lignei al Museo Diocesano di Padova

L’esposizione attualmente in corso al Museo Diocesano di Padova1 offre, in primis, l’occasione irripetibile di osservare a distanza ravvicinata, e da inediti punti di vista, sette crocifissi: opere d’arte dal Medioevo al Barocco, che per la loro natura e tipologia sono spesso collocate in spazi inaccessibili all’indagine accurata dell’occhio umano, istintivamente portato a cogliere l’immagine d’insieme ma non a misurarne dimensioni, espressione e bellezza della fattura e della materia.

Il pannello di apertura è dedicato ad una poesia di Alda Merini,2 a indicare con pensieri e parole la premessa dalla mostra, vale a dire il dialogo di natura intima, personale e quotidiana con Cristo sulla croce.

Le sculture, appese a fondali scabri di colore bronzeo, sono disposte in maniera funzionale alla sosta del visitatore, guidato a muoversi dall’una all’altra in un tracciato a tappe, suggerito idealmente dall’allestimento.

Il restauro di tre dei crocifissi esposti, anticipato all’opinione pubblica nel 2012 dalla Diocesi di Padova3 e illustrato in un’apposita sezione multimediale,4 costituisce il nucleo portante dell’iniziativa, poiché mette in risalto il lavoro preliminare di ricognizione e salvaguardia dei beni d’arte conservati nelle chiese della città e del territorio, cui viene assegnato il valore simbolico di bene comune, restituito alla collettività con il valore aggiunto di studi specifici, che hanno interessato ogni singolo aspetto delle opere: il luogo di provenienza, i committenti, gli artisti, le analisi diagnostiche e tutte le fasi del restauro.5

In tal modo è stato possibile salvare alcune opere a rischio, come il Crocifisso quattrocentesco della chiesa di Santa Maria Assunta a Chiesanuova (Padova), gravemente lesionato, e scoprire la straordinaria potenza espressiva del Crocifisso trecentesco della chiesa di San Fidenzio a Polverara (Padova), sotto uno strato di 6 centimetri di stucco e ridipinture, da cui sono riemersi dettagli di qualità inaspettata, come la fattura pittorica dei capelli e la volumetria del corpo, evidenziata dalle nervature del collo e del costato.

Si tratta forse di opere meno note al pubblico, alle quali ne sono accostate altre di maggiore visibilità, come il Crocifisso dell’affermato scultore feltrino Francesco Terilli (1550-1630), proveniente dall’oratorio di San Valentino in Santa Tecla a Este (Padova), e il Crocifisso di Giovanni Bonazza (1654-1736), firmato e datato 1733, appartenente alla chiesa di Santa Lucia a Padova.

Il percorso espositivo propone una interessante sequenza di modelli presenti in area veneta,6 che prendono forme e significati diversi a seconda dell’epoca e del contesto da cui provengono le sculture: l’immagine del Cristo doloroso, di origine medievale, evidenzia un’espressività acuta fino allo spasimo nella tensione delle membra del corpo, nella bocca aperta e nell’anatomia del torace, a significare il patimento sulla croce, mentre dall’Umanesimo rinascimentale in avanti prevarrà l’immagine del Cristo idealizzato secondo canoni di misura, armonia e compostezza, sia nelle forme anatomiche sia nella pacata espressività del volto, che fa filtrare la dimensione interiorizzata della sofferenza. Ne è testimone esemplare Donatello – autore del celebre Crocifisso bronzeo per la Basilica di Sant’Antonio – al quale studiosi autorevoli hanno di recente attribuito il Crocifisso ligneo della chiesa dei Servi, attualmente in restauro7 e sostituito in mostra da una riproduzione fotografica a grandezza naturale.

Del tutto anomalo, rispetto a questa genia, appare il Crocifisso di primo Seicento intagliato dal bassanese Agostino Vannini per i padri Teatini della chiesa di San Gaetano a Padova: un caso singolare di Cristo vivo e sofferente, dove il patimento prende le sembianze del corpo inarcato in curve e torsioni di eleganza estenuata, con le gambe che si spostano in avanti e le dita dei piedi incredibilmente contratte.

Il passaggio al Settecento evidenzia, nel caso del Crocifisso di Giovanni Bonazza, come la scultura dialoghi a tutto campo con la pittura nella resa di virtuosismi che incantano gli occhi, attratti dalla bellezza del perizoma, trasformatosi in drappeggio che si arriccia in un nodo elegante, o dalla curva morbida del collo e dei capelli cosparsi su una spalla. Nonostante la ferita aperta e grondante, non esiste traccia di dolore nelle membra del corpo, privo di qualsiasi asperità.

Anche il legno sembra quasi perdere la sua peculiarità materiale, poiché gli esiti che qui consegue l’artista non sono distanti dalla qualità delle sue più celebri sculture marmoree.

Crocifisso di Chiesanuova (Padova)

Maestro Quattrocentesco, Crocifisso, Chiesanuova (Padova), chiesa di Santa Maria Assunta

Crocifisso di Polverara

Maestro Trecentesco, Crocifisso, Polverara (Padova), chiesa di San Fidenzio

Crocifisso di San Gaetano

Agostino Vannini, Crocifisso, Padova, chiesa di San Gaetano

 

  1. L’uomo della Croce. L’immagine scolpita prima e dopo Donatello (Padova, Museo Diocesano, 14 settembre – 24 novembre 2013).
  2. “Gesù, forse è per paura delle tue immonde spine / ch’io non credo, / per quel dorso chino sotto la croce / ch’io non voglio imitarti. / Forse, come fece San Pietro, / io ti rinnego per paura del pianto. / Però ti percorro ad ogni ora / e sono lì in un angolo di strada / e aspetto che tu passi. / E ho un fazzoletto, amore / che nessuno ha mai toccato, / per tergerti la faccia”.
  3. La Diocesi di Padova ha lanciato nel 2012 la campagna di raccolta fondi Mi sta a cuore, che prevede una donazione libera per sostenere il restauro dei crocifissi e di altre iniziative inerenti il patrimonio ecclesiastico: anche in occasione della mostra, a ingresso gratuito, è possibile offrire un contributo per questa campagna.
  4. La sezione multimediale, ad opera di Mediacom Digital Evolution, si compone di tre video: uno con tradizionale filmato che illustra la movimentazione e il restauro del Crocifisso di San Gaetano a Padova, e altri due con tutte le immagini del restauro del Crocifisso di San Fidenzio a Polverara e del Crocifisso di Santa Maria Assunta a Chiesanuova. Per un approfondimento su queste tematiche si rinvia al programma delle conferenze presso il Museo Diocesano.
  5. Per i saggi di approfondimento e le schede sulle opere si rinvia al catalogo della mostra, in corso di stampa.
  6. A tale proposito, si veda il recente ed esaustivo volume sui Crocifissi lignei a Venezia e nel territorio della Serenissima 1350-1500. Modelli, diffusione, restauro, a cura di E. Francescutti con la collaborazione di C. Corsato, “Centro Studi Antoniani, 52”, Padova 2013, nel quale sono raccolti gli atti del convegno internazionale di studi tenuto alle Gallerie dell’Accademia di Venezia il 18 maggio 2012.
  7. M. Ruffini, Un’attribuzione a Donatello del ‘Crocifisso’ ligneo dei Servi di Padova, “Prospettiva”, 2008, 130-131, pp. 22-49; F. Caglioti, Il ‘Crocifisso’ ligneo di Donatello per i Servi di Padova, “Prospettiva”, 2008, 130-131, pp. 50-106; F. Caglioti, Donatello miracoloso: il Crocifisso ligneo dei Servi, “Atti e Memorie dell’Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti in Padova”, parte 3, Memorie della classe di Scienze Morali, Lettere ed Arti, 122, 2009 (2010), pp. 59-85; F. Caglioti, Il Crocifisso ligneo di Donatello, in La chiesa di Santa Maria dei Servi in Padova, a cura di G. Zampieri, “Le chiese monumentali padovane, 4”, Roma 2012, pp. 153-170. Il Crocifisso è attualmente in restauro a Udine, presso il Laboratorio della Soprintendenza del Friuli Venezia-Giulia.
Cite this article as: Debora Tosato, Indagini, percorsi e restauri: la mostra sui Crocifissi lignei al Museo Diocesano di Padova, in "STORIEDELLARTE.com", 26 ottobre 2013; accessed 28 giugno 2017.
http://storiedellarte.com/2013/10/indagini-percorsi-e-restauri-la-mostra-sui-crocifissi-lignei-al-museo-diocesano-di-padova.html.

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